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Commenti

Una riforma in attesa di giudizio

di Carlo Guarnieri, Categoria Giustizia, Data 20.07.2007
Il Senato ha licenziato la riforma dell'ordinamento giudiziario destinata a sostituire in gran parte quella varata nella scorsa legislatura. Servirà a migliorare il sistema? Si tratta di un insieme di provvedimenti molto complesso e molto dipenderà dalla loro applicazione. Sulla separazione delle carriere, la soluzione è di compromesso. Dubbi sull'efficacia del meccanismo di valutazione, che non spezza il circolo vizioso tra controllori e controllati. Novità interessanti per il reclutamento dei giudici. La creazione della Scuola della magistratura.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Risposta al commento
    Nome: Jean Baptiste Clamence  Data: 27.07.2007
    1) Non capisco cosa ci sia “discriminatorio” nei confronti dei magistrati se li si mette a fare il lavoro per il quale sono stati assunti e pagati. Le sfugge anche un dato economico: con tutti questi distacchi la comunità ci rimette. Se un magistrato viene messo fuori ruolo per fare il dirigente amministrativo del Ministero della Giustizia, la collettività si ritrova un giudice di meno, ma paga uno stipendio da magistrato a un signore per fare il dirigente (un dirigente viene retribuito la metà di un magistrato). 2) Lei sta parlando del “referendariato” tedesco, un biennio propedeutico comune alle carriere giudiziaria, forense e notarile, che in Germania è a carico dello Stato. Bisogna vedere se gli avvocati, ben rappresentati in Parlamento, rinuncerebbero di buon grado alla massa di causidici che fanno per anni la pratica presso i loro studi, sottopagati o gratis. C’è comunque alla Camera un DDL sull’istituzione dell’Ufficio per il Processo: tutto sta a vedere se i giovani che vi saranno coinvolti non saranno anch’essi “asserviti” ai magistrati. 3) Perché non avere i tribunali aperti anche di notte, come in America? Forse perché, se si continua a non assumere personale e a lesinare fondi, sarà presto un problema tenerli aperti anche di giorno… Caro signore, come la sanità non vive solo di medici, la Giustizia non vive solo di magistrati e di avvocati. E mentre queste due categorie sono piuttosto abbondanti e ricche, in questi anni non sono state fatte assunzioni nei servizi di cancelleria.
  • efficienza a costo
    Nome: Stefano Pelloni  Data: 25.07.2007
    Il Sig. Clamence ha sostanzialmente ragione. Anche se forse sarebe ingiustamente discriminatorio escludere i magistrati da quel tipo di incarichi. Si potrebbe anche permettere ai neolaureati di svolgere la "pratica" presso un magistrato, anziché essere asserviti allo studio legale di turno. Credo che con 3 - 4 collaboratori la produttività di un qualsiasi magistrato non potrebbe che aumentare. Inoltre, se si considerano i tribunali come aziende che producono un bene con domanda insoddisfatta (la giustizia), mi chiedo per quale motivo non possano produrre 24 ore su 24, con apposita turnazione di udienze e di ruoli. Non è uno scandalo, già gli ospedali operano così. P.S. Avete notato qual'è stata una delle risposte del Governo alla scoperta delle cellule di terorismo a Perugia? L'istituzione di SCUOLE per gli imam.
  • Troppi magistrati fanno un altro lavoro
    Nome: Jean Baptiste Clamence  Data: 24.07.2007
    Un modo semplice per rendere più efficiente la giustizia ci sarebbe: far tornare in servizio gli oltre 200 magistrati, distaccati fuori ruolo anche da decenni presso organismi diversi. Al Ministero della Giustizia, per esempio, sono magistrati tutti i Capi Dipartimento e Direttori Generali. La cosa è passata sotto silenzio: ma ci si potrebbe chiedere quali competenze dirigenziali e manageriali abbia un magistrato che magari il giorno prima faceva il GIP, e soprattutto come possano, una volta rientrati nell’ordine giudiziario, continuare a vantare la loro indipendenza persone che vengono scelte ‘intuitu personae’ dal ministro di turno. Una maggior separazione tra politica e magistratura, come pure tra magistratura ed amministrazione avrebbe sicuramente giovato.
  • Tutti a scuola
    Nome: Stefano Pelloni  Data: 22.07.2007
    Ogni volta che in Italia si è posto un problema di efficienza di qualche settore del mercato, si è costituita una authority. Ogni volta che si pone un problema di efficienza di qualche settore della pubblica amministrazione, si fa una Scuola. Una scuola dove insegnano magistrati a magistrati offrirà le stesse garanzie, seguendo la logica dell'autore, di un Consiglio giudiziario ove magistrati giudicano magistrati. Penso che l'efficienza di un qualsiasi organo della Pubblica amministrazione possa essere raggiunta meglio non (solo) rendendo più difficile l'accesso ma (soprattuto) facilitandone l'uscita in caso di inadempienze o comportamenti censurabili. Ed è una riflessione che credo possa valere anche per l'avvocatura.
  • Riforma Mastella
    Nome: Nino Podestà  Data: 22.07.2007
    L' articolo di Carlo Guarnieri evidenzia con chiarezza i caratteri e i possibili esiti della riforma Mastella, mentre troppi commenti sono stati invece incentrati più sulla polemica magistrati-governo che sui contenuti della legge. L'impressione è che la riforma Mastella apra qualche prospettiva interessante per quanto riguarda la formazione dei giudici e assicuri maggiori garanzie di terzietà attraverso l'incompatibilità regionale fra requirente e giudicante, mentre alcuni problemi di fondo della giustizia italiana, soprattutto per quanto riguarda i criteri di selezione e progressione delle carriere, l'accertamento della professionalità dei magistrati, la durata dei processi, l'efficacia dei contrappesi istituzionali al potere della magistratura, sembrano destinati, per l'immediato, a rimanere sostanzialmente immutati. Un altro merito dell'articolo sta nell'aver affrontato questi temi con la competenza dello studioso, ma privilegiando l'ottica del cittadino e le sue esigenze di una giustizia imparziale, rapida ed equilibrata.
  • Numeri semplici che i cittadini possano controllare
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 20.07.2007
    Penso che uno strumento efficace nelle mani dei cittadini per capire se le riforme funzionano o meno sarebbe quello di mostrare periodicamente e sistematicamente i numeri (parametri) di efficienza dei settori che quelle riforme vanno a toccare. E' qualcosa che in economia si fa da lungo tempo e i vari indicatori economici vengono sbattuti di continuo sulle prime pagine dei giornali. Credo sarebbe ora di farlo anche con il sistema giudiziario. Io non sono uno specialista ma suppongo esisteranno già dei parametri di valutazione dell'efficienza del sistema (unoimmagino sia la lunghezza media dei processi). Bene se una volta all'anno questi parametri venissero pubblicati e ricevessero l'attenzione dei media come avviene per il PIL per esempio, io credo che il cittadino avrebbe uno strumento molto chiaro ed efficace per giudicare l'operato del governo.