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Ipocrisie bianche

di Tito Boeri, e Pietro Ichino*, Categoria , Lavoro, Data 16.04.2007
In occasione della festa dei lavoratori si è tornato a parlarne. Ma sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie. E' un problema di lunga data del nostro paese, non un'emergenza degli ultimi giorni. Affrontarlo con nuove leggi non serve, perché nasce dalla disapplicazione delle leggi già in vigore, peraltro allineate a quelle di paesi con il numero più basso di incidenti mortali sul lavoro. Se il sindacato non si fosse opposto a suo tempo alla riconversione del personale del collocamento, avremmo ora un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti più controlli. Si è ancora in tempo di farlo, basta che il sindacato lo consenta.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ipocrisie bianche
    Nome: Tommaso Salvato  Data: 12.12.2007

    E' vero che abbiamo buone leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (626/94).Abbiamo anche contratti nazionali che prevedono l'inserimento del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nelle RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria). Dove queste figure possono operare si sono raggiuti buoni risultati nel contenimento degli infortuni. Purtroppo in migliaia di aziende, specialmente in quelle piccole, non si riesce per responsabilità datoriale ad essere presenti con le conseguenze che si possono immaginare.... I controlli esterni sono necessari ma non risolvono la situazione, mentre la vigilanza continua in azienda dell' RLS ed il confronto, unitamente ai corsi sulla sicurezza possono diffondere la cultura della prevenzione necessaria per evitare tragedie come quella di Torino.

  • Aiutateci a capire
    Nome: Giuseppe Caffo  Data: 11.12.2007

    L'articolo è veramente interessante e mi ha colpito profondamente. Quello che per me è assolutamente incomprensibile è il comportamento del sindacato. Vi chiedo, se possibile, di spiegare i meccanismi oscuri che sono alla base di tale comportamento.

  • Ispettori del lavoro
    Nome: beniamino grillo  Data: 10.12.2007

    Sono un Accertatore del Lavoro dipendente del Ministero del Lavoro e sarà utile informarVi che siamo circa 400 in tutta Italia che da circa otto mesi non possiamo più uscire in autonomia in quanto il Ministero ad un certo punto si è ricordato che noi non possiamo più emettere atti a rilevanza esterna in modo autonomo perchè la nostra declaratoria contrattuale non lo prevede anche se in precedenza lo abbiamo fatto per circa 20 anni. Questo è un altro ringraziamento ai nostri rappresentanti sindacali.

