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Sedici anni, l'età per votare*

di Alessandro Rosina, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 17.07.2007
Se ci sono buoni motivi per ringiovanire l'elettorato nel mondo occidentale, questi sono ancor più accentuati nel nostro paese. Alla maggiore età media delle più importanti cariche di governo e istituzionali si associa anche una più scarsa attenzione politica verso i giovani. Per esempio, la spesa sociale italiana è tra le più sbilanciate in Europa a favore delle generazioni più anziane. Abbassare l’età del diritto di voto a sedici anni servirebbe a riequilibrare il peso elettorale e presumibilmente politico dei giovani. Le deboli ragioni di chi si oppone.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Domanda all'autore
    Nome: Irina  Data: 03.08.2007
    C'è un passaggio logico che non mi convince. In base a cosa il votare a 16 anni dovrebbe coinvolgere di più i giovani rispetto a votare a 18? Forse c'è una soglia di 'imprinting'oltre la quale non si riesce più ad essere interessati alla politica? Mi permetto inoltre di osservare che quando la maggiore età si aveva a 21 anni i giovani erano PIU' responsabili/maturi anziché meno, quantomeno usando un criterio forte proposto dall'articolo che è la precocità dell'uscita dalla casa paterna.
    Risposta:
    Intendevo semplicemente dire che molti sedicenni potrebbero sentirsi piu' coinvolti e resposabilizzati per il fatto di avere diritto al voto, e quindi informarsi di piu' ed iniziare a formarsi un'opinione critica piu' solida. Riguardo all'eta' di uscita dalla casa paterna, io l'ho solo richiamata per contestare chi dice che con il voto pretendiamo troppo dai 16-17enni e che c'e' il rischio di volerli far crescere troppo in fretta. Tutti i dati ci dicono che in Italia vale il contrario (li facciamo crescere molto molto lentamente), percio' qualche responsabilita' in piu' non potrebbe fare che bene. Cordialmente, AR
  • Non sono d'accordo
    Nome: Pietro  Data: 31.07.2007
    Mi spiace ma non sono d'accordo. Fosse per me ripristinerei il voto a 21 anni. I giovani sono in "maggioranza" estremisti o rivoluzionari, poco inclini alla moderazione, e facilmente influenzabili come già  evidenziato da molti dei commentatori. La capacità  di analisi politica si acquista con il tempo e avendo qualche concetto di economia (e pochi 16enni ne hanno). Cercare di accaparrarsi un voto in più a fini elettorali è demagogia. Si è già  visto cosa è avvenuto con la legge porcata degli italiani all'estero, evitiamo di peggiorare.
    Risposta:
    Mi meraviglia (ed un po' preoccupa) la scarsa fiducia verso le piu' giovani generazioni (propria anche di molti autorevoli commentatori politici). Non gli diamo allora fiducia, non gli diamo il voto, lasciamo che il peso elettorale degli under 35 continui a diminuire come conseguenza dell'invecchiamento della popolazione e che i giovani contino sempre meno, in un paese nel quale l'eta' media dei politici e' tra le piu' elevate e le politiche per i giovani tra le piu' carenti. Teniamo pero' presente che non dare fiducia e non investire maggiormente sulle giovani generazioni, significa non credere nel futuro di questo paese. Cordialmente, AR
  • Problema
    Nome: Stefano Brutti  Data: 25.07.2007
    Io credo che il problema di fondo da affrontare non sia tanto l'interesse DELLA politica nei confronti dei giovani, quanto il contrario. Da ventenne mi sto rendendo conto le nuove generazione sono troppo "imbacuccate" dalla televisione e dalla realtà che questa società gli impone e preferiscono conoscere il prezzo del nuovo paio di scarpe uscite sul mercato piuttosto che conoscere effettivamente i problemi che li riguardano. Credo quindi che sia prima necessario riguardare l'informazione che arriva a loro prima di poterli fare votare. Ripeto: è impossibile avanzare una cosa del genere quando la maggior parte di questi ragazzi preferisce discutere di chi è stato eliminato dal grande fratello piuttosto che informarsi con i pochi reali mezzi di informazione rimasti riguarda la realtà che li circonda! Ognuno poi è "libero" di fare ciò che vuole!
