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Ineguali opportunità per ineguali stranieri

di Giovanna Zincone, Categoria Immigrazione, / Lavoro, , Data 26.02.2007
Nell’Unione Europea si inaspriscono le differenze tra cittadini e stranieri residenti e tra stranieri di diversa “qualità”. Gli svantaggi riservati agli stranieri variano non solo a seconda delle categorie, ma anche nel tempo, in seguito a fenomeni come le pressioni dei flussi non programmati. Le frontiere (ri)diventano più selettive e si spostano e si spostano aggravando i disequilibri.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ineguali opportunità per ineguali stranieri
    Nome: Matteo Bardelli  Data: 11.03.2007
    L'articolo della Dott.ssa Zincone è ampiamente condivisibile e offre molti spunti di riflessione. A mio avviso uno dei più importanti è la discriminazione che esiste tra lo straniero comunitario residente in Italia e lo straniero extracomunitario (Svizzero, Sudafricano, Brasiliano, Etiope, ecc..) anch'esso residente nel Nostro Paese. Bene, tra queste due categorie di soggetti, che non essendo "cittadini" non avrebbero diritto al voto (nemmeno quello locale), esiste una differenza sostanziale; ovvero, lo straniero comunitario che risiede in Italia in base al diritto comunitario (v. Direttiva 94/80/CE del Consiglio) garantisce al cittadino dello stato membro dell'Unione residente in Italia (altro stato membro) il diritto di voto alle elezioni locali, cosa che non è garantita ai cittadini extracomunitari. Ora visto che esiste una disparità di trattamento, visto che il diritto di voto alle elezioni locali per gli stranieri residenti in un paese diverso da quello di cui sono cittadini può essere regolato solo tramite atto internazionale tra gli stati interessati (Italia e Stato estero) al fine di consentire la reciprocità di trattamento e le necessarie modifiche agli ordinamenti nazionali; ed infine, visti i principi coindivisi della politica estera italiana, sarebbe un'opportunità per dare risalto alla nostra appartenenza ai cosiddetti paesi democratici. Per garantire anche ai cittadini stranieri extracomunitari residenti in Italia che sono cittadini di uno stato non democratico di poter votare alle nostre elezioni locali basterebbe garantire un eccezione per cui quando il soggetto ha ricevuto asilo politico nel nostro paese (e fino a che ne permangono le condizioni che lo rendono idoneo alla ricezione della stessa) può non essere presa in considerazione la condizione di reciprocità al fine di avere il diritto di voto alle elezioni locali. Sarebbe una bellissima notizia riuscira a sanare questa disparità; inoltre gioverebbe all'immagine dell'Italia nel mondo.
  • discriminazioni
    Nome: riccardo boero  Data: 07.03.2007
    gentile dottoressa, La discriminazione piu' odiosa ai danni degli stranieri mi sembra l'impossibilita` di votare alle elezioni politiche. Puo' votare un disoccupato non imponibile, che non contribuisce ne' con il lavoro ne' con le tasse al bene del paese, ma non puo' farlo un residente di altra nazionalita`, che magari lavora duramente e paga laute tasse con le quali mantiene il disoccupato. Basterebbe legare il diritto di voto alla residenza piuttosto che alla cittadinanza, come gia` avviene con il dovere di pagare le tasse, e si risolverebbe questa grande ingiustizia. Cosa ne pensa? Grazie.