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Non è l'ultima sigaretta, forse neanche la penultima

di Tito Boeri, e Agar Brugiavini, Categoria Pensioni, Data 23.07.2007
L'accordo sulle pensioni è stato firmato. Ma non è certo l'inizio di un nuovo patto intergenerazionale. E' un tampone che serve a guadagnare tempo in attesa di nuovi correttivi. Tutti i problemi di fondo rimangono irrisolti. La "concertazione" non c'è stata. E continua l'opera di demolizione della riforma che ha introdotto il metodo contributivo. Bisogna assicurare vere coperture. Quelle sui parasubordinati non lo sono. Perché si scambia il vincolo di bilancio annuale dell'Inps con il vero vincolo di bilancio di un sistema previdenziale: quello che guarda al futuro.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La protezione sociale è un'altra cosa
    Nome: Giorgio Calabresi  Data: 13.08.2007
    Quando non esisteva la contribuzione obbligatoria e la protezione sociale veniva praticata a livello famigliare il lavoratore sapeva che se voleva garantirsi la vecchiaia doveva sposarsi e mettere al mondo dei figli. Oggi la protezione sociale viene fatta a livello nazionale adottando un sistema a ripartizione in cui dovrebbe esistere un patto generazionale, (il lavoratore in attività paga con i suoi contributi la pensione ai lavoratori in quiescenza (i suoi genitori) e i suoi figli una volta cresciuti e diventati lavoratori attivi la pagheranno a lui. Il patto presuppone che nelle generazioni ci sia continuità , pertanto tutti i lavoratori dovrebbero preoccuparsi di ricreare il capitale umano. Succede invece che tanti lavoratori fanno i furbi e scaricano i loro impegni sugli altri. Il risultato è che il rapporto attivi/pensionati si deteriora sempre di più, le risorse diminuiscono e non bastano per tutti; allora i nostri politici insieme alle banche e il consenso dei sindacalisti si inventano la pensione integrativa pagata con il TFR. Il governo, invece di proteggere la famiglia l’unica istituzione che sostiene e da certezza di continuità alla nostra società, concede sempre di più vantaggi economici ai single, (tra cui omosessuali), ai baby pensionati, ai lavoratori anziani; in pratica a tutte quelle categorie che si fanno forti della loro organizzazione e riescono a ricattarlo con il loro peso elettorale. Ormai siamo immersi in una lotta sociale di tutti contro tutti per accaparrarci le risorse pubbliche. Se vogliamo trovare una via di uscita dobbiamo per prima cosa riconoscere di aver sbagliato tutto e ricominciare a ricostruire la previdenza obbligatoria separando dalla previdenza a ripartizione i lavoratori senza figli. Solo così si può sperare di riportare equilibrio nel sistema e senza ricorrere alla previdenza complementare. Per i single ci saranno i fondi pensione in un sistema a capitalizzazione reale.
  • Proposta
    Nome: Giovanni  Data: 29.07.2007
    Se il sistema pensionistico sta andando a fondo (ammesso e non concesso che ciò sia vero ) occorre, a mio parere, che TUTTI facciano dei sacrifici. E quando dico TUTTI intendo anche coloro che sono già andati in pensione. Infatti, se l’attuale sistema pensionistico è in crisi lo si deve, principalmente, alle pensioni già erogate che sono, evidentemente, troppo “ricche” rispetto ai contributi versati dai lavoratori. Ma di ciò nessuno ne parla e gli attuali pensionati, che sembrano essere al di sopra della querelle, non vengono minimamente sfiorati dai sacrifici imposti ai lavoratori in servizio ai quali, certamente, non si può imputare lo stato di crisi del sistema. Ecco, allora, quella che, a mio parere, potrebbe essere la soluzione più equa e che porrebbe tutti sullo stesso piano: 35 anni di contributi per tutti e metodo contributivo esteso a tutti sin dall’inizio del periodo lavorativo, anche a coloro che sono già in pensione (faccio notare, per inciso,che lo scrivente rientra nel novero di quei fortunati che hanno diritto all’applicazione del metodo retributivo per tutta la durata del periodo lavorativo). Per coloro che sono in pensione e che percepiscono più di quanto avrebbero diritto si dovrebbe attuare un congelamento degli aumenti della pensione sino a quando non raggiungano l’importo cui hanno diritto in base ai versamenti effettuati ( in ogni caso non avrebbero da lamentarsi in quanto percepirebbero, comunque, importi superiori a quelli spettanti). Raggiunti i 35 anni,si potrebbe pensare ad forti incentivi per coloro che preferiscono continuare la loro vita lavorativa. Cosa che interesserebbe la maggior parte dei lavoratori, considerate le percentuali dell’ultimo stipendio che con il metodo contributivo si verrebbero a determinare (circa il 60%).