    Risposta:
    Ma non sara' che fa un po' comodo alle generazioni piu' anziane (con il potere saldamente in mano) che i piu' giovani, con la scusa di proteggirli o per il fatto di considerarli dei minus habens, siano distolti dai problemi del mondo reale in cui vivono? Il voto ai 16-17enni non potrebbe invece essere un modo per i giovani di risvegliare l'interesse verso la vita reale, il loro futuro e quello del loro paese? Ed ancora, il voto ai 16-17enni non potrebbe essere un modo per costringere le generazioni piu' mature e la classe politica ad interessarsi di piu' di loro e del loro futuro (mentre ora sono considerati solamente unità di consumo)? Cordialmente, AR
  • Voto a 16 anni
    Nome: ilgiampy  Data: 25.07.2007
    Favorevole all'abbasamento dell'età. Sicuramente si tratterebbe di un modo per avvicinare i giovani alla politica e generalmente i giovani rispondono al di la delle apettative quando vengono coinvolti attivamente. Si parla anche di sperimentare il voto nelle elezioni amministrative. Forse in una realtà locale i giovani si sentirebbero ancora più coinvolti e interessati. Riguardo ai commenti fatti: - Affidare i destini di un Paese a menti non ancora mature .... (lectiones). Ma davvero questi giovani avrebbero un peso elettorale avrebbero così grande da decidere le sorti del Paese ? Non penso proprio. - Limitare il voto a coloro che esprimono la volontà di volerlo fare e dimostrassero di avere le conoscenze elementari ... (luciano). Mi lasciano sempre perplesso le proposte di limitare il diritto di voto per età, stato sociale, censo, livello culturale, ecc..ecc Mi sa tanto di un passo indietro di secoli.
  • problema: coscienza sociale e politica
    Nome: Iacopo Morchio  Data: 24.07.2007
    Alcune delle motivazioni a favore del voto ai sedicenni sono effettivamente convincenti, ma in un paese come il nostro, nel quale la cultura politica, la consapevolezza sociale e l'informazione sono cosi` poco diffuse (gia` tra gli adulti, per non parlare poi dei giovani), un abbassamento dell'eta` per votare mi sembra fuori luogo. Il voto finirebbe per essere inevitabilmente condizionato dai mass media, dalle opinioni dei genitori e da altri fattori che ovviamente sono influenti anche sugli adulti, ma ancor di piu` sui giovani. Non entro nel merito delle questioni di crescita cerebrale e simili, semplicemente ritengo che prima di abbassare l'eta` per votare andrebbe estesa la conoscenza di nozioni di base (funzionamento delle istituzioni) per aiutare la formazione di una coscienza politica vera. Ovvio che il limite dei 18 anni e` arbitrario, come molti altri limiti, ma attuare altri strumenti (quali una "patente di voto" condizionata a un qualche tipo di esame) mi sembra eccessivo. Meglio incentivare la diffusione dell'informazione piuttosto.
  • Gli effetti sull'astensionismo
    Nome: Chris Hanretty  Data: 24.07.2007
    Gli argomenti elencati qui contro il voto a 16 mi sembrano assurdi. Se queste fossero le sole considerazioni contro il voto per i sedicenni, io sarei a favore. Eppure, l'autore non ha considerato ricerca fatta all'estero che può fornire argomenti più forti. Mi permetto di segnalarvi un rapporto di 2004 dall'Electoral Commission nel Regno Unito (http://www.electoralcommission.gov.uk/files/dms/AgeofelectoralmajorityFinal_12974-9415__E__N__S__W__.pdf), nel quale si è dimostrato che: opinion polling suggests strong support for keeping the current minimum. *Even young people themselves seem divided on whether they are ready to be given voting rights at 16*. e The available evidence certainly suggests that lowering the voting age would decrease overall turnout in the short-term, and the longer-term effects are disputed. Ovviamente non si può facilmente confrontare l'astensionismo nel Regno Unito (c. 40%, 2005) con l'esperienza italiana. Cio nonostante, vale la pena di considerare anche quest'effetto nel'elencare dei ragioni pro e contro.
