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La morte bianca è spesso un incidente stradale

di Giampaolo Galli, Categoria Lavoro, Data 27.07.2007
I dati Inail dicono che gli infortuni stradali sono di gran lunga la prima causa delle cosiddette morti bianche. A essi è riconducibile circa la metà dei morti sul lavoro. La circolazione stradale è mediamente più rischiosa anche quando si fanno confronti con i settori produttivi a più alta frequenza di infortuni. Grandi le differenze fra la cultura della sicurezza sul lavoro e quella della sicurezza stradale, in termini di allarme sociale, di risorse umane e finanziarie devolute a formazione, prevenzione e controlli, di conseguenze giuridiche.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Infortuni sul lavoro
    Nome: C. G. Catanoso  Data: 18.12.2007
    E' noto, a chi si occupa professionalmente e seriamente di sicurezza e tutela della salute, quale sia l'incidenza degli incidenti stradali sul totale degli infortuni mortali. Quel che spesso ci si dimentica, quando ci si concentra sugli effetti (incidenti o infortuni), è l'analisi di quali siano, a monte, le condizioni organizzative aziendali in cui questi eventi si verificano. Ad esempio, un venditore dipendente di un'azienda, è obbligato per raggiungere il proprio target di vendite, a visitare giornalmente un numero elevato di clienti spostandosi con un veicolo e, quasi sempre, andando ben oltre le otto ore giornaliere. In questa situazione lo stress psicoficico, derivante dal carico di lavoro, condiziona significativamente n modo negativo, il suo comportamento di guida, facendolo divenire soggetto più esposto al rischio d'incidente stradale. Pertanto, visto che dalle statistiche INAIL, non è possibile far emergere queste situazioni (dovrebbero essere le aziende ad effettuare un'analisi seria ed approfondita), andrei molto cauto nell'attribuire allo stato penoso delle strade, ai comportamenti dei singoli, ecc., le cause primarie del 50% degli infortuni mortali sul lavoro. Del res
  • Contraddizioni
    Nome: Claudio  Data: 01.08.2007
    La strada è il luogo dove si muore di più (muoiono più italiani in macchina che in guerra), principalmente per dell'alta velocità. Eppure le auto sono sempre più potenti e pubblicizzate (ormai la pubblicità sui media è divisa tra auto e telefonia mobile). Nessuno si è mai preso la briga di porre un limite alla potenza delle auto vendute, se il limite di velocità massimo è 130Km/h perchè vengono vendute auto che superano i 250? Solo per incassare la tassa sul bollo?
  • Sicurezza stradale
    Nome: Mirco  Data: 31.07.2007
    E' ora di finirla con il moralismo delle stragi del Sabato sera la sicurezza stradale è un problema più vasto: come volevasi dimostrare le statistiche Inail dicono che sulla straa si muore in orario di lavoro. Basta ai sindaci che mettono gli autovelox solo per afre soldi occorre ristrutturare la rete stradale e sanzionare solo con cognizione di causa dove è necessario (nell'incrocio pericoloso non mettere il divieto dei 50 in un rettilineo e poi mettere l'autovelox). Basta con le furbizie! La sicurezza stardale è anche un problema di urbanistica.Di educazione nelle scuole, di organizzazione aziendale. Non facciamo dell'italia uno stato di polizia stradale!
  • Incidenti e Infortuni
    Nome: C.G. Catanoso  Data: 30.07.2007
    E' noto, a chi si occupa professionalmente e seriamente di sicurezza e tutela della salute, quale sia l'incidenza degli incidenti stradali sul totale degli infortuni mortali. Quel che spesso ci si dimentica, quando ci si concentra sugli effetti (incidenti o infortuni), è l'analisi di quali siano, a monte, le condizioni organizzative aziendali in cui questi eventi si verificano. Ad esempio, un venditore dipendente di un'azienda, è obbligato per raggiungere il proprio target di vendite, a visitare giornalmente un numero elevato di clienti spostandosi con un veicolo e, quasi sempre, andando ben oltre le otto ore giornaliere. In questa situazione lo stress psicoficico, derivante dal carico di lavoro, condiziona significativamente n modo negativo, il suo comportamento di guida, facendolo divenire soggetto più esposto al rischio d'incidente stradale. Pertanto, visto che dalle statistiche INAIL, non è possibile far emergere queste situazioni (dovrebbero essere le aziende ad effettuare un'analisi seria ed approfondita), andrei molto cauto nell'attribuire allo stato penoso delle strade, ai comportamenti dei singoli, ecc., le cause primarie del 50% degli infortuni mortali sul lavoro. Del resto chi di noi, non ha mai pigiato sull'acceleratore perchè quel giorno aveva "fretta"?
  • Proposta
    Nome: DP  Data: 30.07.2007
    Gentile Dr. Galli, per completezza di argomento, mi permetto di segnalarle un articolo apparso sull'Unità del 22 luglio relativo all'istituzione di una Agenzia per la Sicurezza sl Lavoro. Quell'articolo è, a mio parere, indicativo del clima ideologico che pervade una parte di questo paese. Suppongo che i dati da Lei esposti, siano ufficiali e a disposizione di chiunque, mi chiedo pertanto se chi decide si preoccupa di esaminare la realtà oppure preferisce affidarsi ai soliti luoghi comuni. Con cordialità. Dp
  • Basta parlar di morti bianche
    Nome: greco  Data: 27.07.2007
    E' molto grave che in italia, anche grazie alla pressante sensibilizzazione a seguito della 626, sia finalmente passata almeno la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre la circolazione stradale rimane un'attività non considerata almeno altrettanto pericolosa ( anche se i numeri di quest'articolo dimostrano che se si riducono le morti sulla strada si riducono anche le morti sui luoghi di lavoro che in gran parte avvengono sul percorso per raggiungere il luogo di lavoro (quindi a prescidere se in miniera o in ufficio per strada ci dobbiamo scendere tutti e cmq, almeno fino a quando non si investirà seriamente sul telelavoro, altro mezzo per elimonare alla radice gli incidenti stradali, oltre che il traffico, l'inquinamento......e invece si investe su nuove metropolitane quando un decimo del medesimo investimento nel telelavoro eliminerebbe il problema degli spostamenti e degli incidenti). quindi ricapitolando da oggi nn sprechiamo più parole sulle morti bianche, se sensibilizziamo la società sullla sciurazza stradale raggiungeremmo 2 obbiettivi.... insomma leggendo l'articolo possiam ricavare impegati e operai che se raggiungiam indenni il luogo di lavoro ci rimane solo il 10% di possibilà di farci male sul lavoro....
    Risposta:
    Sì: i dati sono tutti ufficiali e disponibili sui siti dell’Inail e dell’Istat. E’ anche vero che sembra esserci un fenomeno di rimozione collettiva – e bipartisan - del problema. Nella passata legislatura si è tenuta una importante commissione d’inchiesta sulle morti bianche che aveva fra i suoi compiti quello di accertare le cause del fenomeno. Nella relazione finale (8 marzo 2006), si parla di tante cose importanti (tra cui gli incidenti domestici), ma non si fa nessun cenno agli incidenti stradali, nemmeno al fatto che il dato citato in apertura di relazione (oltre 1200 morti sul lavoro ogni anno) è in gran parte riconducibile proprio agli incidenti stradali. Cliccare per credere: www.senato.it/commissioni/47155/96313/genpagina.htm