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Commenti

Il muro di gomma del bilancio locale

di Massimo Bordignon, e Gilberto Turati, Categoria , Sanità, / Istituzioni e Federalismo, Data 16.03.2007
In alcuni casi, vincoli costituzionali impongono allo Stato di intervenire per salvare un governo locale in crisi finanziaria. Il rischio è che si generi un'irresponsabilità diffusa. E' perciò necessario che gli interventi siano accompagnati da forti sanzioni per gli enti locali coinvolti, che incidano sia sugli amministratori sia sui cittadini stessi, "colpevoli" di aver eletto governanti incompetenti. E per i politici locali, la sanzione ultima non può che essere la soppressione della propria sovranità, almeno per un periodo di tempo determinato.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Proposta federale di risanamento
    Nome: Agostino  Data: 21.03.2007
    Ad una comune disastrato applichiamo il principio della sussidiarietà orizzontale. Disautoriamo la propria potesta comunale inadempiente. Ad un comune limitrofe il compito di risolvere l'insolvenza anche imponendo tasse finalizzate ai cittadini che hanno eletto i politici incapaci. Risanati i bilanci il comune inadempiente riacquista lo status e a questo punto posso essere indette nuove elezioni amministrative.
  • Ineleggibilità
    Nome: mario  Data: 20.03.2007
    Non vanno sospese le elezioni nei casi di dissesto, ma dovrebbero essere previste da apposita legge alcune misure immediate tra le quali: dimezzamento del numero dei componenti il consiglio (comunale, regionale...), riduzione consistente delle indennità di carica degli amministratori locali, ineleggibilità per almeno un turno dei componenti le varie assemblee: infine il commissariamento delle amministrazioni per il disbrigo degli affari correnti nei periodi infraelettorali.
  • Sospendere elezioni
    Nome: michele  Data: 19.03.2007
    Sono d'accordo su un eventuale sospensione delle elezioni per quei comuni in dissesto. Anche il mio comune si trova in identica situazione e nonostante lo scioglimento del Consiglio sia avvenuto in questi giorni ci si sta preparando alla tornata elettorale. Mi domando con quali prospettive si arriva a qiesta scadenza? visto che manaca un qualsivoglia progetto di risanamento e gli uscenti si stanno riproponendo in blocco? Un altro aspetto da tener conto è il sistema elettorale che favorisce il proliferare di liste dando la possibilità a candidati che pur non avendo competenza ma il sostegno di un ceppo familiare di essere nuovamente eletti.
  • caccia alle streghe
    Nome: riccardo boero  Data: 19.03.2007
    Anche a me come al sig. Michele, sembra un po troppo facile accanirsi sul singolo amministratore che dovendo al partito nomina e riconferma, e` tenuto poi a seguirne strettamente le direttive. Non mi riesce poi di capire perche' non applicare allo Stato stesso le draconiane misure invocate per gli enti locali. I deficit statali non sono meno paurosi di quelli locali, quindi? Amministrazione controllata e perdita di sovranita` anche per i ministri generatori di deficit? Grazie per una cortese risposta
  • niente elezioni
    Nome: francesco betti  Data: 19.03.2007
    Nel caso del dissesto del comune di Taranto credo che la soluzione migliore sia quella di lasciare un commissario. Invece so che così non andrà perchè, se non sbaglio, là si svolgeranno regolarmente le elezioni amministrative. Ora mi domando: che tipo di campagna elettorale faranno gli aspiranti sindaci; che cosa possono offrire ai cittadini (colevoli) se non lacrime e sangue? Dovranno fare una campagna elettorale che avrà per destinatari dei cittadini che hanno finora premiato quei personaggi che hanno promesso di tutto e di più infischiandosene altamente delle compatibilità finanziarie. Sono d'accordo con l'autore; bisognerebbe in certi casi sospendere le elezioni per dar modo al commissario -libero dai ricatti politici e dalle pressioni delle clientele- di rimettere in sesto i conti.
  • la virtù sta al centro?
    Nome: michele  Data: 18.03.2007
    Questa sembra esser la conclusione un pò contraddittoria dell'intero articolo, nel quale gli autori propongono - in caso di sfascio della finanza di una Regione o di un Comune - il riaccentramento dei suoi poteri nelle mani dello Stato. Dubito della praticabilità della soluzione poichè è lo Stato stesso che, sovente, acconsente silente all'evoluzione di simili situazioni: come ricordano gli stessi autori, se volesse la Corte dei Conti avrebbe più di un motivo per intervenire. Verificato che causa dello sfascio non siano fattori come il dimensionamento o altri che gli stessi amministratori sono chiamati a subire, io penso occorrano più misure, compreso il fatto di chiamare non solo gli amministratori locali spendaccioni (questo la Corte dei conti lo può già fare) , ma i partiti o i movimenti di cui sono stati espressione a render conto, pagando con le relative proprietà ed escludendoli anche dalla possibilità di partecipare a qualsiasi competizione elettorale per un congruo periodo di tempo. Certo non sarebbe una opzione risolutiva, ma qualche freno lo metterebbe.
  • commento
    Nome: Corrado Fontaneto  Data: 17.03.2007
    La sottostima del fabbisogno caratterizza non solo la sanità , ma anche il settore del Trasporto Pubblico Locale contrassegnato da una violazione sistematica della normativa comunitaria. Secondo fonti ben informate vi sarebbe un rischio di recupero di aiuti di stato dai 10 ai 15 miliardi di euro.La gran parte delle aziende si regge grazie ad un meccanismo di sussidi incrociati che costano alla collettività,in via diretta ed indiretta,una vera enormità.Provi qualcuno a cimentarsi in questa analisi.Grazie