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Troppa fretta sull'Ici

di Gilberto Muraro, Categoria , Fisco, Data 20.03.2007
La proposta del presidente del Consiglio di abbattere l'Ici sulla prima casa, con vantaggi crescenti in base al numero dei figli, appare negativa sotto il profilo della finanza comunale e dei rapporti tra governo ed enti locali. E' invece apprezzabile come misura per la famiglia. Tuttavia, non sembra opportuno varare ora un provvedimento parziale, quando il governo ha promesso di definire entro breve tempo e in modo coerente una strategia globale su questo tema e sul federalismo fiscale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ICI
    Nome: giesse  Data: 17.06.2007
    Chiedo un contributo per... capire. La norma che istituisce l'ICI (1992 o 1993) dà facoltà a Comuni di determinare l'aliquota applicabile (tra il 4 ed il 7 x 1000) e l'importo da detrarre relativo alla prima casa. Mi chiedo, però, se la facoltà dei Comuni deve essere interpretata nel senso che DEVONO applicarla ed hanno la facoltà anzidetta. Vorrei capire se i Comuni possono NON applicare l'ICI sulla prima casa oppure questa possibilità deve essere prevista da una normativa di riferimento di competenza statale. Chi sà è pregato di farmi sapere. Grazie Giesse
    Risposta:
    Confortato dal parere del Prof. Schiavolin, ordinario di Diritto tributario all'Università di Padova, mi pare che in sintesi la questione sia in questi termini: il Comune non può esentare in senso tecnico la prima casa , perché non ha possibilità di modificare le fattispecie imponibili dell'ICI, ma può deliberare una detrazione che raggiunge lo stesso effetto pratico per la tipologia di prima casa che vuole favorire". Gilberto Muraro
  • ICI: un tassello del puzzle
    Nome: Marcello Balasini  Data: 14.06.2007
    Ho l'impressione che avere 80% di famiglie proprietarie di case generi un immobilismo nella societa', disincentivando il movimento sul territorio alla ricerca delle opportunita' professionali o di una qualita' di vita migliore. Allo stesso momento, un numero molto elevato di immobili (a proposto si hanno statistiche vere ?) non sono utilizzati provocando una scarsezza di abitazioni in affitto e prezzi molto elevati. Un mercato immobiliare come quello italiano devia risorse da settori e da iniziative che forse potrebbero aiutare nella competizione internazionale. Quando il 100% delle persone saranno proprietarie dei locali in cui abitano...beh mi ricorda tanto un cimitero.
  • ICI sacrosanta
    Nome: angelo agostini  Data: 14.06.2007
    Concordo pienamente con quanto affermato da Riccardo Boero: 1. La rendita immobiliare va tassata come ogni altra; 2. In Italia questa rendita è stata, soprattutto negli ultimi anni, abnorme; 3. La rendita immobiliare è parassitaria per anonomasia, essendo per definizione rendita di posizione. Soprattutto riflettiamo sull'esempio dell'ingegnere in affitto e del disoccupato ereditiero, e sulle amare considerazioni che nasconde. Viviamo in un paese che da anni premia chi eredita, chi possiede. E non parliamo solo del grande capitale, ma del figlio diplomato al CEPU del parrucchiere di Casalecchio! A chi vogliamo davvero vendere la favola che questa categoria sociale produca benessere e crescita?
  • ICI
    Nome: alfredo  Data: 14.04.2007
    Pro o contro? Quando c'è bisogno di una cima per non affogare, la risposta appare scontata ! Ma per quanto tempo ancora percorreremo il percorso di tasse necessarie per pagare debiti accumulati storicamente per sostentare imprese decotte, un capitalismo immaturo ed assistito, industrie statali come riserve e serbatoi di voti, di clientelismo, di miliardi e miliardi di ore di cassa integrazione per compromettere il sindacato e quindi assicurane la complicità garantendo una occupazione che aumentava solo il debito di noi tutti ? Latte ormai versato! Giusto, ma la pratica diventa diabolica se si persiste sulla stessa strada : delle non liberalizzazioni, per es. Banche ed Energia, abolizione degli ordini professionali, etc...etc... Fino a quel momento, ogni tassa sembrerà sempre di più una odiosità, un inutile ed infruttouso sacrificio. Infine, una tassa che si applica ad immobili acquistati con un mutuo a 20 0 30 anni, ha anche il sapore di una vessazione su un debito, dico di una imposta su un debito! Oltretutto è cosa anche senza vergogna!
