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Fisco locale sotto stress

di Alberto Zanardi, Categoria , Fisco, / Istituzioni e Federalismo, Data 20.03.2007
Attorno alle addizionali locali sull'Irpef si è accesa una polemica forse eccessiva. Anche perché è una misura adottata da una quota relativamente piccola di comuni. E bisogna evitare di moltiplicare i costi di adempimenti per i contribuenti che deriverebbero da spazi troppo ampi lasciati ai governi locali sui tributi erariali. Gli interventi vanno valutat nella prospettiva più generale dei vantaggi che una riforma in senso federale potrebbe portare. Difficile comprendere perché il sostegno alla famiglia debba passare dall'Ici.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Pochi, maledetti e subito
    Nome: Massimo Monteverdi  Data: 24.03.2007
    In realtà, vi sono, benché pochissimi, enti che prima del 15 febbraio hanno azzerato o ridotto un'aliquota applicata in precedenza. E conviene precisare che, tra gli enti neo-impositori, vi sono anche quelli che applicano esenzioni dall'addizionale per redditi entro una certa soglia. Tutti questi esempi di virtuosità fiscale (o di limitata persecuzione, secondo i punti di vista), insieme alla mancata corsa al rialzo, dovrebbero far riflettere chi si ostina a ritenere l'addizionale comunale la dimostrazione finale della natura vessatoria delle amministrazioni. Certo, gli enti preferirebbero una compartecipazione all'IRPEF duratura e proporzionale al gettito territoriale. Ne verrebbe, tuttavia, danneggiata qualsiasi politica redistributiva e perequativa per le realtà svantaggiate. In secondo ordine, sarebbe preferibile una compartecipazione come quella che si prefigura per i prossimi anni, in percentuale fissa per ciascun ente, salvo appunto il riequilibrio anti-sperequativo. Se, insomma, ciò fosse possibile, i sindaci non chiederebbero maggiore autonomia fiscale per introdurre l'addizionale, la cui impopolarità è seconda solo all'ICI (ma solo perché gli italiani sono una nazione di proprietari della casa in cui abitano). Nonostante la cronica carenza di risorse, il ricorso all'aliquota opzionale si è dunque rivelato moderato. E sì che il blocco durava da ormai cinque anni. Vale la pena di osservare che questo è anno elettorale per una percentuale ampiamente minoritaria degli enti locali. Il che significa che la gran parte di essi è ancora nel periodo nel quale è statisticamente più probabile che gli amministratori giochino la carta fiscale per finanziare i propri programmi elettorali. Certo non è opportuno mettere il carro definitivamente davanti ai buoi: attendiamo i primi di aprile per avere le conferme o le smentite del caso.
  • Sostegno alla famiglia
    Nome: Francesco Pastore  Data: 24.03.2007
    In effetti soprattutto con la riforma del Catasto l'ICI diverrà ancor di più il pilastro della fiscalità locale, specialmente nei comuni medi e medio-piccoli. Tuttavia la confusione di questi anni, non risolta dai governi di ogni colore politico, sta nel fatto che a fronte di un obiettivo generale teso alla realizzazione del c.d. federalismo fiscale, diverse materie non sono completamente passate al livello periferico. E' il caso delle politiche della famiglia, in parte gestite dal governo centrale (sostegno scolastico, politiche dell'infanzia, politiche della famiglia), in parte dalle Regioni (sanità) , e soprattutto ai comuni (asili, servizi di sostegno, servizi pubblici). In questa parziale e complessa distribuzione di ruoli, dunque, si appalesa maggiormente la confusione nella individuazione di scelte di politica fiscale adeguate al sostegno della famiglia.
  • Base imponibile addizionali
    Nome: Lorenzo Lusignoli  Data: 22.03.2007
    L’articolo auspica una separazione tra le sfere decisionali dei due livelli di governo. A me pare che tale separazione con riguardo alle addizionali oggi non ci sia. La regola per la quale non si pagano le addizionali se non si paga l’irpef determina comunque una ricaduta sulla base imponibile delle addizionali di tutte le detrazioni che operano sull’irpef . La situazione è senz’altro migliore di quella vigente prima della finanziaria, poiché precedentemente una variazione della deduzione per carichi familiari influenzava direttamente la base imponibile delle addizionali. Si determinava dunque una variazione di queste per tutti coloro che non avevano redditi particolarmente alti. Oggi una variazione delle detrazioni per familiari a carico determina una variazione delle addizionali per una fascia di reddito assai più ristretta. Se però, come auspica l’autore, si volessero trasformare le addizionali in flat tax indifferenziate per tutti i contribuenti e separate dall’irpef (con tutto ciò che comporta), bisognerebbe eliminare la regola per la quale se non si paga l’irpef non sono dovute neppure le addizionali. La considerazioni riguardanti l’Ici sono del tutto condivisibili.