  • Infortuni in edilizia
    Nome: C. G. Catanoso  Data: 13.07.2007
    Oggi su Repubblica, cronaca di Milano, veniva citato il Vs articolo riguardo gli ennesimi due infortuni mortali sl lavoro. Il solo incremento della vigilanza non è sufficiente e non sarà mai sufficiente. Ci vuole anche altro. 1) Creare dei meccanismi più efficaci per l’“accesso” e la “permanenza” delle imprese nel mercato; 2) Passare da sistemi di aggiudicazione dei lavori pubblici da “massimo ribasso” a “offerta economicamente più vantaggiosa”; 3) Applicare concretamente le norme esistenti in tema di verifica dell’idoneità tecnico professionale e di esclusione dalle gare d’appalto nei LLPP; 4)Rivedere profondamente il D. Lgs. n° 494/1996, modificando, in particolare, gli artt. 3, 4, 5 e 12, in modo da riavvicinarci alla strategia ed agli obiettivi del legislatore europeo, in quanto la direttiva 92/57/CEE è stata emanata per: a) integrare la sicurezza nelle scelte progettuali ed organizzative, b) - migliorare la gestione dei rischi aggiuntivi ed interferenziali derivanti dalla presenza in cantiere di più imprese e più lavoratori autonomi; 5)Potenziare il funzionamento dei Comitati Paritetici Territoriali e delle Scuole Edili, al fine di permettere loro: a) un’efficace e continua attività di ricerca e selezione delle migliori soluzioni tecniche, organizzative e procedurali; b) la successiva diffusione delle stesse mediante un servizio consulenziale specialistico che fornisca alle imprese, soluzioni facilmente adottabili. 6) Predisporre un permanente e selettivo sistema di finanziamento agevolato delle piccole e medie imprese del settore delle Costruzioni abbandonando iniziative lodevoli ma di tipo emergenziale, quali quelle recentemente portate avanti dall’INAIL; 7) predisporre un sistema che permetta alle imprese di portare in detrazione le spese sostenute per il mantenimento del livello di sicurezza; 8) costruire (non è una novità) e far rispettare (questa sì…) dei percorsi formativi obbligatori minimi per tutte le figure del settore delle costruzioni.
  • Centri per l'Impiego e Ispettorato
    Nome: tenzo  Data: 25.05.2007
    Quando il prof. Ichino parla di politiche attive del lavoro, pensa che la loro attuazione vada affidata agli Ispettorati del Lavoro? Se davvero i Centri per l'Impiego fossero un fallimento (e si potrebbe anche concordare visto che ci lavoro) ci si potrebbe ad esempio chiedere da chi e in quale maniera è stata "curata" la riforma del 1999 e quale grado di coordinamento ci sia in Italia tra Ministero del Lavoro, Regioni e Provincie. Capisco la superficilità culturale della massa beota che si compiace della generica inefficienza della P.A., ma da docenti universitari mi aspetterei spunti più assennati.
  • Morti bianche
    Nome: mario  Data: 25.05.2007
    Come al solito, i due autori sono scorretti: il sindacato non poteva opporsi a nulla, dato che si trattava di lavoratori pubblici che andavano ricollocati, e lo si è fatto in larga misura facendogli scegliere la destinazione (se passare ad altro incarico nell'ambito del Ministero del lavoro, se andare in mobilità tra i ministeri, oppure se passare al ruolo delle Regioni ed enti locali, restando quindi nei rinnovati centri per l'impiego). Trasformare impiegati del collocamento in ispettori è difficile come trasformare impiegati addetti a controllare la correttezza formale delle procedure in impiegati con l'obiettivo di facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. ciao Claudio
    Risposta:
    Trasformare direttamente un impiegato addetto al collocamento in un ispettore può essere difficile in tempi brevi (anche se non sempre lo è: molti collocatori sono laureati e hanno una formazione coerente con i requisiti professionali necessari per l'attività ispettiva). Ma nulla vieta di trasformare il collocatore in impiegato dell'Ispettorato del lavoro. E Dio sa quanto l'attività degli ispettori potrebbe essere potenziata dalla disponibilità di assistenti che li aiutino nella loro attività, sgravandoli di mansioni esecutive d'ufficio, effettuando sotto la loro direzione rilevazioni nelle documentazioni esibite dalle aziende ispezionate, ecc. E dopo qualche anno di attività di questo genere anche l'ex collocatore maturerebbe la capacità di diventare ispettore a pieno titolo. (p.i.)
  • Commento
    Nome: roccor  Data: 18.05.2007