    Risposta:
    Le ragioni, buone o cattive, del passato non contano. Nè conta ai fini dell'imposizione locale giustificata essenzialmente dal principio del beneficio che un immobile sia stato acquistato in contanti o a debito (aspetto che potrà invece rilevare ai fini della capacità contributiva e quindi dell'Irpef)".
  • ici
    Nome: ivano mosconi  Data: 31.03.2007
    A me sembra che la proposta di riduzione dell'ICI sulla prima casa sia solo un tentativo di rincorrere la proposta populistica di Berlusconi che presumibilmente gli permise di recuperare milioni di voti. Per equità sarebbe più giusto ridurre o togliere l'ICI sulle case affittate: essendo una imposta comunale, perché dovrebbe pagarla il proprietario che magari vive in un'altra città? In realtà l'imposta viene poi caricata sull'affitto, con il risultato che i meno abbienti pagano più di chi la casa la possiede. In tempi in cui si invoca la flessibilità del lavoro sarebbe essenziale rimettere in moto il mercato legale degli affitti i cui costi oggi rendono proibitiva la disponibilità ai trasferimenti. Distinti saluti
    Risposta:
    Non abolirei l’ICI né sulla casa di propria residenza né sulla casa in locazione. D’accordo sull’opportunità di rimettere in moto il mercato delle locazioni.
  • ICI sì o no?
    Nome: riccardo boero  Data: 28.03.2007
    E` mia convinzione che l'ICI sia invece la tassa piu' giusta e anche piu' efficace economicamente. Perche'? Equa perche' nella maggior parte dei casi, il patrimonio immobiliare di un individuo/famiglia rappresenta quasi la totalita` della sua ricchezza. Quindi l'ICI risponde all'equo principio di far contribuire alle entrate fiscali ciascuno in funzione della sua ricchezza: i ricchi mi sembra dovrebbero pagare piu' tasse dei poveri. Troppe volte si commette l'errore di confondere REDDITO con PATRIMONIO e si dimentica che un disoccupato che eredita appartamento in centro e villa in collina e` infinitamente piu' ricco di un ingegnere che vive in affitto. Efficace perche' la ricchezza per cosi' dire congelata nell'immobiliare non contribuisce minimamente agli investimenti, alla crescita e all'occupazione. Se invece di far costruire una casa, vado a vivere in affitto in una esistente e vuota, posso usare i miei soldi per investire nell'industria o nei servizi e creare un'occupazione che non si esaurisce nel temporaneo cantiere edile, ma perdura nel tempo. Per questo motivo occorre scoraggiare la costruzione di nuove case, che fra l'altro deturpano l'ambiente, e una sana e robusta ICI sembra il metodo piu' efficace per farlo. Distinti saluti.
    Risposta:
    Non concordo su tutta l’analisi ma sulla tesi principale siamo in sintonia.
  • E la spesa?
    Nome: Stefano Carpita  Data: 28.03.2007
    A prescindere dal fatto che si possa o meno essere d'accordo con l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, il problema è con cosa sostituirla qualora si decidesse di operare in tale senso. Un aumento delle addizionali IRPEF? Una spinta maggiore verso il federalismo fiscale con la possibilità da parte degli ee.ll. di istituire propri tributi? (attuazione della riforma del titolo V della Costituzione). Com'è noto i bilanci comunali devono chiudersi in pareggio finanziario complessivo e quindi se le risorse che verrebbero meno con l'abolizione dell'ICI fossero compensate con una strategia di razionalizzazione della spesa? Un esempio? 1) Calmierazione degli incarichi professionali che spesso e volentieri sono duplicazioni di professionalità già esistenti all'interno dell'ente locale (con buona pace dei richiami da parte della Corte dei Conti) 2) Calmierazione delle indennità dei politici. Il 30% delle indennità che prendono gli amministratori derivano da scelte previste dalla legge ma avente natura discrezionale (te la puoi aumentare oppure no); 3) Effetture delle centrali di acquisto al fine di garantire delle economie di scala; Agire sull'entrata è la cosa più facile ma è anche quella più odiosa per i cittadini. Agire sulla spesa invece, per quanto tu possa avere delle resistenze all'interno dell'ente, forse si riuscirebbe a dare un messaggio più costruttivo ai cittadini.