    Risposta:
    Vale senz'altro la pena, anche se sinceramente non mi sembrano "argomenti piu' forti". Il fatto, in particolare, che i sedicenni stessi possano essere attualmente divisi sulla possibilita' di essere pronti al voto non mi sembra di per se' un buon motivo per non darglielo. Anche ammesso cio' (ovvero che non tutti si sentano pronti), una volta abbassata l'eta' minima chi si sentira' maturo per votare potra' farlo, e chi non si sentiva inizialmente pronto potrebbe essere incentivato, proprio dalla possibilita' di esercitare tale diritto, ad informarsi e a maturare proprie idee sulla societa' in cui vive e su come la politica opera scelte che condizionano il suo futuro. Il voto e la maturita' dei sedicenni vanno considerati come endogeni. Ma soprattutto, ancor piu' in un paese come il nostro, il mondo degli adulti e la classe politica stessa vanno forzati a dar maggior peso e tener maggiormente conto delle più giovani generazioni. Cordialmente, AR
  • Voto a 16 anni
    Nome: Alvaro Ringressi  Data: 24.07.2007
    Concordo con Riccardo Boero, ma, a mio parere non si tratta di sole strutture fisiche ma di maturità. E' vero non si smette mai di crescere, ma un adolescente soprattutto nella realtà come quella italiana in cui il tempo della scolarizzazione aumenta ed il momento di ingresso nel mondo del lavoro si allontana nel tempo, ancora a 16 anni non ci capisce niente della vita nella maggior parte ddei casi. Sicuramente il dover votare sarebbe è uno stimolo, ma il bagaglio di esperienza vissuta, di gioie ed di dolori, i sacrifici che son quelli che ti fanno crescere e riflettere, l'essersi misurati con problemi concreti è ancora generalmente troppo scarso a quell'età nella nostra realtà. A 16 anni, ma aimé purtroppo anche a 18 si è ancora spesso in formazione. A quell'età le nostre idee, non si sono ancora misurate a sufficienza con la fetenzia propria e del mondo. Non ci siamo misurati. Rischiamo di essere vittime di mode miti ed entusiasmi non sufficientemente approfonditi e nel contempo, con il voto di rendere vittima l'intera società. Il voto ai genitori per i figli, quella si che è un'idea buona.
    Risposta:
    Il voto ai genitori per i figli e' si, una buona idea, ma nel nostro paese troppo spesso i genitori decidono per i figli (spesso bene) e le vecchie generazioni decidono per quelle piu' giovani (spesso male: basti confrontare le condizioni dei giovani italiani e le politiche per i giovani con quelle degli altri paesi). Se un genitore deve scegliere tra un uovo oggi ed una gallina domani (quando lui non ci sara' piu') in molti casi potrebbe scegliere la gallina domani, ma e' ancor meglio se anche i figli possono far sentire direttamente il loro peso su tale scelta. I sedicenni non sono solo figli (e quindi con funzione di utilita' associata a quella dei genitori), sono anche appartenenti ad una generazione che si prepara ad entrare nella vita adulta e che si confronta con quelle gia' adulte e anziane, e potenzialmente in contrapposizione su alcuni obiettivi (mercato del lavoro, sistema di welfare, pensioni, ecc.). Cordialmente, AR
  • età per NON votare
    Nome: lectiones  Data: 23.07.2007
    C'è poco da congetturare, votare è un momento di riflessione che si matura col pensiero. Affidare i destini di un Paese a menti non ancora mature (la stessa maturità scolastica si raggiunge a 18 anni) è un azzardo demagogico che non farà il vantaggio nemmeno dei sedicenni. Bisognerebbe che anche la maggiore età si riducesse a 16 anni, e non mi pare che dal punto di vista fisiologico i neuroni di un adolescente siano in grado di congegnare il meglio. La politica è una cosa seria, fin troppo seria, affidarla a dei ragazzi non mi pare una giusta impresa. Celestino Ferraro
