Logo stampa
 
 
 

Commenti

Un'atomica contro le piramidi

di Massimo Belcredi, e Carmine Di Noia, Categoria Finanza, Data 28.06.2007
I gruppi piramidali sono stati costruiti nel passato. Sono però strutture che durano a lungo. Intanto si è impedito che ne fossero costruite di nuove, mentre il mercato crea forti incentivi ad abbassarle. Il Ddl presentato da alcuni senatori della maggioranza su controllo delle società quotate e contrasto al fenomeno delle cosiddette scatole cinesi si propone invece di smantellare le piramidi per legge. Si tratta di un'atomica giuridica. Che produrrebbe solo un bel mucchio di macerie. Sotto le quali resterebbero i risparmiatori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Libero mercato e consuno
    Nome: enricodesimone  Data: 12.07.2008

    Tra i due si inserisce la distribuzione razionalizzando la filiera anche in funzione della politica dei trasporti,

  • de Margerie
    Nome: enricodesimone  Data: 10.07.2008
    News che parlano da sole ( facta concludenti ): " investire in Iran e' troppo politicamente rischioso " ha dichiarato il presidente della Total al Financial Time
  • Piramidi
    Nome: enricodesimone  Data: 26.12.2007

    Sono monoblocchi ed in quanto tali unidirezionali se investono aspetti gestionali, sotto l'aspetto finanziario riducono il capitalismo molecolare medio grande. La pianificazione privata della economia risiede appunto nella struttura piramidale alla stregua dei cartelli orizzontali e verticali; un cartello puo' trasformarsi in piramide eludendo norme anti-trust.

  • Gli sacchi, l'efficienza e le fusioni
    Nome:  Data: 02.07.2007
    Nel gioco degli scacchi solitamente un avveduto giocatore riesce a parcepire almeno tre mosse avanti rispetto a quella in corso, i grandi campioni hanno una mente matematica e riescono a pronosticarne un numero tale da fare affermare che le prime 20 mosse di solito non hanno nulla di nuovo. Qualcuno paragona spesso, a livello didattico, le c.d. M&A (fusioni e acquisizioni) a delle partite a scacchi: certamente in questo senso in Italia di grandi campioni se ne vedono pochi. Il problema è certamente dimensionale e naturalmente su questo aspetto quantitativo pesa un 50ennio di politica economica degli intrecci, delle scatole cinesi e delle minoranze che governano le maggioranze, ma è anche una questione di effcienza. Fatto il gruppo bisogna saper fare la banca. Paribas si è trovata fra le mani una BNL "cotta e stracotta", stanno usando il defibrillatore per intenderci. Le fusioni devono creare valore, ottimizzare gli assetti proprietari e garantire un ciclo di crescita, altrimenti traslano il problema, ma non lo risolvono certamente. Gli Autori fanno bene a proporre, l'iniziativa è il sale della democrazia ed è anche un ottimo modo per iniziare a giocare scacchi o migliorarsi. Marco Solferini
  • mah.
    Nome: antonio  Data: 02.07.2007
    Il problema vero non sono forse i meccanismi di nomina dei consigli di amministrazione. troviamo personaggi di spicco in consigli di amministrazione di società in teoria in concorrenza tra loro. La tanto acclamata concorrenza che dovrebbe portare benefici per tutti non viene danneggiata? Oppure rimane una pura invenzione teorica senza testa nè coda...
  • Misure più efficaci.
    Nome: Carlo Catalano  Data: 02.07.2007
    Credo che non si debbano contrastare i gruppi piramidali in sè ma l'utilizzo che talvolta se ne fa in danno degli azionisti di minoranza. Mantenere il controllo di società attraverso l'inteposizione di altre società non mi pare in sè criticabile ed anzi può contribuire a dare stabilità nel controllo, consentendo così di attuare piani industriali di lungo periodo la cui realizzazione, in un mercato eccesivamente contendibile, potrebbe non essere agevole. Occorerebbe invece abbassare le soglie per l'esercizio dell'azione di responsabilià verso gli amministratori e far si che anche un numero relativamente esiguo di azionisti possa agire verso gli stessi e verso i sindaci quando si ravvisano macroscopiche lesioni dei loro diritti, come nel caso in cui si cedano asset importanti agli azionisti di maggioranza relativa a prezzi di libro anche quando i corrispondenti valori di mercato sono di gran lunga superiori o quando si acquistano da aziende degli stessi azionisti di maggioranza relativa beni o servizi a prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato o, ancora, quando si fissano compensi degli amministratori che assumono dimensioni spaventose in rapporto agli utili aziendali. Chi scrive è un dottore commercialista iscritto al registro dei revisori contabili e, a costo di risultare di parte, voglio rilevare che anche il rapporto fra controllore e controllato dovrebbe essere riformato consentendo al primo di avere maggiore autonomia e fissando compensi dignitosi, poichè il lavoro di sindaco, per essere ben fatto, richiede responsabilità, tempo ed attenzione proporzionati alla dimensione dell'azienda in cui si opera. In ultimo esprimo la convizione che nelle società quotate e nelle aziede controllate da quotate la nomina dei membri del collegio sindacale dovrebbe spettare alla Consob in modo da sottrarre il controllore dall'influeza del controllato. Carlo Catalano
  • piramidi
    Nome: Ludovico  Data: 30.06.2007
    Premesso che secondo me è giustissimo porre l'accento sulla disciplina di difesa delle minoranze e di controllo delle operazioni infragruppo, credo anche che se è vero che i gruppi piramidali sono pochi, è altrettanto vero che riguardano le aziende più importanti del paese (ex monopoli oggi privatizzate). Non credete che provare a rompere per queste ultime un sistema come quello piramidale (anche secondo una schema diverso rispetto a quello prospettato) eviterebbe che i passaggi di mano di questi colossi continuino a risolversi (caso Telecom) in una di trattativa privata fatta di passaggi di pacchetti di controllo, senza alcun ritorno per gli azionisti di minoranza (non godono del premio di maggioranza), così restituendo un po' di equità nel mercato?