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I 50 anni dell’Unione: politicizzare le istituzioni?

di Stefano Micossi, Categoria Europa, , Data 26.03.2007
Non basta migliorare la funzionalità delle istituzioni dell'Unione, occorre ridarle muscoli e sangue di sostegno polare. A questo fine si dovrebbero attribuire al Parlamento europeo i poteri di nomina del presidente della Commisione e di decisione sulle spese pluriennali del bilancio dell'Unione lasciando al Consiglio la decisioene sul tetto delle risorse proprie (come anche propone Gros). Con queste due semplici modifiche, le elezioni europee prenderebbero nuovo significato: i partiti dovrebbero indicare il programma per il bilancio europeo e il candidato a guidare la Commissione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Europa e sig. Fabio (3)
    Nome: riccardo boero  Data: 02.04.2007
    Certo puo' consolarsi: il no francese colpa di Fabius, quello olandese colpa non si sa bene di chi, ma che sarebbe successo in un referendum italiano o tedesco? In Gran Bretagna, nessun bisogno di scervellarsi: i SI alla Costituzione Europea, secondo i sondaggi non hanno mai oltrepassato il 10%. La realta siamo avviati verso una soluzione alla Yugoslava: una larvata conquista dell'Europa da parte della Germania e della Francia, che si spartiscono i mercati rispettivamente slavo e latino. Non esiste e non esistera` per decenni una nazione europea, le identita`, le lotte i risentimenti coveranno sotto la cenere, per esplodere alla prima difficolta`. Lo si e` visto con la patetica vicenda di Airbus, con le lotte senza fine per Galileo, il GPS europeo, che comincera` forse quando sara` finito quello cinese. Con le discussioni eterne sull'agricoltura, la tassazione, le liberalizzazioni. Per fare uno Stato europeo (la Costituzione) occorre prima fare una nazione, e per fare una nazione occorre prima un'unificazione linguistica e culturale. Altrimenti parliamo di dominazione di una o due nazioni sulle altre.
  • Europa e sig. Fabio (2)
    Nome: riccardo boero  Data: 02.04.2007
    lei mi cita poi i miti tassi dei mutui immobiliari come vantaggio dell'Euro. Come tutte le distorsioni introdotte dai politicanti, questo calo artificiale dei tassi ha provocato in Italia e Spagna un' esplosione della domanda immobiliare con conseguente impennata dei prezzi, mentre ovviamente i salari non hanno seguito. Gli anni che vengono, saranno tristissimi per i proprietari di case che hanno creduto fare un affarone impegnandosi in un mutuo. Prezzi immobiliari cosi' alti troveranno difficilmente compratori, soprattutto in vista dei necessari aumenti anti-inflattivi dei tassi da parte della BCE, e nel contesto di recessione annunciato da tali rialzi. Guardi il disastro provocato dall'Euro in Italia: le grandi imprese italiane crollano una dopo l'altra, e se la FIAT riesce a prolungare l'agonia grazie a sforzi colossali di finanza e management, stiamo assistendo alla svendita all'incanto del nostro patrimonio industriale: le banche ai francesi, le autostrade agli spagnoli, la Telecom ai messicani, Alitalia ai russi! L'Italia non ha uno solo branding industriale che possa competere nell'arena mondiale, e ha sempre basato le sue esportazioni sulla svalutazione della moneta. Ben lo sanno i tedeschi che con l'Euro ci hanno sottratto quest'arma, condannandoci al ruolo di spiaggia d'Europa, da condividere con croati, portoghesi e marocchini.
  • i vantaggi (?) dell'Europa (1)
    Nome: riccardo boero  Data: 02.04.2007
    sig. Fabio la ringrazio della cortese attenzione. Per stabilire se la costruzione europea ha effettivamente contribuito alla pace, l'unico modo sarebbe quello di vedere cosa sarebbe successo senza Europa. Cio' non e` possibile naturalmente, ma e` possibile vedere cosa succede in altre regioni del mondo che non si sono intruppate assieme come noi. L'Europa dell'Est e` stata nostra nemica per decenni (forse lei non lo sa, ma alla frontiera Yugoslava sparavano agli italiani che fossero penetrati fuori dai valichi ufficiali), ma nessuna guerra e` scoppiata, a causa del deterrente nucleare. E crollate le follie comuniste, sono cominciati anche gli affari, malgrado l'assenza del mondo slavo dall'Unione Europea Viceversa, nel mondo arabo o africano, privi di armi nucleari, le guerre hanno continuato senza sosta, malgrado religione usanze e a volte anche lingua comune. La pace e` figlia di Fermi, non di Schuman, (uno dei cosiddetti padri dell'Europa).
  • Risposta a Boero - 3
    Nome: Fabio  Data: 30.03.2007
    Sul no franco-olandese alla Costituzione si è sentito di tutto, ma in particolar modo sulla Francia mi sembra che siano pesate più le questioni di politica interna, con Fabius che sperava di competere per l’Eliseo cavalcando l’Euroscietticismo, che quelle relative alla Costituzione stessa. Del resto già nel ’53 l’Europa pareva spacciata per il diniego francese e da quel fallimento nacque la CEE. Non è possibile giudicare l’integrazione europea come risultato quando questa è in realtà un processo in corso, un processo dinamico, che tende ad arricchirsi di nuovi contributi e nuovi obiettivi. Il rilancio di tale processo passa, a mio modo di vedere, attraverso l’iniezione appunto di elementi di discontinuità e di novità, capaci di conferire all’Unione una rinnovata forza aggregante e non da un continuo allineamento verso il basso in ossequio alle tracotanze nazionali. Certo la Dichiarazione di Berlino appare in questo senso del tutto insufficiente.
