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Commenti

Sistemi elettorali alla scelta finale

di Gilberto Muraro, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 12.07.2007
In un quadro pienamente federalista è preferibile il sistema proporzionale con premio di maggiorana, soglia di sbarramento e voto di preferenza. Ma anche il maggioritario a doppio turno sarebbe comunque migliore della legge elettorale in vigore. In ogni caso, infatti, scomparirebbe la spinta alla frammentazione da cui nasce il ricatto continuo dei piccoli partiti. Che oggi lo esercitano proprio per impedire l'adozione di nuove norme che li priverebbero del potere di veto. Una situazione che si può risolvere solo attraverso il referendum.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Il referendum non serve
    Nome: Patrizio Carlet  Data: 17.07.2007
    Gentile Professore, mi pare che la sua analisi, ampiamente anche se non completamente condivisibile, abbia una conclusione del tutto contradditoria. Il referendum proposto non garantisce affatto il ripristino del voto di preferenza, dunque di cosa state parlando? Cordiali saluti.
  • modello tedesco
    Nome: Alessandro  Data: 17.07.2007
    Il sistema migliore per l'italia credo sia un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento al 5%, simile al modello tedesco dove vi sono anche collegi uninominali. L'importante è che non ci sia nessun premio di maggioranza. E' una contraddizione in termini parlare di proporzionale con premio di maggioranza, che non farebbe altro che alimentare il bipolarismo all'italiana caratterizzato più dai voti contro una coalizione, piuttosto che dai voti a favore di partiti con forti identità.
  • Frammentazione
    Nome: giuseppe faricella  Data: 17.07.2007
    Secondo me, un altro forte incentivo alla frammentazione della rappresentanza politica è il sistema dei finanziamenti pubblici: se un gruppo rappresentante l'1% può avere accesso a rimborsi, a erogazioni dirette e a contributi a suoi organi di stampa, è naturale che esista una "spinta" a creare nuovi raggruppamenti anche, eventualmente, dopo essere stati eletti grazie ad apparentamenti. secondo me la nuova legge elettorale dovrebbe essere proporzionale con sbarramento "forte" al 5% ma andrebbe, poi, accompagnata da ulteriori forti disincentivi alla frammentazione di tipo finanziario e di tipo regolamentare. ps: una provocazione: in italia si parla spesso di crisi della (rappresentanza) politica riferendosi agli eletti, ma mai riferendosi agli elettori: ma non è che tassi di partecipazione al voto dell'85% sono troppo alti?
  • per i doppio turno
    Nome: pasqualeandreozzi  Data: 16.07.2007
    d'accordo sulle domande referendarie, esprimo il mio disaccordo sul doppio turno, l'unico sistema che reputo capace di portare a sviluppi positivi. il doppio turno è democratico e non penalizza le formazioni minori. sulla base dell'esperienza dei comuni, il doppio turno, non induce ad accordi sottobanco, anzi laddove si è espresso svincolato da accordi di coalzione (centroD/centroS) ha permesso a tutte le aggragazione dotate di programma comune di battersi per la vittoria non sulla base di posti assegnati ad di ogni sngola componente, ma proprio sulla base del programma. all'eventuale doppio turno le formazioni minori, che non si erano già aggregate sulla base del programma condiviso, hanno potuto convergere, ma senza potere di veto assoluto come avviene ora e come avverre con un premio di maggioranza. e questo accadrebbe anche con elezioni nazionali, senza la finta del programma comune, che o c'è ed è genuino o lo si rimette agli elettori. in ogni, caso nessun partito, soprattutto i piccoli, non avrebbero il potere di determinare la sconfitta dell'intera coalizione. la domada è, vista la frammentazione e la debolezza anche dei partiti più forti delle due coalizioni, quali maggioranze, quali leadership, possono varare un sistema che non debba essere "ririformato" domani? è per questo che il doppio turno non si attuerà mai a livello nazionale, ed invece sarebbe ottima cosa anche per i piccoli. saluti cordiali
  • bipolarismo e bipartitismo
    Nome: fp  Data: 15.07.2007
    Magari dico una sciocchezza, ma davvero non mi sono chiari i dati del problema. Se il problema è l'inefficienza che scaturisce da coalizioni troppo frammentate o invece l'inefficienza che scaturisce da coalizioni di partiti ideologicamente troppo distanti. Con un esempio: una soglia di sbarramento al 5% e premio di maggioranza alla coalizione(quindi non al partito come nel referendum), molto probabilmente manterrà la struttura bipolare del sistema con, certamente non inevitabilmente, ma probabilmete il ripresentarsi di coalizioni con partiti lontani ideologicamente. Senza nessun risultato di efficienza. Per questo ho più fiducia in un sistema alla francese.