    Risposta:
    Chi si preoccupa dei neuroni di un sedici-diciasettenne si sente invece pienamente rassicurato di quelli di un novantenne? Io penso che i neuroni di entrambi siano (mediamente) in grado di esprimere un voto meditato. Non capisco poi perche' deve esistere un'eta' (18? 16? altro?) che consenta improvvisamente di passare dall'immaturita' alla maturita'. La maturita' e' un processo che si sviluppa progressivamente nel corso di vita e, tra l'altro, in modo molto eterogeneo da persona a persona. E' vero, la politica e' una cosa seria, fin troppo seria, tanto che noi ltaliani la affidiamo a menti molto molto mature, che fanno della politica una professione e che sono poco disposte a farsi da parte. Se questa e' la serieta' allora noi abbiamo la politica piu' seria di qualsiasi altro paese democratico. Ce la teniamo cosi'? Cordialmente,
  • Sì, ma..
    Nome: antonio gasperi  Data: 22.07.2007
    Mi aggiungo all'interessante dibattito: istintivamente direi di no, perchè ha tutto l'aspetto di una grossolana misura di marketing politico; tuttavia - considerata la scarsa cultura politica ed educazione civica dell'italiano medio - non mi pare un'idea da buttare via. a proposito, essendo una misura che riguarda per l'80 % studenti medi, sarebbe importante - come sottolinea il lettore universitario che frequentò un liceo scientifico - introdurre materie giuridico economiche in tutti gli ordini di scuole superiori. Cordialmente Antonio Gasperi
  • Perché no?
    Nome: Stefano  Data: 22.07.2007
    Quando ho letto della legge approvata in Austria sul diritto di voto ai sedicenni ne sono stato subito entusiasta, e sono felice che anche in Italia se ne inizi a discutere. Concordo con le obiezioni che lei pone a chi si dichiara contrario, ed in proposito vorrei dire la mia sul tema "giovani influenzabili, disinformati e poco istruiti": 1. Un sedicenne ha (dovrebbe avere) perlomeno la licenza media, ed inoltre frequenta da 2 anni le scuole superiori; alcuni hanno anche un diploma professionale di 2 anni. Lo stesso non si può dire di milioni di italiani maggiorenni con regolare diritto di voto, ma livelli di istruzione inferiori. 2. La formazione poltica deve far parte della complessiva formazione culturale di un individuo, che avviene nell'adolescenza; il diritto di voto ne sarebbe uno stimolo. 3. Sono più influenzabili dei sedicenni che parlano inglese, navigano in internet e viaggiano in tutta Europa, o degli ottantenni che parlano poco e male l'italiano, non hanno altra fonte di informazione che non sia la tv e non si sono quasi mai mossi dal loro paese? Ovviamente valgono le eccezioni, ma la situazione generale è questa. 4. In politica non si discute solo di questioni fiscali ed economiche, quindi anche chi non paga le tasse ha tutto il diritto, e l'interesse, a votare. 5. I giovani sono molto più consapevoli della questione ambientale-climatica, decisiva per il nostro futuro, di quanto non lo siano le generazione cresciute col mito del boom economico e del consumo-a-tutti-i-costi. 6.Sono più "ideologizzati" i giovani nati dopo il crollo del Muro, o chi è cresciuto con lo scontro Dc-Pci, influenzato da Mosca, dalla Cina o dal Vaticano? Concludo chiedendole conferma sul fatto che in Lussemburgo non possano votare gli ultra75enni ed un suo commento in proposito. Grazie e cordiali saluti