  • lo scalone dei giovani
    Nome: Antonio Piacentini  Data: 28.07.2007
    Ho letto l'appassionato e chiaro articolo ed i commenti che ne sono seguiti e mi complimento per la passione con cui viene presa posizione da tutti i lettori. Tralascio la politica anche se vedo il rischio di farsi strumentalizzare nella contrapposizione giovani/vecchi. Nei sistemi previdenziali come il nostro i diritti sono tutti di chi contribuisce. Se un'intera generazione contribuisce poco (il 23% forse il 26,50% dopo) questo non è chiaramente colpa dei giovani (a cui mi iscrivo d'ufficio dovendo lavorare fino a quota 96 e quindi ancora molto). Oltre all'aliquota anche i corrispettivi risultano inferiori ai minimali previsti per la contribuzione degli autonomi e dei dipendenti. La soluzione dovrebbe essere venire incontro alla discontinuità dei rapporti di lavoro con l'accredito figurativo, la facilità di ricongiunzione dei periodi, il riscatto agevolato dei periodi di studio. Cose quest'ultime presenti nel protocollo del welfare, insieme ad un anno speso a sviluppare la previenza complementare per i giovani. Qualcosa di buono c'è. Non molto per la complessità dei rapporti politici, del dialogo sociale ma anche di troppa ideologia che avvolge la materia. Grazie per l'attenzione e rinvio a: www.antoniopiacentini.ilcannocchiale.it
  • Tempo perso
    Nome: Luca  Data: 26.07.2007
    Gli argomenti proposti nell'articolo saranno pure un buon esercizio universitario, ma nella realtà, per bene che vada, è tutto tempo perso, se non è sostegno di parte. L'accademismo non cambia la realtà della cosa. Sia pure per un sedicente fine nobile, oggi si vogliono portare via le pensioni agli anziani e domani, stàtene pur certi (sono pronto a scommettere ciò che volete!), ai giovani non verrà dato alcunché in cambio. Lo volete capire che i liberal/liberisti/golabalisti, insomma coloro che hanno il potere si vogliono portare via tutto: quello di oggi e quello di domani. State attenti voi giovani a non cascare così ingenuamente nel tranello del conflitto generazionale, perchè a noi bruciano il presente, a voi il futuro! Non crederete mica che la vostra pensione ve la costruiranno, per esempio, introducendo oggi un ipotetico scalone unico di 10 anni?!? Non ve ne daranno nemmeno così....! Sinceramente vi sono solidale perchè, comunque sia, a voi ve ne faranno passare di quelle....purtroppo...
  • Coperta corta
    Nome: matteo boemi  Data: 26.07.2007
    La coperta è troppo corta e da qualche parte hanno iniziato; ma nei discorsi che si fanno tra parasubordinati vari ci sono veri e propri campanelli d'allarme. Le buste paga in questi primi sei mesi dell'anno sono scandalose! Lavoro nella pubblica amministrazione e tra declino delle risorse (la nuova programmazione europea 2007-2013 significherà un calo netto dei fondi), aumento delle aliquote, contributi previdenziali e assicurativi, la fine del mese è sempre più difficile da raggiungere. Non mi sento tutelato per nulla, oltre a soffrire di queste nuove decisioni sulle aliquote. I LORDI rimangono uguali, nessuno considera questo nuovo disegno del governo (che rispetto se inserito in un disegno più complessivo che abbia in un sistema di tutele per i giovani il prossimo logico step) ma come si può pensare che una persona possa oltre all'affitto, spese, macchina (necessaria per lavorare), ecc. ecc. possa pensare di mettere da parte i soldi per una casa o qualsiasi altra cosa..l'orizzonte è solo la giornata e niente più! Un abbraccio a tutti coloro che stanno vivendo una fase di nebbia per il futuro! Matteo
  • Pensioni
    Nome: Emilio De Luigi  Data: 25.07.2007
    Malgrado la mia tenacia nel continuamente seguire le vicende italiane, a volte stento a capire ció che accade da voi. Le poetiche premesse usate da Prodi per mettere assieme questa "riforma", qui le chiameremmo "pretensions", cioé puerile "far finta", e le rosee previsioni finanziarie "creative accounting". Quando mi sento cosí frustrato, mi ripeto quello che il buon Indro Montanelli disse in una memorabile intervista in America: "Non dimenticate mai che noi italiani siamo sempre in malafede". Have a nice day.
