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Commenti

Un Dpef di fine legislatura *

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, Data 29.06.2007
Il governo ha approvato un Dpef di "breve respiro e di breve periodo", molto attento agli interessi politici immediati e poco agli interessi di finanza pubblica, e del paese, di medio periodo. Insomma un Dpef di fine legislatura. Per vari motivi. Delinea un percorso di finanza pubblica "peggiore" di quello che avevamo di fronte prima della tre giorni di "fiera della spesa". Rimanda l'aggiustamento necessario a raggiungere il pareggio di bilancio interamente al 2009 e al 2010. Invece di sfruttare il ciclo economico positivo, si decide di prendere tempo. Offre un pessimo segnale per la trattativa sulle pensioni.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • DPEF diverso? che illusione
    Nome: luigi zoppoli  Data: 14.07.2007
    le argomentazioni presentate dal Prof. Boeri sono di una palmare evidenza, a prova di stupido. E rispondono ad una logica rigorosa ed ineccepibile. Lo spettacolo odierno, peraltro, non è nuovo e neppure i risultati prevedibili. Non a caso infatti abbiamo la finanza pubblica scassata alla pari di molto altro. Non vorrei apparire generico, ma dato atto a Prodi ed a Padoa Schioppa di grande competenza e riconosciute le difficoltà della coalizione, non sono disposto a fare sconti proprio a loro. Se gli interessi del Paese, gli obblighi e gli impegni internazionali lo richiedono, non è corretto correre dietro alle fole di chi vive ancor oggi dietro il muro di Berlino. La posizione che avrei trovato giusta da parte del Premier è: ok cari, lo scalone almeno per ora non possiamo toccarlo. Di fronte alle proteste la risposta avrebbe dovuto essere: bene. Elezioni anticipate che perderemo grazie a voi e poi fatevelo togliere da Tremonti lo scalone. Risvegliato dal sogno rimane la necessità che qualcuno di coraggiosissimo si assuma la responsabilità di prendere non l'accetta ma la sega elettrica e cominci a disboscare la putrida giungla di spese, inefficienze, corruttele, complicità sotterranee e non, privilegi, impunità che sta soffocando questo paese. Mah! E' il sogno numero due.
  • critiche giuste, ma non dimentichiamo dove eravamo
    Nome: Alessandro Sciamarelli  Data: 06.07.2007
    Concordo nel rilevare un certo eccesso di severità, già evidenziato da alcuni precedenti commenti; tuttavia, capisco ed apprezzo fortemente la funzione di "pungolo" nei confronti di TPS da parte dei principali "editorialisti" del sito. Se da un lato, però, le critiche a TPS sono fondate (per non aver "perseverato" sulla strada della correzione strutturale del deficit/GDP ratio dello 0,5% annuale ecc.) dall’altro mi sento di comprendere la delicatissima situazione del ministro in termini di political feasibility; TPS sa benissimo di dover continuare il risanamento come chiede la Comm.europea, ma ha margini di manovra assai ristretti per l'eterogeneità della sua coalizione. In teoria, sul fatto che debba dimettersi per coerenza si può concordare; il problema è che non oso pensare a cosa succederebbe dopo di lui. Credo che tutto sommato sia ancora l'unico garante di una sostanziale tenuta dei conti pubblici; in fondo, nel 2007 saremo ampiamente sotto il 3% e non mi pare un cattivo risultato (rispetto al consuntivo opera di coloro che lo criticano: una procedura d'infrazione con la Ue per disavanzo eccessivo e il debito pubblico in risalita). Certo, esiste un rischio legato al denominatore (il Pil potrebbe in realtà nel 2007 crescere meno delle attese), ma in queste condizioni mi pareva difficile attendersi un Dpef diverso.
  • Finalmente
    Nome: Marco  Data: 05.07.2007
    Non capisco perché si continua a criticare questo DPEF sulla base del mancato aggiustamento id 0.5% del PIL in termini strutturali quando il precedente governo non lo ha mai realizzato - anzi - in piena procedura di deficit eccessivo sperperava l'avanzo primario. L'approccio di questo DPEF è chiaro. Centrati gli obiettivi, si redistribuisce (finalmente!)
  • Governo poco serio
    Nome: Emilio De Luigi  Data: 04.07.2007
    2007/07/03 My two cents: 1) We constantly tend to forget what Italy really is: A spoiled, pampered, backward country, where for decades our money has been wasted in welfare type administrations, where merit and professionalism have been banned to make room for egalitarianism, where investments in fundamental public works such as roads, aqueducts, railways has been postponed indefinitely, where no one really wants to take responsibilities, and where any change is always looked at with worries if not fear by those who exploit the system at the limits of the legality if not completely out of it. There are so many, almost countless systemic wastes and abuses of the public money that any change will jeopardize the exploiters. The system is stuck. 2) If Padoa Schioppa is really a serious economist, he should refuse to be used, resign now and let politicians alone to make the usual dirty work of fooling the citizens.
  • Dpef: giudizio severo
    Nome: francesco piccione  Data: 03.07.2007
    Mi sembra che la valutazione del dpef sia eccessivamente severa. un governo, in un paese serio, deve agire ed operare con una previsione di legislatura. non è giusto pretendere che l'opera di risanemento che - attesa la rigidità della spesa pubblica - determina perdita di consenso, si risolva nella prima fase di vita dell'esecutivo. delle due l'una: o il governo dura ed allora l'azione di risanamento si sviluppa nel tempo oppure cade ed allora è meglio farlo senza che si sia eroso il consenso sociale. mi sembra che impostare l'analisi solo dal lato del risanamento dei conti faccia vedere solo un aspetto del problema. un governo vive anche, se non soprattutto, di consenso. bisogna anche affrancarsi dall'idea che l'unico interlocutore del ministro dell'economia siano i banchieri internazionali. questi non votano. bisogna, quindi, guardare in prospettiva l'opera di risanamento posta in essere dal governo, lasciando che si sviluppi nel tempo.
