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Meglio il proporzionale

di Gilberto Muraro, Categoria Istituzioni e Federalismo, , Data 26.02.2007
Benvenuta la virata verso il proporzionale nei progetti di riforma elettorale. Nel nuovo contesto federalista, infatti, questo sistema realizza meglio il principio della sovranità popolare. E per raggiungere gli altri obiettivi che una buona legge elettorale si prefigge, bastano alcune regole: premio di maggioranza, soglia minima, indicazione a priori del leader, candidature in un solo collegio, una preferenza assegnata all'elettore. Tutto ciò riguarda la Camera. Solo dopo averlo realizzato si potrà pensare al Senato federale e alle norme per eleggerlo.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Legge elettorale e storia d'italia
    Nome: Michele Perbellini  Data: 28.03.2007
    Innanzi tutto complimenti per l'articolo: mi è piaciuto. Aggiungerei un ulteriore aspetto non giuridico ma politico: la storia. L'italia è il paese dei campanili, delle differenziazioni (croce e delizia) e sarebbe, a mio modo di vedere, corretto rispettare questo aspetto. La legge elettorale proporzionale consente il rispetto e la valorizzazione delle differenze. Detto questo aggiungo che, tuttavia, per evitare il duplice rischio connesso a tale tipologia di legge elettorale (tutti contro tutti e proliferazione di partitini) è necessario che i partiti siano vincolati ad un patto preventivo di schieramento ed è altrettanto essenziale una quota ragionevole di sbarramento(3-4%). Grazie per lo spazio concesso.
  • meglio il maggioritario a doppio turno con ballottaggio
    Nome: FILIPPO CRESCENTINI  Data: 26.03.2007
    Meglio il maggioritario a doppio turno alla francese. Il sistema funziona per i sindaci ecc. Funzionerebbe anche per eleggere i deputati e garantirebbe bipolarismo e governabilità. Se poi si volesse porre l'accento sulla rappresentatività e sul cosiddetto "diritto di tribuna", andrebbe bene anche una quota della Camera dei deputati (non più del 25%) eletta con il proporzionale, sulla base dei voti riportati dai candidati al primo turno, sommati tra loro, a livello nazionale, e con i seggi disponibili ripartiti secondo il metodo proporzionale, ma solo tra le forze politiche che avessero superato il 5% a livello nazionale oppure il 20% a livello di una singola regione.
  • dividere i problemi
    Nome: camillo  Data: 14.03.2007
    Io dividerei i problemi della rappresentatività e della governabilità. Per quanto riguarda quest'ultima, oltre allo strumento della "sfiducia", non vedrei come penalizzante per la democrazia il principio che preveda che il governo, dopo aver ricevuto la fiducia iniziale a maggioranza, possa garantire la propria operatività ponendo la questione di fiducia con una soglia inferiore, per poter assorbire una certa percentuale (bassa...) di voti contrari dovuti a posizioni personali (magari in coerenza con quanto dichiarato ai propri elettori al momento della richiesta della loro delega). Penso che le ultime elezioni negli Stati Uniti, in Germania, in Italia ed in Austria dimostrino che la "sostanziale parità" non sia un fatto casuale, ma probabilmente il risultato di un'evoluzione del modo di vedere la politica e del sistema di comunicazione.
    Risposta:
    Temo che non si possa accettare che la fiducia possa essere data a minoranza. D’accordo sulla diagnosi di “sostanziale parità” nei sistemi contemporanei, mi pare che ciò rafforzi la proposta di un premio di maggioranza come unica soluzione certa per la governabilità.
  • sfiducia costruttiva
    Nome: daniele v  Data: 11.03.2007
    In generale sono d'accordo con il contenuto dell'articolo. Un Proporzionale "fatto bene" potrebbe essere anche piu' aspicabile (nonche' facile da raggiungere) rispetto al maggioritario. Credo pero' che il motivo della forte stabilita' di alcuni governi eletti con voto proporzionale stia non soltanto nel livello di sbarramento, ma anche nell'esistenza del voto di sfiducia costruttiva. Mentre legare per legge, come qualcuno ipotizza, la sfiducia del governo allo scioglimento delle camere risulterebbe incostituzionale, lo stesso non vale per il voto di sfiducia costruttiva. Sebbene questa modalita' venga usata poco anche laddove esiste, ha la funzione di forte deterrente allo sfiduciare il governo. Di fatto aumentando la stabilita'. Tutto il contrario dell'Italia: dove le crisi addirittura avvengono fuori dal parlamento. Questo si' che rende il parlamento non piu' sovrano di scegliere il governo, e sposta questo potere nelle stesse segreterie di partito dove si consumano trasformismi e clientelismi.
    Risposta:
    Concordo pienamente nell’auspicare l’introduzione del voto di sfiducia costruttiva.
