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Appunti per un nuovo Trattato

di Stefano Micossi, e Sebastian Kurpas, Categoria , Europa, Data 12.06.2007
Il Consiglio europeo di giugno può trovare un compromesso che non oltrepassi la “linea rossa” degli Stati membri e nello stesso tempo assicuri un effettivo miglioramento nel funzionamento e nella legittimità democratica delle istituzioni europee. Lo stallo dura da quasi un decennio ed è ora di superarlo. Della Costituzione bocciata dai referendum francese e olandese andrebbero salvate la Parte I e la Parte III. Ma anche la Parte IV, in particolare le clausole sulla passerella e le procedure di revisione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Meglio il fallimento
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 19.06.2007
    Secondo me invece la cosa migliore sarebbe che le trattative fallissero. Il compromesso possibile non sarebbe in grado di dare all'UE sufficiente potere da proteggere gli interessi continentali nel mondo globalizzato e ci condannerebbe ad una progressiva emarginazione mentre il centro politico del pianeta verrebbe conteso tra le due sponde del Pacifico. L'unica possibilità è che le trattative falliscano e che di fronte alla realtà dei fatti gli stati dell' Europa continentale (fondamentali sono sostanzialmente Francia, Germania, Italia e Spagna) fondino uno stato federale su modello di quello americano, lasciando fuori la GB. Quella che nascerebbe sarebbe un'aggregazione politica da 250-300 milioni di abitanti, la seconda economia del pianeta con potere di deterrenza nucleare grazie all'arsenale france e conseguente seggio permanente all'Onu e un peso politico reale nella NATO, nel G8, ecc. Con la GB si potrebbe stipulare un semplice trattato di libero scambio che è ciò che loro hanno sempre voluto, non essendo un impero infatti ma una democrazia la nuova aggregazione non avrebbe alcuna compulsione a doversi espandere forzatamente oltre la Manica.