    Da circa 20 anni faccio l' Ispettore del lavoro , prima da addetto alla Vigilanza oggi da Accertattore del lavoro. Lo faccio ma non lo sono. Il D. Lgs 124/2004, art. 6 parla del personale ispettivo presso le DPL e DRL, tutto con qualifica di UPG, senza più distinzioni tra addetti o Ispettori. Qualcuno ha parlato di pietra tombale sulla questione. Ciò non è stato. Poichè oggi si parla di assistenti dell' Ispettore. Oggi Io ed altri 300 come me, che hanno svolto attività ispettiva da 20 anni, dovrebbero assistere? Tutto il danno e il male di questo nostro Paese è consequenziale alla politica sindacale condotta da alcuni personaggi che meriterebbero di essere presi come minimo a calci nel c..o. Non appena in vigore il d.Lgs. 124/2004 si sono affrettati a porre quesiti sull' attribuzione della qualifica di UPG agli Addetti alla Vigilanza, scomodando il MLPS che a sua volta Ha interpellato il Ministero di Grazia e Giustizia. Nel momento in cui è stata riconosciuta anche agli AV la qualifica di UPG, poichè personale ispettivo, hanno forzato affichè si espletasse un corso-concorso per accertatori del lavoro che di fatto demansiona gli AV. Pertanto negli Ispettorati del lavoro chi professionalmente potrebbe svolgere attivita di prevenzione e di controllo è di fatto tagliato fuori perchè così vogliono i nostri sindacalisti, e quel che è peggio, oggi sono sempre di meno quelli che parlano di personale ispettivo, ovvero di legge dello Stato, mentre si moltiplicano gli azzeccacarbugli. Povera Patria nostra e poveri Lavoratori.
    Risposta:
    Quello che conta non è la greca sul cappello o l'etichetta sulla porta, ma l'efficienza del servizio. Quale che sia la qualifica formale del personale in ipotesi trasferito agli ispettorati, è evidente che questi potrebbero incrementare di molto la propria efficienza se disponessero di organici più numerosi. p.i.
  • realta'
    Nome: renato  Data: 10.05.2007
    credo che due siano i momenti di ipocrisia, il primo è quello el rolo del "sindacato" il secondo è della stampa. posso capire che un cantiere possa non avere un iscritto ma è possibile che il fatto sia sconosciuto ai lavoratori tutti ? per quello che so, non credo e non lo credo perchè il fenomeno è talmente grande e generalizzato da essere "normale" fino a quando non ci scappa l'incidente. allora il problema è di rinnovare il modo di concepire la denuncia come momento di collaborazione tra sindacato , istituzioni e datori di lavoro, finalizzato si alla difesa della legalità, che sembra essere il vero problema quello che condiziona e condizionerà sempre più il sindacato.
  • Gli accertatori del lavoro
    Nome: accertatore  Data: 22.04.2007
    Condivido appieno quanto esposto da Ichino e Boeri in quanto, unitamente a ciò che denunciano da tempo i sindacati di base del ministero del lavoro, hanno sottolineato l’ipocrisia che da tempo regna sovrana intorno alla grave problematica delle morti nei cantieri edili e non solo. Si fa bene a rimarcare il ruolo negativo dei sindacati confederali nella gestione e nella valorizzazione del personale ispettivo in quanto proprio i sindacati confederali sono stati artefici di gran parte delle divisioni in cui è costretto ad operare da tempo il personale ispettivo delle DPL. Una parte di questo personale, da sempre in prima linea nella lotta al lavoro irregolare, è stato sempre penalizzato dall’amministrazione centrale e dai sindacati confederali; considerato una sorta di ispettore di serie “b” da retribuire con uno o due livelli di differenza dal restante personale denominato ispettore. Questo personale, con l’ultimo contratto integrativo, è stato denominato “accertatore del lavoro” che, pur avendo la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, non può emanare atti di rilevanza esterna. Come può dunque operare al meglio delle sue possibilità un funzionario che viene demansionato, deretribuito dalla sua stessa amministrazione? Tutto ciò per sottolineare che le iniziative di potenziamento o di riconversione di personale in esubero saranno solo velleitarie se non si affronterà la situazione anche facendo lavorare al meglio chi è già operativo sul campo da decine di anni e non può fregiarsi ancora della qualifica di ispettore.
  • sempre inesattezze sono
    Nome: brown  Data: 22.04.2007
    L'articolo è pieno di inesattezze. Si prefigge lo scopo ormai noto di cercare di far ricadere sul sindacato le responsabilità che sono della classe politica e oltretutto sulla vicenda collocatori e mobilità evidenza una lettura molto approssimativa dei contratti e delle norme di contabilità pubblica. Come sindacalista ciò non mi spaventa. I professori hanno la stampa e qualche politicante, purtroppo noi abbiamo gli strumenti della democrazia che sono le assemblee e il poter raggiungere sempre come e quando vogliamo i soggetti, le persone in maniera capillare. Non me ne vogliate ma continuare su questo piano ci reca solo vantaggi. Mi auguro e auguro a voi che possiate continuare questa campagna di disinformazione per tanto tempo ancora così le file dei nostri iscritti si incrementeranno sempre di più.