Milano vara la sua pollution charge. Da apprezzare il rigurgito di sensibilità al problema del traffico, ma continua a sorprendere il malinteso di fondo che caratterizza il provvedimento. La prospettiva da adottare dovrebbe essere quella del pedaggio anti-congestionamento. Sulla base del principio che tutti i mezzi privati, anche quelli a emissioni nulle, occupano spazio. La cui disponibilità limitata, soprattutto nelle città, costituisce il vincolo fondamentale. Male quindi le esenzioni e gli sconti, mentre la zona interessata dovrebbe essere più ampia. Un intervento sul tema di Sergio Ascari.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
Perchè non un'addizionale sul costo del carburante?
Nome: Francesco ZannaData: 13.12.2007
La pollution charge di Milano, così come congegnata, rischia di avere scarsissimi effetti sul traffico, sui livelli di inquinamento e altrettanto scarsi effetti virtuosi sulla competitività (soprattutto in termini di tempi di percorrenza) del trasporto pubblico di superficie. A mio parere il sistema più corretto per la internalizzazione o minimizzazione dei costi esterni legati a congestione ed inquinamento (premesso che questi ultimi non possono essere valutati/compensati quando riguardano il bene-salute) resta l'imposizione di significative imposte addizionali locali sul prezzo del carburante. L'importo dovrebbe essere proporzionato ai costi della congestione e dall'inquinamento (oggi il traffico privato è di fatto sussidiato da chi ne sopporta i costi) e tale da creare un vero disincentivo all'utilizzo del mezzo privato. Il gettito dovrebbe essere integralmente dedicato alla riparazione degli effetti dannosi della circolazione privata e al potenziamento dei servizi di trasporto pubblico.
Progressi Culturali
Nome: Marco MarzettiData: 07.08.2007
Un risultato che comunque la "pollution charge" può apportare è il necessario cambio di cultura.
Auspico che molta gente capisca per prima cosa che non è sostenibile pensare di viaggiare tutti come preferiamo senza curarci dei problemi che ciascuno genera, i cui costi gravano sulla collettività.
Secondo passo culturale importante è che difficilmente il singolo può risolvere il problema, ad esempio con auto ecologiche. Le soluzioni efficaci richiedono la partecipazione di tutti, anche qualora non sia possibile richiedere un uguale sacrificio a tutti (ovvio che il pedaggio danneggia alcune categorie più di altre).
Auspico che, anche qualora la pollution charge si riveli insufficiente, ci si ponga il problema di rendere il pedaggio efficace, piuttosto che di eliminarlo. Si può pensare a intere strade ciclabili anzichè a quelle piste con percorsi improbabili che abbiamo, si può far pagare il pedaggio sui sedili vuoti, etc etc.
Qualunque cosa, ma prima bisogna volerlo!
Infine ricordo che l'ATM è una azienda capace di offrire un servizio di elevata qualità rispetto al prezzo esiguo del biglietto.
Un problema grave è che a Milano la velocità di crociera è di circa 10 km/h, mentre ad esempio a Napoli è di circa 20 km/h.
É altamente probabile che, una volta svuotate le strade e allargata la base di abbonati, la ATM sia capace di garantire migliori collegamenti.
Congestion
Nome: Kent MorwathData: 29.07.2007
È ironico che mentre si discute di inquinamento e congestione non si faccia nulla per limitare l'introduzione di autoveicoli pesanti, scarsamente areodinamici e con cubature elevate che però titillano l'ego dei proprietari. Se si favorisse - o si imponesse - l'introduzione di veicoli più piccoli, leggeri e meno inquinanti, insieme a strade sotterranee meno congestionate, si potrebbero eliminare questi balzelli su chi circola su veicoli privati, spesso con motivate ragioni.
Pollution tax
Nome: Guido MartinottiData: 25.07.2007
La pollution charge si chiamava originariamente pollution tax. Avevo ripetutamente criticato il termine facendo notare che a Londra erano più furbi e parlavano di "charge" non "tax" .Qualcuno se ne è accorto e ha voluto adeguarsi alla frbizia, ma non del tutto. La pollution è diversa dalla ongetion, anche se ne può essere una derivata. Ma è più esatto che si combatte la comngestione non l'inquinamento. Vedremo poi la realizzazione.
Dal quel poco che si capisce linquinamento non sarà molto intaccato. Siamo sempre al lla politica come spettacolo.
Autostop
Nome: davidData: 25.07.2007
Le auto girano vuote con un solo passeggero a bordo. Il rimedio è riempirle riducendo cosi' il traffico, acendo pagare solo a chi viaggia da solo.
E' come creare un sistema di trasporto pubblico alternativo. Chi viaggia da solo ha vantaggio a dare un passaggio a chi aspetta l'autobus. Per suo vantaggio, non per altruismo. A me sembra l'uovo di colombo. Non è mai stato fatto. Si pensa a tassare chi entra in città senza dare un'alternativa. In questo modo che propongo, invece si permette anche a chi non ha i soldi di viaggiare, con un enorme vantaggio sociale.
Mezzi pubblici
Nome: Pilade FranceschiData: 24.07.2007
Sono anch'io d'accordo che la soluzione sia il potenziamento dei mezzi pubblici. E non mi sembra che il Comune abbia spiegato sufficientemente bene cosa intende fare per potenziare i mezzi pubblici. Anzi, pare quasi che sia un problema di secondo piano, mentre non lo è. Nell'articolo si parla di potenziamento con nuovi bus, ma a me pare poco. Perchè non introdurre nuove linee di metropolitana? ad esempio una circolare che sostituisca la linea di filobus 90, notoriamente ipercongestionata.
La pollution charge di Milano, così come congegnata, rischia di avere scarsissimi effetti sul traffico, sui livelli di inquinamento e altrettanto scarsi effetti virtuosi sulla competitività (soprattutto in termini di tempi di percorrenza) del trasporto pubblico di superficie. A mio parere il sistema più corretto per la internalizzazione o minimizzazione dei costi esterni legati a congestione ed inquinamento (premesso che questi ultimi non possono essere valutati/compensati quando riguardano il bene-salute) resta l'imposizione di significative imposte addizionali locali sul prezzo del carburante. L'importo dovrebbe essere proporzionato ai costi della congestione e dall'inquinamento (oggi il traffico privato è di fatto sussidiato da chi ne sopporta i costi) e tale da creare un vero disincentivo all'utilizzo del mezzo privato. Il gettito dovrebbe essere integralmente dedicato alla riparazione degli effetti dannosi della circolazione privata e al potenziamento dei servizi di trasporto pubblico.