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Commenti

Quel vantaggio molto fiscale

di Riccardo Cesari, , Giuseppe Grande, e Fabio Panetta, Categoria Pensioni, / Fisco, Data 19.06.2007
I lavoratori italiani non sembrano percepire il trattamento fiscale particolarmente favorevole attribuito alla previdenza complementare. I calcoli mostrano che già dopo dieci anni di contribuzione al fondo pensione il valore dell'investimento supera del 14,2 per cento quello ottenibile con una pensione "fai da te" conseguita acquistando titoli. Dopo trenta anni lo scarto è del 23,8 per cento. Il risparmio d'imposta è tanto più alto quanto più elevata è l'aliquota marginale Irpef. L'unico rischio è che in futuro questo regime venga rivisto.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • aliquota marginale irpef su pensioni da fondi
    Nome: Fernando Di Nicola  Data: 24.06.2007
    Nell'articolo si cita l'aliquota irpef "minima" del 23%, usata per le simulazioni d'impatto. Considerato che parliamo di fondi e pensioni integrative, andrebbe applicata l'aliquota marginale effettiva minima, che parte dal 30% e non dal 23%. In pratica, chi aggiunge la pensione integrativa al suo reddito pagherà almeno il 30% di marginale (ma a partire da redditi relativamente bassi pagheranno il 40% e oltre).
  • ci possiamo fidare dei fondi pensione?
    Nome: VITTORE DA RIN  Data: 23.06.2007
    Chi ha letto il libro di Beppe Scienza La Pensione tradita? Gradirei un commento al riguardo. Personalmente sarei anch'io dell'avviso che prima di andare ad incrementare le ricchezze loro personali e quelle delle loro banche come SICURAMENTE avverrebbe affidando i nostri risparmi ai vari Doris, Passera, Profumo etc. c'è da pensarci non solo fino al prossimo 30 giugno ma ben oltre.
  • Fondi pensione
    Nome: riccardo boero  Data: 21.06.2007
    Trovo francamente scandaloso che venga attribuito un "regalo" fiscale agli investimenti in fondi pensione. Ciò non ha alcuna giustificazione. Perché mai un investimento diretto in azioni, o in titoli di stato esteri, o in metalli preziosi o qualsiasi altro, deve essere tassato piu' dello stesso identico investimento, ma fatto con un intermediario in piu'? In pratica è lo Stato (collettività) che paga spese e premi dei gestori di fondi, con il mancato introito fiscale. Trovo assurdo poi che lo Stato incoraggi quello che è notoriamente l'investimento meno efficiente, quello in fondi.
  • Capitale e rendita
    Nome: Giuseppe Caffo  Data: 21.06.2007
    Le considerazioni sul vantaggio fiscale sono valide,ancorchè incerte per il futuro. Ma è interessante valutare il coefficiente di conversione in rendita. Attualmente è del 5,1%, poco più del rendimento di un BTP a 20 anni. Se un lavoratore accumula BTP negli anni di lavoro, alla fine avrà un capitale che forse renderà un pò meno dei fondi pensione,ma ne avrà la disponibilità. Stessa cosa col TFR lasciato in azienda. Se aderisce al fondo pensione forse avrà una rendita maggiore, ma avrà perso la disponibilità del capitale. Per essere veramente convenienti i fondi pensione hanno bisogno di ulteriori consistenti incentivi fiscali, per compensare la perdita del capitale accumulato. Credo che sia questo un motivo della scarsa adesione ai fondi pensione.
  • Pensione integrativa
    Nome: Enrico  Data: 21.06.2007
    Ecco le mie considerazioni sulla pensione integrativa, verso cui sono "tiepido". 1) avversione "ideologica". Cui prodest? Dato per scontato che l'attuale sistema non possa reggersi (ma ne siamo certi?) perchè ingrassare banche e assicurazioni? Perchè INPS non potrebbe avviare una gestione analoga a quella dei fondi ma, essendo un ente pubblico, SENZA FINE DI LUCRO? Siamo proprio certi che "privato è bello" e "pubblico non può funzionare"? 2) ho 50 anni, lavoratore dipendente, ingegnere. Con colleghi abbiamo fatto i nostri conti con un foglio elettronico per scoprire che, a valori attuali e coefficienti di conversione attuali, la pensione integrativa devolendo il 100% di TFR incrementerà la pensione INPS di un 7% circa. A meno di puntare tutto su comparti azionari e pensare che rendano sempre almeno il 10%. Meglio allora diversificare, dare il 40% di TFR al fondo (come "vecchio" lavoratore posso) in un comparto rischioso, e il 60% lasciarlo in azienda, che rende come un fondo monetario.