  • Sistemi elettorali
    Nome: Bastiano.B.Bucci  Data: 14.07.2007
    Dunque il referendum (che fra l'altro non ripristina il voto di preferenza) non ha fra le sue possibilità quella di prefigurare un sistema elettorale diverso da quelli che abbiamo tristemente sperimentato in questi ultimi anni. Invece gli si attribuisce un significato politico preciso: si dice, se vince il referendum, vuol dire che i cittadini italiani vogliono un sistema pibartitistico con elezione maggioritaria. Che sarebbe una sciagura, il peggiore dei sistemi immaginabili, perché come tutti sanno, questo sistema sacrifica la rappresentatività degli organi statuali (del parlamento in particolare che diventa solo una camera di yesmen) a vantaggio di una governabilità certa. i piccolissimi partiti che con un'eventuale proporzionale con sbarramento non avrebbero più voce in capitolo, tornerebbero a contare moltissimo sulla base della loro capacità di contrattuale e di rappresentare lobbies e poteri forti, indipendentemente dalla reale incidenza delle loro idee presso i cittadini. Il tutto col bel risultato di allontanare i cittadini, che non avrebbero più ambiti di partecipazione e di discussione, né alcun processo identitario o di confronto, dalla politica. Insomma l'apoteosi dell'antipolitica. Con buona pace degli artt. 1 e 49 della Costituzione.
  • referendum
    Nome: Bastiano.B.Bucci  Data: 14.07.2007
    Condivido in linea di massima l'analisi fatta nell'articolo, ma o mi sono perso qualche passaggio, o non capisco cosa c'entri con quanto espresso la riuscita del Referendum. Tanto per cominciare dai quesiti referendari si desumono solo due modifiche 1) Favorire l'accorpamento, mediante il premio di maggioranza, in un'unica lista anziché alle coalizioni che, come abbiamo visto fino ad oggi, è la strada migliore per consentire a piccolissime formazioni, in qualche caso anche a qualche singolo personaggio ritenuto foriero di voti, di porre in atto tutti i ricatti possibili ed immaginabili essendo una scelta a priori sarà basata sul semplici stime ed accordi delle segreterie dei partiti costituenti il listone (con buona pace di chi dice che questo referendum sarebbe contro la partitocrazia) 2)Il secondo quesito è un'ovvietà che non si può non condividere (cioè impedire candidature multiple di uno stesso personaggio). Davvero dai quesiti (e non potrebbe essere altrimenti) non viene fuori niente di nuovo o di diverso di quanto è già in essere, se non che la coalizione non sarà più composta da partiti e partitini, riconoscibili ed esattamente commensurabili, ma da una castalia indistinta e vorace che tenderà a presentasi sotto un'unica bandiera per poi sbranarsi appena conseguito il risultato. Abbiamo già esperienza in proposito: nessun partito sta mettendo in crisi il governo Prodi, ma singoli personaggi di sinistra di centro, riformisti o radicali. (segue) chiedo scusa non vorrei abusare dell'ospitalità, ma visto che nessuno parla contro questo referendum, avrei piacere di argomentare un pò meglio (sempre se consentito)
  • Referendum sì, sbarramento no (ma con il doppio turno)
    Nome: Carmelo Dragotta  Data: 14.07.2007
    Perfettamente d'accordo con lei sull'opportunità di firmare per il referendum (già fatto). Restano le mie perplessità sull'opportunità e sull'efficacia dello sbarramento. L'incapacità dei nostri politici di attuare una dialettica interna non dirompente è dimostrata dall'evoluzione del sistema partitico nella seconda Repubblica: col maggioritario prima e col proporzionale dopo, ogni partito che avesse delle contraddizioni all'interno ha sempre dato vita a scissioni. E' successo a sinistra, a Rifondazione comunista e ai Ds, a destra, ad An, al centro con Ccd, Udeur, Udc e le altre vari sigle. Il problema sta proprio nell'immaturità della nostra classe politica, che infatti dà vita a oscenità come il binomio liste bloccate + candidature multiple, "costringendo" l'elettorato a mobilitarsi per dar vita al referendum. Una classe politica sana ha in primo luogo il dovere di favorire il proprio ricambio attraverso l'espressione più ampia e più chiara della volontà popolare in quell'unica occasione, una volta ogni 5 anni, in cui ciò è previsto. Per questo sono contrario alle soglie di sbarramento, che limitano l'espressione delle sfumature di pensiero, ma pienamente favorevole al proporzionale a doppio turno, in modo che gli agglomerati politici più forti abbiano la garanzia di poter governare liberi dai ricatti e quelli più piccoli il diritto di esprimere le proprie opinioni. Favorendo la rappresentanza parlamentare, e più facili evitare l'insorgere di fenomeni para-politici che in passato, anche in quello più recente, hanno causato non poche morti e un clima di grave tensione nel nostro Paese.