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Quando il reddito è extra-parlamentare

di Paolo Naticchioni, , Tommaso Nannicini, e Stefano Gagliarducci, Categoria Istituzioni e Federalismo, , Data 07.06.2007

La possibilità di mantenere un'attività lavorativa al di fuori del Parlamento ha due conseguenze. Da un lato, facilita l'ingresso alla Camera o al Senato di cittadini particolarmente affermati nel mercato privato che altrimenti non si sarebbero candidati. Un fatto auspicabile laddove la capacità dimostrata sul mercato sia in qualche maniera correlata con la capacità di risolvere i problemi del paese. Dall'altro, riduce il loro impegno nell'attività parlamentare, almeno in quella più strettamente legislativa.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Redditi esterni
    Nome: riccardo boero  Data: 13.06.2007
    Egregi professori mi parrebbe pacifico che debba applicarsi la regola statunitense: non si puo' fare contemporaneamente l'arbitro e il giocatore. La retribuzione degli uomini politici dovrebbe essere il minimo compatibile con l'indipendenza eocnomica (giustissima quella USA), viste poi le innumerevoli facilitazioni di cui dipsongono. E nessuna seria attività lavorativa dovrebbe essere permessa. Mi sembra che tale differenza con gli USA sia una dei tanti (un'altra è la legge Sarbanes-Oxley) della loro superiorita` morale. (Poi possiamo sempre consolarci con la loro pena di morte, pena che noi applichiamo a caso agli abitanti di Napoli e altre metropoli dei Sud, ma questo è un altro discorso).