Logo stampa
 
 
 

Commenti

Risposta a Prodi

di Tito Boeri, e Francesco Giavazzi, Categoria Internazionali, / Finanza, Data 14.06.2007
Le restrizioni americane agli investimenti stranieri sono determinate con norme di legge. Un eventuale investitore conosce quindi con certezza dove potrà e dove non potrà investire. In Italia ciò che scoraggia gli investitori internazionali è l'incertezza normativa. Ma a preoccuparli ancora di più sono gli interventi diretti del governo in decisioni che dovrebbero essere di esclusiva competenza delle imprese. Come quando ha dato l'impressione di essersi appropriato del diritto all’informazione preventiva sulle fusioni bancarie del quale la Banca d'Italia si è spogliata.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • E se invece ...
    Nome: Fabrizio Pauri  Data: 18.06.2007
    Se in Italia non c'è una chiara regolamentazione della materia, la responsabilità è della politica italiana, non solo di Prodi. Credo che Prodi volesse solo dire che anche in US ci sono limitazioni. Mi sembra una polemica accademica nel senso peggiore del termine, in quanto Telefonica è oggettivamente un miglior acquirente di AT&T: lo vogliamo dire almeno questo ?
  • risposta a prodi
    Nome: vittorio pujia  Data: 17.06.2007
    a me sembra opportuno fare un passo indietro: il problema vero non è se il presidente ha fatto l'esempio giusto o sbagliato: il problema è: "quali sono gli investimenti esteri che riteniamo utili per il paese": esludendo la risposta "nessuno", restano le risposte "tutti" e "quelli che rispettano le regole". Io voto per la seconda, con la condizione - che mi sembra condivisibile, e condivisa - che le regole siano scritte prima e non mentre si gioca (e, per esempio, credo che l'opposizione alla fusione Autostrade sia basata su una regola scritta, correttamente, prima della partita)
  • dipende da come la si vede...
    Nome: Gabriele Gratton  Data: 17.06.2007
    In agricoltura, negli USA, se non si usufruisce degli aiuti di stato non si entra, punto. Aggiungo che è recente il caso -celebre - degli investimenti in servizi portuali negati a compagnie degli Emirati Arabi Uniti. Questione -ricordo - nient'affatto determiata da vecchia "legge", ma da decisione presa lì per lì, per pura opportunità politica. Non per difendere il Presidente Prodi, ben ha detto il commentatore che mi ha preceduto: era un'affermazione retorica; ma non vorrei che alcuni davvero credessero che l'America è il paradiso del libero mercato. Non è così, e lo sappiamo anche noi. cordialmente, Gabriele Gratton
  • Rupert Murdoch
    Nome: Sergio Bondi  Data: 16.06.2007
    Credo che Murdoch abbia chiesto la cittadinanza USA per convenienza di business. Da Wikipedia copio: "Murdoch made his first acquisition in the United States in 1973, when he purchased the San Antonio Express-News. Soon afterwards, he founded "Star," a supermarket tabloid, and in 1976, he purchased the New York Post. On September 4, 1985, Murdoch became a naturalized citizen, to satisfy the legal requirement that only US citizens could own American television stations." Cordiali saluti.
  • La politca del paragone.
    Nome: Marco Solferini  Data: 16.06.2007
    Osservazioni ineccepibili. Mi limito a voler considerare un fatto abbastanza disdicevole, a mio modestissimo avviso, senza alcun riferimento a fatti, persone o circostanze, che è quello di volerci sempre paragonare, a titolo di giustificazione, con altri sistemi. Non è unicamente un dotto riferimento a una globalizzazione delle misure e delle distanze, come sarebbe se a monte ci fosse sana, competente e professionale competizione, si tratta di un malvezzo tutto nostrano. A ruota noi siamo soliti affermare: "faremo come hanno fatto in.." e ci sprechiamo in termini di citazioni, spaziamo dalla Spagna, Irlanda, Inghilterra, Germania, Francia, Stati Uniti, perfino il Cile e di recente i Paesi emergenti dell'est. Io leggo segnatamente Time, Newsweek ed Economist (non per ragioni politiche, come sosteneva Oscar Wilde a volte mi piace avere idee mie), ma non trovo mai questo tipo di riferimenti, anzi è possibile invece, in Internet, trovare l'opposto: "facciamo attenzione a non fare come hanno fatto in Italia", quantomeno a mò di suggerimento, laconico, poco condivisibile, ma senz'altro indicativo. Ho difficoltà a comprendere come si possa parlare di innovazione, perpetrando la politica del paragone.
  • Risposta a Prodi
    Nome: Alberto  Data: 15.06.2007
    Sostanzialmente d'accordo. Penso pero che anche negli USA esista una certa flessibilità. Per Unocal e i porti le minacce verbali dei parlamentari sono state abbastanza efficaci da convincere gli acquirenti potenziali a ritirarsi. Un dettaglio per Murdoch: se non sbaglio ha acquisito la cittadinanza americana nel 1985 (appunto per poter comprare delle stazioni televisive).
  • Interventismo oggettivo
    Nome: Fabrizio  Data: 15.06.2007
    Articolo molto rigoroso, interessante, soprattutto la precisazione che non è rilevante soltanto l'entità dell'intervento dello stato (cosa di cui si può discutere), ma il fatto che questo sia regolamentato da leggi (e che lo rende quindi sostanzialmente oggettivo) e non da gradimenti personali di politici o da lotte di potere sempre politiche.
  • restrizioni
    Nome: riccardo boero  Data: 15.06.2007
    chissa` perche' Prodi ha preso a termine di paragone gli USA. Quando c'erano molto piu' vicini Francia e Germania, dove interi settori dell'economia sono vietati se non teoricamente almeno praticamente al controllo da parte di capitali stranieri. Non basta infatti mostrare che Francia e Germania sono piu' virtuose avendo accolto il 6% invece del 2% degli investimenti esteri. Bisognerrebbe anche mostrare quanti di questi investimenti esteri sono INVESTIMENTI DI CONTROLLO e quanti sono pure partciapazioni finanziare ultraminoritarie, proprio nei numerosi pseudo-monopoli francesi e tedeschi, al fine di profittare della sostanziale mancanza di concorrenza di cui godono e dunque dei loro larghi margini. Prodi in fondo non chiede di fare altro che quanto fatto in Francia e Germania, ma e` evidente che le regole europee che hanno costato il posto a Fazio non sono le stesse che si applicano ad es. al caso Enel-Suez
  • Risposta a Risposta di Prodi.
    Nome: Andrea Bondanini  Data: 15.06.2007
    Sarà perché mi fa tenerezza, ma questa giusta e persino doverosa analisi - per chi può farla - non mi sembra completamente pertinente. Immagino che Prodi sappia benissimo queste cose, si è lasciato trascinare dalla nostra italica retorica e dal suo istinto di vecchio demoscristiano che guarda un pò troppo nelle imprese private, com la chiesa nelle camere da letto. Che lo debba sapere si può dedurre dal fatto che fu un ottimo presidente dell'IRI malgrado il fango versatogli. Purtroppo è un cattivo comunicatore, quasi come Berlusconi che almeno è un formidabile venditore.