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Commenti

Perché ha vinto Sarkozy

di Gilles Saint-Paul, Categoria Europa, , Data 07.05.2007
L'elettorato francese si è spostato a destra. Ma decisivi per le scelte degli elettori non sono stati i discorsi sui valori, quanto le proposte economiche. Arcaiche quelle della sinistra, che hanno finito con lo spaventare la nuova classe dei proprietari di case. Sbagliato anche l'intento di cancellare la riforma previdenziale del 2003. A tutto ciò Sarkozy ha risposto promettendo il taglio delle tasse di successione. La sinistra deve ora decidere se mantenere una strategia perdente di "sinistra radicale" o competere per un già affollato centro.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Spostamento dell'elettorato?!
    Nome: Lorenzo Lusignoli  Data: 17.05.2007
    Marchais? Nelle presidenziali del 1981 ottenne poco più del 15%, oltre 10 punti in meno rispetto al candidato socialista François Mitterand (che poi divenne presidente dopo il secondo turno)! Alle successive legislative il divario tra socialisti e comunisti fu ancora più sostanziale (265 seggi contro 43, escludendo i candidati "apparentati"). La capacità di rinnovare la sinistra sottraendo voti ai comunisti e le indubbie potenzialità di statista fecero sì che Mitterand rimase presidente per due mandati consecutivi. Fu l'unico caso di un presidente di sinistra in Francia nel dopoguerra ed è questo che dovrebbe far riflettere. Non c'è recentemente uno spostamento dei voti a destra in Francia. La sinistra è andata bene nelle ultime tornate elettorali. Difficilmente alle prossime legislative la destra potrà ripetere il grande successo del 1993 quando RPR e UDF superarono il 50% già al primo turno ed ottennero oltre l'80% nel secondo! Come dovette ammettere lo stesso Mitterand dopo la sconfitta nel 1974, l'elettorato francese è tradizionalmente spostato a destra in particolare nelle lezioni presidenziali. Infatti, la sua vittoria nel 1981 fu anche il frutto di una forte divisione a destra tra Giscard e Chirac. I temi economici, pur se importanti, non sono mai risultati nelle presidenziali francesi decisivi, come invece lo sono stati in USA. Altrimenti difficilmente Jospin avrebbe preso quel pallido 16% al primo turno nel 2002. La Royal, semplicemente, non ha mostrato di avere una statura politica tale da invertire la tradizionale propensione dei francesi a preferire un presidente di destra.
  • assedio
    Nome: stefano guidoni  Data: 15.05.2007
    ma non è che, molto semplicemente, il mondo occidentale si "sposta a destra" perché, dopo 60 anni di espansione dei redditi e dei consumi reali si sente ora minacciato dalla povertà "aggressiva" degli altri 5 miliardi di individui in un mondo che l'evoluzione tecnologica rende sempre più piccolo? ad esempio, la destra italiana dice ai propri elettori: sapete che lo stato si è indebitato (in ultima analisi) per finanziare i vostri consumi e per alimentare i vostri risparmi? bene, non preoccupatevi, non vi chiederemo di restituire niente! avete paura che arrivino gli "altri" a minacciare la struttura sociale consolidata? non preoccupatevi neanche di questo: non li faremo entrare! non penso che in francia o in germania funzioni molto diversamente...
  • scientificità
    Nome: marco lodi  Data: 11.05.2007
    "la voce" é a netta prevalenza scientifica. Non sarebbe il caso, perciò, di eliminare i commenti a caldo sui risultati elettorali e attendere le indagini che utilizzano le ragioni degli elettori? L'Ist.Cattaneo di Bologna non docet? Possiamo lasciare ai politici di professione le "emozioni romantiche del giorno dopo" e concentrarci sulle ragioni indagate con un minimo si scientificità?
  • vittoria di Sarkozy
    Nome: riccardo boero  Data: 09.05.2007
    Egregio professore, pur condividendo interamente il suo acuto intervento, vorrei aggiungere che la sinistra socialdemocratica perde terreno in tutta Europa, dai paesi slavi a quelli scandinavi, al nucleo dominante franco-tedesco, resistendo solo nei paesi latini grazie all'importanza del voto cattolico, spaventato dal darwinismo sociale implicito nella nouvelle vague neoliberista. E anche a fattori contingenti come l'eccezionale personalita` politica di Prodi e l' ancora inspiegato incidente dell'attentato di Madrid (al-Qaida ne ha sempre negato il coinvolgimento). L'Europa e` gia` fortemente sbilanciata verso un ruolo preponderante degli Stati nell'economia, al punto che riesce difficile proporre un'ulteriore progressione in tal senso (come desiderato dalla radicale sinistra collettivista). Per questo la sinistra socialdemocratica assume curiosamente una posizione fortemente conservatrice di rifiuto di riforme importanti, e si limita a proporre qualche modesto aggiustamento verso l'alto del gia` generoso welfare, a prezzo di un'accresciuta pressione fiscale. Difficile entusiasmare le folle con tale programma. La bilancia e` squilibrata in senso statalista, e la Storia si sta occupando di tornare all'equilibrio, in direzione del liberismo, con qualche decennio di ritardo sulla Gran Bretagna di Thatcher. Resta da vedere se le potenti forze che nello statalismo prosperano riusciranno a bloccare il progresso e a farci restare nel XX secolo.