  • Il compromesso di interesse
    Nome: Marco Solferini  Data: 02.07.2007
    Le sottolineature sono dotte e ragguardevoli, anche preoccupanti però. Dovessero trovare riscontro nei fatti si assisterebbe ad una programmaticità politico/elettorale che ricorda i pregiudizi dell'epoca dei Governi della prima Repubblica, di breve durata per intenderci. Esiste una situazione politica che confligge con la crescita economica in quanto viviamo una fase di stallo partitico. L'Italia del nuovo millennio è troppo vecchia nel suo sistema elettorale, fossilizzata su un partitismo sempre più prolifico, cui si sono aggiunti anche i movimenti e le liste cittadine. Occorre razionalizzare alla radice se si vuole ottenere, alla fonte, una pianificazione più strutturale. Indubbiamente non è semplice, o meglio lo sarebbe, ma la natura dell'Uomo in questi casi ha la meglio e con ciò anche le distorsioni tipiche del compromesso d'interesse.
  • Una coperta comunque corta
    Nome: Marco Di Marco  Data: 02.07.2007
    E' quasi ovvio che un Governo appeso ad un filo esile in Senato e sotto velata ma continua minaccia di sfratto faccia un DPEF pre-elettorale. In queste condizioni, infatti, tutti hanno potere di veto e la spesa pubblica è comunque una coperta troppo corta. Siamo, forse, alla conclusione di un ciclo storico, quello del risanamento puramente 'contabile', fatto cioè di correzioni aritmetiche ai saldi di finanza pubblica anno per anno (seguite da trattative sui singoli capitoli di spesa e/o di entrata). Il pubblico, o meglio gli addetti ai lavori, gli specialisti della rappresentanza e della trattativa, hanno ormai trovato strategie elusive efficienti e trattano di fatto sul saldo, come dimostrano vari episodi (da ultimo, il niet di Epifani sull'età pensionabile). Il famoso 'tesoretto' ha allungato oggettivamente la coperta della spesa pubblica, ma non basta comunque. E' revedibile infatti che anche questo DPEF pre-elettorale, con 6,5 miliardi in più di spesa scontenterà tutti. Se ne esce solo con un progetto a lungo termine, che entri nel merito delle spese e stabilisca priorità, organizzi nuovi strumenti di intervento... Senza tabù e veti. Non saprei dire quando ci saranno le condizioni politiche per fare un'operazione del genere. Sono comunque contento del fatto che, per la prima volta, si prevede l'erogazione di assegni per gli incapienti. Può essere il primo nucleo di una futura imposta negativa sui redditi.
  • Consigli che non si possono
    Nome: Fausto Massari  Data: 30.06.2007
    Io non riesco a capire come mai i prof. Boeri e Garibaldi, come del resto altre decine di esperti di finanza ed economia, insistano nel criticare la politica del Governo con argomenti poco appropiati. Come, cioè, se il problema di Prodi e di Padoa Schioppa, che pure sono abbastanza alfabetizzati nella materia, fosse capire "cosa fare" per migliorare il Paese, e non "come riuscire a farlo" nel mondo reale. Non sarebbe più utile se qualche saggio spiegasse loro come fare, ad esempio, per alzare l'età pensionabile ignorando le reazioni di Epifani, Giordano e Diliberto, a dispetto di una maggioranza al Senato tenuta insieme con lo scotch? Se poi l'invito è a dimettersi la cosa può aver senso, ma a patto di essere convinti che dietro l'angolo ci sia qualcosa di meglio.
  • tesoretto o propaganda?
    Nome: Enrico Motta  Data: 30.06.2007
    E così la previsione del rapporto deficit/PIL per il 2007 è stata rivista in peggio nel DPEF. Ma come è possibile che sia avvenuto ciò, se i conti stavano andando meglio del previsto ed era stato trovato il mitico tesoretto? Secondo me c'è una sola spiegazione: non è mai esistito nessun tesoretto, ma solo un po' di euforia, cui è seguita una campagna propagandistica alla quale si sono prestati i mass media in modo indecente. La conseguenza è stato l'aumentodelle richieste in sede politico-sindacale. Non è il caso di fare chiarezza su questa incredibile vicenda?
  • Una commedia già vista
    Nome: Sandro  Data: 30.06.2007
    Ieri il goverso Berlusconi, quando i sondaggi lo davano battuto nelle successive elezioni, rinviò tutti i problemi ai successori (scalone pensioni, risanamento finanza pubblica, ecc.). Oggi il governo Prodi, temendo che scaduti i 2 anni 6 mesi ed 1 giorno dalla elezioni inevitabilmente cadrà e perderà le prossime elezioni, rinvia i problemi ai successori. La classe politica italiana si rende conto di essere lontana dalla popolazione che dovrebbe rappresentare, probabilmente si rende anche conto che sta montando un rancore profondo contro la politica in generale ma evidentemente ritiene che tanto vale arraffare tutto il possibile (per se e per i propri amici, parenti) e poi "chi vivrà vedrà" .