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Qualità a Nord-Est

di Francesco Daveri, Categoria Innovazione e Ricerca, , Data 18.04.2007
Una legge della Regione Friuli Venezia Giulia rivela un approccio quasi rivoluzionario. Forse per la prima volta, lo Stato non dice all'azienda come deve innovare, ma predispone un menu di strumenti tra cui l'impresa può scegliere per innovare. E per accertarsi che le risorse pubbliche non siano usate per fini diversi da quelli per cui sono concesse, è previsto un monitoraggio prima, durante e dopo il progetto. Non con per burocratizzare, ma al fine di correggere in corso d'opera il progetto iniziale in vista dell'obiettivo di aumentare la qualità e la competitività.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Addizionalità al programma CIP
    Nome: paolo  Data: 24.04.2007
    A livello europeo il nuovo Programma per l'innovazione e la competitività offre a sua volta molte possibilità; bisogna però avere le competenze tecniche e linguistiche per poter lavorare direttamente con Bruxelles ma le possibilità sono comunque importanti per i prossimi 6-7 anni. Il Friuli-VG poi essendo "zona di frontiera" potrebbe appofittare per allargare la propria sfera d'azione e di pensiero..
  • Dov'è la rivoluzione?
    Nome: GC  Data: 24.04.2007
    Francamente, non riesco a vedere molto di rivoluzionario nella legge per l'innovazione commentata da Daveri. Lo strumento più interessante è forse il finanziamento per l'assunzione di laureati e di pesonale tecnico. Mentre non è chiaro come funzioni il sistema di valutazione dei progetti, che costituisce il passaggio fondamentale per l'efficacia degli incentivi. La valutazione, tuttavia, dice molto alle imprese su cosa è o non è innovazione. Inoltre, il fatto che nei primi due anni di operatività della legge siano state impegnate solo metà delle risorse disponibili, non mi sembra un indice di grande successo. La capacità innovativa del FVG è stata in realtà costruita in questi anni anche grazie a delle efficienti infrastrutture di servizio, ricerca applicata e di trasferimento tecnologico, che hanno aiutato le imprese ad accedere a conoscenze complesse e ad elaborare progetti di innovazione. Senza queste infrastrutture, a cui hanno contribuito anche le Università della regione, difficilmente le piccole imprese sarebbero in grado di avviare processi diffusi di innovazione.
    Risposta:
    Per una piccola impresa, innovare può voler dire anche solo entrare in un nuovo mercato che, essendo piccola, non conosce. con i fondi della LR, può assumere un manager commerciale a tempo per sperimentare. mi sembra un uso intelligente e innovativo delle risorse pubbliche che non impone alle imprese come innovare (come invece fa il credito d'imposta per le spese in R&S) ma le lascia libere di scegliere come fare.
  • le risorse non mancano...
    Nome: padanus  Data: 24.04.2007
    Buongiorno, nell'articolo si dice "...insomma le risorse non mancano.." e si sprona altre regioni a seguire l'esempio. Il Friuli Venezia Giulia è una regione a statuto autonomo, e credo che questo status le permetta disponibilità finanziarie normalmente precluse alle regioni più "istituzionalmente inquadrate". Qualcuno può chiarirmi se lo sprone dell'articolo è destinato a restare lettera morta fuori dal Friuli, magari evidenziando il peso percentuale di questa legge x l'innovazione sul bilancio regionale, ed una verifica di sostenibilità per le altre regioni che volessero seguirne l'esempio?
    Risposta:
    Il fatto che le risorse non manchino non è solo il risultato dello status speciale di cui gode la Regione FVG, ma anche - come si diceva una volta - della volontà politica di rendere disponibile tali risorse per tali scopi. Ci sono altre regioni a statuto speciale; non tutte manifestano lo stesso impegno e interesse nella promozione dell'innovazione.
  • l.r.4/05
    Nome: preferisco restare anonimo  Data: 23.04.2007
    La legge reg. 4 è sicuramente uno strumento valido, ma non sempre chi controlla lo fa ( o lo può fare) approfonditamente. ad es.: nell'ambito dei progetti dovrebbero essere controllati anche i rapporti tra aziende e subordinati, tra cui la verifica delle promesse di assunzione. dovrebbero essere realmente verificate le possibilità di rilancio delle aziende locali finanziate o delle aziende create ex-novo da consorzi di aziende esistenti, ma in crisi; altrimenti si possono verificare casi in cui il progetto è presentato come innovativo mentre la nuova realtà è composta da aziende che esistono solo sulla carta, aziende per le quali sono stati già avviati processi di concordato o messa in mobilità dei dipendenti. o addirittura, con i fondi della l.r.4, promossa la vendita di articoli d'importazione, mentre il progetto prevede il rilancio delle realtà locali grazie a progetti innovativi. se la legge lo consente, vigilate anche in tali direzioni....
    Risposta:
    Viene da dire: chi sa parli - magari con l'autorità competente - e segnali gli abusi, invece di mandare obliqui messaggi anonimi.
  • Competenza è già innovazione
    Nome: marco  Data: 19.04.2007
    ''... per accertarsi che le risorse pubbliche non siano usate per fini diversi da quelli per cui sono concesse, è previsto un monitoraggio prima, durante e dopo il progetto'' : nella sua versione ''sana'', la IG44 e la prima SviluppoItalia (non quella roba degli ultimi anni) avevano già predisposto strumenti analoghi (la cui esigenza era emersa da una serie di studi) ottenendo ampi consensi. Testimonianza che la celerità delle procedure, per l'impresa, è sempre ragione di competitività.
    Risposta:
    Non so se la Regione Friuli Venezia Giulia abbia fatto studi preliminari nè seabbia raccolto consensi preventivi. Hanno preso e fatto, sembra con ottimi risultati