  • Risposta a Boero - 2
    Nome: Fabio  Data: 30.03.2007
    Quanto agli effetti dell’introduzione dell’Euro, questi vanno misurati sul versante dei paesi aderenti alla moneta unica. Oggi l’Euro garantisce stabilità monetaria, bassa inflazione e sta progessivamente rafforzandosi come moneta di riserva. Tanto per stare a casa nostra, sottopongo alla sua attenzione due effetti legati all’introduzione della moneta unica: l’abbassamento dei tassi di interesse sui mutui immobiliari, che nel ’96 erano doppi a quelli praticati in Germania e si sono progessivamente allineati a quelli tedeschi fino ad arrivare a risultare più bassi. Un secondo significativo effetto si è avuto nel commercio internazionale: dati alla mano, l’Italia ha visto crescere la propria quota di commercio internazionale con l’adesione, mentre il Regno Unito è in leggera flessione dall’anno di introduzione dell’Euro. Cito due esempi, ma sarebbe riduttivo fermarsi qui. Sulle violazioni alle norme comunitarie, sarebbe interessante entrare nel merito, ma in generale mi sento di dire che con argomentazione analoga si potrebbe mettere in discussione lo Stato di Diritto per il fatto che sono molti i cittadini che violano la legge.
  • Risposta a Boero - 1
    Nome: Fabio  Data: 30.03.2007
    Egregio sig. Boero, Mi permetto di dissentire radicalmente con quanto da lei scritto. È mia modesta opinione che il rapporto di cooperazione internazionale che si è costruito nei decenni tra i paesi europei che hanno dato vita all’Unione sia stato, al contrario di quanto lei asserisce, il pricipale motore della costruzione della pace continentale. Alla fine della seconda guerra mondiale l’Europa era prostrata dal conflitto e potenziale vittima di un’aggressione sovietica. Il rilancio delle singole entità nazionali era improponibile al di fuori di una piattaforma di cooperazione, le tensioni che avevano dato vita al conflitto sarebbero riemerse. La risposta al pericolo sovietico non poteva risolversi nella semplice proposizione della minaccia nucleare. Occorreva ricostruire l’Europa e tale ricostruzione non poteva prescindere dal superamento delle rispettive rivendicazioni e paure. Il rilancio della Germania e il suo riarmo non sarebbero mai state accettate dalla Francia al di fuori di un’Europa unita. Se poi è vero che il pericolo nuclare funzionò da deterrente, non sarebbe potuto comunque bastare come volano per lo sviluppo economico. E senza sviluppo nessuna pace sarebbe stata possibile. La Comunità Economica Europea fu un effettivo successo, al punto che attrasse negli anni a seguire quei paesi che lei cita, oltre a tutti gli altri che ora compongono l’Unione. Ed infatti oggi l’Unione economica, che va distinta dall’Unione monetaria, che ne è il completamento, li comprende tutti.
  • straordinari risultati e crisi di popolarita`
    Nome: riccardo boero  Data: 28.03.2007
    Egregio professore, e` assai difficile concordare sugli straordinari risultati conseguiti dal'Unione Europea.l La rinuncia alla violenza per la soluzione dei conflitti tra i paesi membri, non e` certo dovuta all'Unione, ma semplicemente alla forza di dissuasione degli armamenti nucleari che impediscono l'uso della violenza non solo in Europa, ma in tutti quei paesi che ne dispongono. Non potendo usare la violenza, la conflittualita` tra i paesi membri, che l'Unione non sembra avere minimamente scalfito si trasferisce con grande virulenza nello scontro economico-finanziario. Gli livelli elevati di prosperità attraverso il mercato unico e la moneta comune, paiono canzonatori non appena si ricordi che i paesi europei di gran lunga piu' prosperi sono proprio quelli restati volontariamente fuori dalla moneta comune, come la Svizzera, la Norvegia la Danimarca e la Gran Bretagna. Il pegging al Deutsche Mark delle varie monete europee, pegging che chiamiamo Euro, le ha certo stabilizzate, ma ha creato anche grandi ostacoli per le economie meno avanzate Il modello originale di integrazione flessibile, rispettoso della diversità e allo stesso tempo fonte di forti diritti e doveri, sembra un concetto un po' retorico quando si osserva la cacofonia delle numerose violazioni alle norme comunitarie, represse in modo diverso secondo l'importanza del paese membro. Il rifiuto franco-olandese di procedere ulteriormente nella cessione di poteri sovrani dal popolo alla classe politica di Bruxelles, e` certamente motivato dall'assenza di veri risultati positivi. E se gli altri grandi popoli europei fossero stati consultati, il verdetto non sarebbe stato certo differente. In tali condizioni non pare opportuno procedere nell'ulteriore potenziamento politico della burocrazia europea. Aspettiamo prima di vedere che l'Unione Europea non avvantaggia solo i suoi impiegati ed eletti, dai compensi milionari, ma anche i popoli. E non attribuiamole meriti che non ha. Distinti saluti
  • elezione del presidente
    Nome: percey  Data: 28.03.2007
    Perché non prevedere l'elezione diretta del presidente della commissione, sulla base di un meccanismo basato sugli stati come per l'elezione del presidente degli Stati Uniti? E' una soluzione che avrebbe un enorme potere unificante, in quanto ogni candidato alla presidenza dovrebbe girare per gli stati stranieri per proporsi agli elettori.... dopodiché il vincitore si sceglie i suoi commissari...