  • Razionalità e barriere
    Nome: Marcello  Data: 21.06.2007
    Il vantaggio fiscale dei fondi pensione si basa sull' ipotesi di invarianza della normativa fiscale. Visto il curriculum dei governi italiani a riguardo mi sembra perfettamente razionale la diffidenza dei lavoratori verso scelte irreversibili. Oltretutto si fa una gran pubblicità ai fondi pensione, meno al motivo per cui saran necessari e meno ancora al vantaggio fiscale che comportano. La percezione dell' uomo della strada è che sia un' ennesimo escamotage per pescare nelle sue tasche, e visti i regolamenti sui fondi negoziali ed il curriculum dell' industria nazionale dei fondi non ha neppure tutti i torti.
  • Previdenza
    Nome: F.Centorrino  Data: 20.06.2007
    Quando si parla di pensioni, temi ricorrenti sono il conflitto di interessi fra generazioni (gli anziani prelevano risorse dei giovani sotto forma di assegni pensionistici, si dice) e, di contro, la mancanza di solidarietà in senso inverso, che invece pure esiste - specie nel mezzogiorno- in ambito familiare. Ed allora, mi chiedo, perché non far emergere la solidarietà "sommersa" e farla divenire sistemica introducendo anche per i pensionati l'obbligo della contribuzione - progressiva, in misura ridotta e tenendo esenti gli assegni al di sotto di un limite da individuare - al sistema previdenziale di base? In tal modo si potrebbero garantire prestazioni più dignitose per i giovani e meccanismi di indicizzazione più efficaci per gli anziani, che proprio di recente hanno anch'essi manifestato in piazza per segnalare il loro stato di disagio. Ciò non escluderebbe l'esistenza del cosiddetto "secondo pilastro", ma attestato su una funzione meno invasiva e meno tendente all'esclusività. La misura potrebbe eventualmente anche essere correlata con l'elevazione dell'età pensionabile (misura che a me pare comunque inevitabile in prospettiva) e sempre che i nostri ineffabili datori di lavoro depongano una certa concezione "schizofrenica", che in materia previdenziale da un lato li conduce ad invocare il prolungamento dell'attività lavorativa e, dall'altro, a considerare i lavoratori cinquantenni oggetti obsoleti da rottamare (altro che capitale umano del festival di Trento!). La mia età anagrafica (55) e la mia anzianità contributiva (35) pongono l'idea al riparo da qualunque sospetto di parzialità.
  • Irreversibiltà della scelta
    Nome: stefano vavassori  Data: 20.06.2007
    Fra i motivi che frenano l'adesione ad un sistema di pensione integrativa vi è sicuramente l'irreversibilità della scelta: di fronte ad una decisione che di fatto condiziona fortemente il reddito futuro, ritengo che l'introduzione di questa condiziona sia assolutamente inopportuna e generi quantomeno diffidenza... a meno che non si sia inteso assicurare condizioni di assoluto favore e minimo rischio (cioè limitazione della concorrenza) al mondo della finanza e del sindacato che di fatto controllano i fondi pensione.
  • Ma non toccate lo scalone!
    Nome: Fabio Pancrazi  Data: 20.06.2007
    Io sono arrabbiato nero del tanto darsi da fare di governo e sindacati "per togliere lo scalone" sulle pensioni. E voglio portare il mio esempio: io ho 53 anni suonati e 31 di contribuzione. Con la normativa passata sarei potuto andare in pensione a 57 anni di età con 35 di servizio. E' cambiata (per me 5 anni di lavoro in più!) e con l'attuale potrò andarci nel 2016 a 62 anni di età (quelli richiesti dal 2014). Da ciò che si legge sui giornali il governo di centrosinistra si da un gran da fare perchè (in tempi di vacche magre) c'è chi non vuole andare in pensione a 60 anni ma vuole andarci a 58! Però nel verificarsi della migliore ipotesi io dovrò ugualmente andarci nel 2016 e con i soliti 62 anni! Pagando, insieme alla collettività, il costo della relativa operazione, 10 miliardi di euro! Perchè creare lavoratori di serie A subito, senza pensare agli altri che ci andranno "solo" fra nove anni? Non vediamo una spanna dal naso...e tutti zitti! Togliere lo scalone in questo momento è vergognoso! Fabio Pancrazi, Sansepolcro (Arezzo) ancora responsabile provinciale Movimento Repubblicani Europei
  • Pensioni e stipendi
    Nome: francesca gasparoni  Data: 20.06.2007
    Proprio per questo è giusto secondo me che il Veneto passi a regione autonoma e aplicchi il federalismo fiscale meno tasse per tutti e ci potremmo mettere via dei soldi per la nostra pensione.