    Risposta:
    La diminuzione di spesa pubblica è altro tema. Sul piano del metodo, è appropriato fare il confronto tra alternative di entrata a parità di spesa.
  • l'ici sulla prima casa deve essere abolita per tutti
    Nome: ettore, Torino  Data: 25.03.2007
    Non sono d'accordo con il prof. Muraro, l'ICI sulla prima casa è una tassa odiosa che va abolita (per tutti, non solo per le famiglie) perchè è concettualmente odiosa e iniqua; la prima casa è un bene indispensabile che non fornisce reddito alcuno perchè, appunto, serve per abitarci. Inoltre, la prima casa è già tassata con l'IRPEF, per cui l'ICI si configura come una doppia tassazione. Prima si abolisce meglio è.
    Risposta:
    Bisogna dire con cosa si vuole sostituire l’ICI e dimostrare che la nuova soluzione è più efficiente e/o più equa.
  • Le relazioni pericolose
    Nome: Massimo Monteverdi  Data: 24.03.2007
    Da quando è ripartita in grande stile la campagna per redistribuire il maggior gettito delle imposte erariali, l'ICI è quasi sempre presente nelle discussioni di esponenti della maggioranza che ormai non lesinano più fantasiose proposte per trasformare il prelievo sulla prima casa in un'elargizione generosa del Ministero delle Finanze. Adesso, la modalità più in voga sembra essere quella della concessione di sgravi in funzione delle condizioni reddituali e della numerosità del nucleo familiare che tenderebbero ad azzerare l'imposta sull'abitazione principale. Ma nella sarabanda di iniziative (tutte, tra l'altro, annunciate come più che prossime, quindi praticamente già in vigore) non si distingue più il furore abolizionista dall'impeto egualitario e i paladini del populismo e del marketing cosmetico fanno festa ad ogni telegiornale. Abbiamo già stigmatizzato questo modus operandi, per almeno due ordini di motivi. Il primo di natura istituzionale: se si vuole dare credibilità all'azione amministrativa dei comuni, l'ultima cosa da fare è levargli da sotto i piedi l'unico appoggio fiscale rimasto (con tutti i limiti riconosciuti che la sua applicazione comporta). Il secondo di natura strettamente tributaria: d'accordo che il tributo è stato istituito con legge dello Stato e che l'autonomia regolamentare dei comuni ha confini invalicabili, ma non per questo ogni volta deve essere rimesso in discussione il principio del decentramento fiscale, già risicato e sempre meno significativo. D'altronde, gli enti locali non possono istituire nuovi tributi, quindi restano comunque sotto l'imperio della legge. La quale però ha fino ad oggi garantito una elasticità di manovra sufficiente per dare a un'entrata così rilevante il carattere di imposta sul serio comunale (compresi gli insulti alle amministrazioni)
    Risposta:
    D’accordo.
  • Abolizione dell'ICI?
    Nome: Ludovico Sàrcina  Data: 22.03.2007
    Sono d'accordo con il prof. Muraro. Che senso ha tornare al trasferimento di fondi dal centro alla periferia? Ma non si invocava autonomia finanziaria? Io proporrei di eliminare dal 730 la dichiarazione del reddito da fabbricati sulle prime case, in quanto non generano reddito alcuno per il contribuente, fino a qunado non la vende. Ma finchè ci abita e basta da solo o con la famiglia non si forma reddito, anzi sono fonte di spese per la manutenzione. Inoltre il contribuente avrebbe immediata percezione dell'abbattimento dell'imponibile. In questa maniera convincerebbe di non subire il solito odioso balzello fiscale dovendo pagare tasse su qualcosa che non produce reddito.
    Risposta:
    Vedo che non è risultata convincente la visione, parziale ma non falsa, della città come un grande condominio. Ma penso ancora che essa sia valida e giustifichi un tributo comunale sui proprietari di case.