  • Continua l'assalto alla diligenza
    Nome: Alessandro Pescari  Data: 24.07.2007
    Ammesso che l'accordo raggiunto fra governo e sindacati trovi il placet del parlamento, certo è che non poteva finire diversamente. Ancora una volta il nostro Paese dimostra di non guardare avanti ed in particolare ai giovani. Solo timide e confuse modifiche che portano a complicazioni ed inasprimenti contributivi per i "precari" e gli autonomi. Mi compiaccio per la chiarezza dell'articolo, permettetemi però un appunto sul far quadrare i conti "da ragioniere", per il quale non condivido il tono derisivo.
  • Problemi trattative
    Nome: Iacopo  Data: 24.07.2007
    Il fatto piu` eclatante e` che tutte queste trattative avvengano "a scatola chiusa" senza alcuna diffusione delle informazioni MINIME. Questo governo potrebbe fare dell'informazione un punto di forza mentre lascia i cittadini all'oscuro delle motivazioni delle proprie decisioni. Senza contare che si tacciono molti problemi (quali l'accorpamento di altri fondi pensione, in forte passivo, all'INPS lavoratori dipendenti, che sarebbe in attivo) certo non ininfluenti. Il tutto condito da scelte assolutamente arbitrarie sugli "scalini" e da una riforma che sostanzialmente introduce altri problemi di equita` intergenerazionale. Iacopo
  • Il solito pastrocchio all'italiana
    Nome: luca melindo  Data: 24.07.2007
    Non passa giorno senza che io non mi penta del mio voto dell'aprile 2006. Come sempre al peggio non c'è mai limite! Un governo "riformatore" (o meglio "sedicente" tale) è riuscito a mandare in frantumi l'unica seria riforma degli anni 90 per correre dietro a coloro i quali negli anni 70 vagheggiavano del "salario variabile indipendente"! Il governo prosegue, indomito ed implacabile, nell'aumentare la spesa per elargire favori a pochi (ma rumorosi) a danno di molti (ma silenziosi). E sempre con quella malcelata voglia di far piangere i "ricchi": autonomi, imprenditori, professionisti e dirigenti. Ma ci si può davvero stupire dell'evasione fiscale in un contesto del genere?
  • acta
    Nome: actainrete  Data: 24.07.2007
    Condividiamo le preoccupazioni sull’effetto che l’aumento di 9 punti percentuali sui contributi potrà produrre sull’occupazione. Aggiungiamo che anche laddove l’occupazione potrà essere mantenuta, tale aumento comporterà una sensibile riduzione del reddito disponibile dei lavoratori parasubordinati (certamente per le partite Iva che sopportano in toto questo carico, ma anche per molti collaboratori, dato che non esistono strumenti di contrattazione collettiva né redditi minimi) Nel capitolo interventi in materia di previdenza per i parasubordinati si legge: “ Sarà previsto un aumento graduale dell’aliquota dei parasubordinati, finalizzato a rafforzare la posizione pensionistica dei giovani parasubordinati”. Ma ci prendono per cretini? Come sempre sono molto attivi sul fronte dei prelievi e non sulla redistribuzione: gli interventi per assicurare la copertura previdenziale delle carriere discontinue sono previsti solo per i lavoratori dipendenti con contratto a termine.