  • LA RUPTURE TRANQUILLE
    Nome: Alessandro Fiaschi  Data: 09.05.2007
    Demonizzato, accusato di razzismo strisciante e di eugenismo, tanto dalla sinistra d'Oltralpe che da qualche disinformato qui in Italia, Sarkozy vuole in realtà realizzare ciò che governi di destra e di sinistra hanno promesso da decenni: in primis il ripristino della legalità morale ed effettuale, nella convinzione che la sicurezza sia un diritto, al pari di salute e scuola, e che la forza della legge sia la prima forma di giustizia sociale. Sarkozy ha altresì convinto il popolo francese della necessità di una maggiore libertà economica. Il lavoro contro l'assistenzialismo, il merito contro l'egualitarismo, ma senza smantellare lo stato sociale. Certamente non farà passi indietro in materia di libertà civili e di laicità, riaffermando da un lato la tradizionale separazione tra Chiesa e Stato e promuovendo l'istituzione contratti d'unione civile come ulteriore avanzamento rispetto ai Pacs. E' soprattutto in politica estera, infine, che si ravvisano gli elementi di discontinuità. L'appello "kennediano" lanciato da Sarkozy subito dopo la vittoria, spiega le ragioni per le quali il filosofo André Glucksmann consideri la vittoria del candidato della destra, dei suoi princìpi, una speranza agli oppressi del mondo: "Voglio lanciare un appello a tutti coloro che nel mondo credono ai valori della tolleranza, della libertà, della democrazia e dell'umanesimo, a tutti coloro che sono perseguitati dalle tirannie e dalle dittature, a tutti i bambini e le donne martirizzati nel mondo voglio dire di essere certi che la Francia sarà al loro fianco. La Francia sarà dalla parte degli oppressi del mondo. E' il messaggio della Francia. E' l'identità della Francia. E' la storia della Francia". Sublime.
  • La vera causa della vittoria di Sarkozy
    Nome: Filippo Crescentini  Data: 08.05.2007
    La mia opinione è che sarkozy ha vinto solo ed unicamente perchè al primo turno ha saccheggiato il voto di estrema destra di Le Pen. Il secondo turno non ha infatti modificato il rapporto di forza emerso al primo turno: il 43% dei voti andato al primo turno ai candidati esclusi è stato diviso tra i due in ballottaggio in termini quasi uguali: 22 punti aggiuntivi per sarkozy (31:53), 21 per la Royal (26:47). Sarkozy è al potere grazie al voto dei lepenisti. Il lepenismo che era marginale oggi è al centro del potere. L'unico "cambiamento" è che con Chirac e i gollisti autentici l'estrema destra non contava e il suo pensiero era aborrito. Ora, con sarkozy, rimane ai margini ma il suo "pensiero" va al potere. E qui da noi, tanti sedicenti sinceri democratici, ad applaudire....
  • Mmmouais...
    Nome: IONO  Data: 08.05.2007
    Sono fondamentalemente d'accordo con l'analisi nel senso che trovo anch'io che è stato l'attivismo e la mancanza di tabù del Sarkozi che l'hanno fatto trionfare. I francesi (e non solo) vogliono IL CAMBIAMENTO. Detto questo, e tanto per apparire pedante vorrei sottolineare che: -le 35 ore diventano un MINIMO e non UN MASSIMO (ipse dixit): in pratica non esistono più limiti se non quelli del buonsenso e della negoziazione individuale, come dire che il diritto del lavoro diventa un'ipotesi. -"Vuole eliminare le imposte di successione, non per tutti" è un eufemismo voluto ? -si tralascia di citare il contratto unico di lavoro che potrebbe cambiare in profondità la sociatà francese in un batter d'occhi -2007 meno 1981 fa 26 e non 21 -se si escludono gli "over 65" Segolene ha vinto, curiosa contraddizione tra la Francia pensionata ed lo slogan "valore lavoro" che Sarkosi vuole rappresentare. In effetti la Francia che al lavoro ci va davvero ha votato socialista.
  • perché ha vinto Sarkozy
    Nome: enrico castaldi  Data: 08.05.2007
    La prima ragione della vittoria di Sarkozy è stata la sua capacità di presentarsi come il candidato del cambiamento, pur essendo stato membro del governo in carica e capo del partito che ha espresso il Presidente della repubblica, il primo ministro e la maggioranza parlamentare. La seconda, quella di porsi senza complessi nei confronti degli stati d’animo dell'elettorato di Le Pen. La terza, il proporre dei cambiamenti, niente di rivoluzionario, ma che hanno convinto gli elettori della sua volontà di rimettere in discussione, senza accettare tabù, un sistema sociale appesantito. Alcuni esempi. Non rimette in discussione le 35 ore, ma propone di non tassare gli straordinari; la stessa proposta del ministro Damiano. Non propone di eliminare la patrimoniale, ma di porre un limite del 50% alla tassazione. Vuole eliminare le imposte di successione, non per tutti, ma per il 95% delle successioni; oggi l’80% è gia esonerato. Vuole un servizio minimo in caso di scioperi, principio che esiste da anni in Italia, la perdita delle indennità di disoccupazione se si rifiuta due proposte di lavoro, misura introdotta da Blair in Inghilterra. Quindi, nessun big bang, se non psicologico. E poi, il ritardo ideologico della gauche che dimentica di aver vinto solo con Mitterand, ventun’anni fa. Una sinistra che non ha mai saputo evolvere nell’analisi della società francese, che fa finta di non capire che non è autosufficiente per vincere. Allora, brava Segolene Royal per aver cercato d’indicare un’evoluzione e che pena vedere i soliti - Laurent Fabius, primo ministro negli anni ottanta - discutere con Rachida Dati, 41 anni, magistrato, padre marocchino, madre algerina e forse ministro del nuovo governo. Nicolas Sarkozy ha vinto perché ha modellato la destra a sua immagine e somiglianza. Segolene Royal ha perso perché non poteva sbarazzarsi di fardelli, eredi del congresso socialista d’Epinay del 1971. Peccato che siano passati solo trentacinque anni.