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La "delegazione" che unisce Taranto al Lazio

di Fabrizio Ghisellini, Categoria Conti Pubblici, , Data 16.03.2007
Invece di risanare il bilancio, Taranto ha emesso un bond per procurarsi altre risorse. Invece di rivolgersi per tempo al governo, il Lazio ha preferito ricorrere alla finanza creativa, cartolarizzando i crediti vantati dai fornitori delle Asl. Ma perché il mercato ha accettato di finanziare a costi contenuti soggetti con assai precaria situazione di bilancio e di problematica solvibilità? Perché esiste la delegazione di pagamento. Un elemento distorsivo che, appiattendo artificialmente la curva del credito, mitiga indebitamente la disciplina del mercato.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Verso una riforma?
    Nome: Luigi de Pierris  Data: 22.03.2007
    La tesi sostenuta dall’Autore è interessantissima e per molti aspetti condivisibile. E’ vero che la disponibilità di uno strumento quale la delegazione di pagamento ha portato ad un appiattimento dei rendimenti offerti agli investitori. Non va dimenticato inoltre che Cassa Depositi e Prestiti applica condizioni identiche a tutti gli enti mutuanti, indipendentemente dal loro merito di credito. Il mercato del debito emesso dagli enti locali appare distorto. Da qui l'auspicabilità di una riforma. L'abolizione "tout court" delle delegazioni di pagamento sulle nuove operazioni presenterebbe comunque alcuni inconvenienti: (1) Rischierebbe di creare un "doppio mercato" tra operazioni iniziate nel "vecchio regime" e operazioni collocate successivamente. (2) Molti investitori - in particolare quelli soggetti a regolamentazione -considererebbero le nuove emissioni prive della condizione di "pari passu", e potrebbero rinunciare completamente all'investimento. (3) Il mercato potrebbe dimostrarsi scarsamente propenso ad investire in nuove emissioni prive di delegazioni di pagamento, determinando - specialmente nel breve periodo - un aumento nei costi di indebitamento per gli enti. Una eventuale riforma dovrebbe quindi essere accompagnata da misure transitorie miranti ad evitare o mitigare gli inconvenienti sopra descritti. L'abolizione delle delegazioni di pagamento potrebbe portare inoltre alla ridefinizione degli standard contrattuali di mutui ed emissioni domestiche. Gli attuali standard sono infatti insoddisfacenti se messi in relazione con la documentazione comunemente accettata dal mercato internazionale, e sono considerati bancabili in Italia solo in virtù della disponibilità delle delegazioni di pagamento. In conclusione, ritengo che l'abolizione delle delegazioni di pagamento contribuirebbe ad una migliore trasparenza e leggibilità del mercato italiano da parte degli investitori internazionali.
  • il federalismo di Taranto e regione LAzio
    Nome: antonio petrina  Data: 17.03.2007
    Nel testo sulla "delegazione" di TAranto e regione Lazio non è chiaro se il riferimento sia ad operazioni di ritrutturazione del debito contratto ( mutui) la cui normativa del 2001 ed oggi riproposta nela finanziaria 2007 ( commi 736-738) consnete tali interventi sotto il controllo del min. dell'economia ovvero di creative cartolarizzazioni di entrate futute di cui si sconosce la normativa di riferimento.
    Risposta:
    Nono solo ristrutturazioni e cartolarizzazioni. La delegazione di pagamento si applica a tutte le operazioni di indebitamento degli enti.
  • Pessimismo
    Nome: marcello  Data: 16.03.2007
    Al di fuori dell'analisi economica, quanto accaduto a Taranto non è affatto sorprendente. Il meccanismo della delegazione di pagamento è stato messo apposta per favorire comportamenti viziosi delle amministrazioni locali e amministratori spregiudicati non hanno esitato ad utilizzarlo fino alle estreme conseguenze. Casomai è strano che non sia accaduto in tutte le regioni, del Sud perlomeno. I costi del dissesto locale verranno inevitabilmente spalmati su tutti, e i buoni pagheranno per i cattivi. La logica degli incentivi è profondamente estranea alla cultura nazionale e tantomeno a quelle locali, soprattutto del Sud, e gli elettori quando votano per il governo locale non pensano affatto a concetti come la buona gestione finanziaria degli enti. Credo che una delle poche sanzioni che verrebbero comprese da questo tipo di elettorato sia il distacco netto dall'amministrazione nazionale. Se resti senza soldi, resti anche senza polizia, sanità etc. In Italia non si possono indurre comportamenti virtuosi responsabilizzando gli amministratori, perché gli elettori non li responsabilizzano; si può forse conseguire abbandonando del tutto l'amministrazione incapace e i cittadini che l'hanno votata.
    Risposta:
    Al di là delle motivazioni originarie per l'istituzione della delegazione di pagamento, quello che Lei dice sarebbe a mio avviso maggiormente applicabile se esistesse un serio monitoraggio da parte dello Stato in grado di segnalare IN TEMPO UTILE l'emergere di un dissesto.In quel caso ognuno dovrebbe prendersi le sue responsabilità in modo chiaro...