  • meglio il proporzionale
    Nome: Mario Zen  Data: 02.03.2007
    Finalmente qualcuno che scrive cose sensate sulla legge elettorale senza essere succube ideologicamente di esperienze anglosassoni, dai quali noi prendiamo a modello anche le cose superate, come le loro leggi elettorali. Concordo in particolare sulla affermazione che il sistema elettorale è un mezzo e non un fine e aggiungo che la rapopresentanza dovrebbe essere basata sugli interessi e non sul territorio. In altre parole: ognuno di noi vive in un collegio elettrorale, lavora in un altro, ha interessi in un altro ancora. Pensiamo alle grandi città che sono divise artificiosamente in collegi diversi. La rappresentanza basata sui collegi uninominali è anacronistica perchè tipica di una economia basata sul territorio come nelle società rurali. Vi sono poi gli aspetti legati alla mancata rappresentanza del possibile quasi 50% della popolazione, come si è visto in Sicilia nel 2001. Senza voler pensare ad organi di rappresentanza del genere "camera delle corporazioni" meglio un sistema parlamentare in cui gli interessi sono rappresentati dai partiti, con la frammentazione disincentivata dall'introduzione di una soglia di sbarramento o da premi di governabilità legati alle coalizioni.
    Risposta:
    D’accordo, soprattutto quando il Parlamento, nel nuovo contesto federalista, è chiamato a decidere su temi che toccano tutti i cittadini indipendentemente dal collegio di residenza.
  • Proporzionale o maggioritario
    Nome: Luigi D. Sandon  Data: 01.03.2007
    Non credo che sia tanto la formula a cambiare tanto le cose specialmente maggioritario a doppio turno e un proporzionale con premio di maggioranza, entrambi dimostrano di funzionare abbastanza bene se applicati con senno e senza furberie all'Italiana. Sono sicuramente da eliminare le candidature multiple e le liste bloccate. Io andrei oltre, "obbligando" l'elettore a esprimere una chiara preferenza per un candidato, senza automatismi. È l'unico modo per ristabilire il rapporto fra eletto ed elettori.
    Risposta:
    Concordo con lo spirito del commento e condivido la tesi sull’importanza dei comportamenti,ma credo al ruolo delle regole e non penso che si possa rendere obbligatoria l’espressione della preferenza..
  • Ballottaggio
    Nome: efpi  Data: 01.03.2007
    Il ballottaggio con più di due candidati è il solito pasticcio all'italiana; il ballottaggio è di per sè tra due soli candidati, altrimenti basta un turno, che fa risparmiare pure i soldi.
    Risposta:
    Ho citato approssimativamente il sistema francese dove si presentano al secondo turno i candidati che hanno avuto con più del 12,5% dei voti al primo turno.In un sistema orientato al bipolarismo, saranno di fatto solo due i candidati al ballottaggio. In un sistema con diversi partiti rilevanti, invece, è bene che ci sia la possibilità di cercare nuove coalizioni nell’intervallo tra le due votazioni.
  • Proporzionale?
    Nome: Fernando Luigi Fiori  Data: 27.02.2007
    Onestamente quanto sostenuto dal sig. Muraro non mi convince: oggi il problema non è quello di essere o meno in sintonia con la parte vincente per vedere realizzato il proprio voto, e del resto uno sbarramento anche del 2 % escluderebbe comunque qualcuno.... il vero problema è quello di consentire ai molti cittadini, che per onestà, scelta e cultura non sono iscritti ai partiti politici, di poter concorrere con le primarie all'indicazione dei migliori candidati e poi eleggerli con il sistema maggioritario. Oggi grazie al porcellum di Berlusconi e Calderoli abbiamo in Parlamento personaggi imposti dalle segreterie dei partiti, parechi dei quali con discreti pedigree penali oltre a veline più o meno avvenenti.
    Risposta:
    Sono anch’io attratto dall’idea delle primarie; ma non so se convenga renderle obbligatorie, anche perché, prima che esse si radichino in un comportamento diffuso, rischiano di dare uno strapotere agli iscritti ai partiti, massicciamente presenti alla primarie, rispetto agli elettori non iscritti.
  • evitare la frammentazione?
    Nome: gianluca  Data: 27.02.2007
    l'unica modalità di evitare la frammentazione è agire sui rimborsi elettorali, non sulle soglie di sbarramento...
    Risposta:
    Come? Una soglia che impedisse il rimborso ma non l’elezione risulterebbe contraddittoria. Una soglia che impedisse sia il rimborso che l’elezione sarebbe eccessivamente punitiva.
  • disegnare il proporzionale per un patto di stabilità di lungo periodo
    Nome: mario giaccone  Data: 27.02.2007
    finalmente una persona autorevole e al di sopra di ogni sospetto di interesse di parte che dichiara che il re (maggioritario) è nudo! Il maggioritario venne propagandato come lo strumento per mettere fine al trasformismo (sic!) per la governabilità (dando invece luogo a una "dittatura della maggioranza" intollerabile), ha ristretto i meccanismi di accesso e di ricambio delle elite, facendoci il paese più gerontocratico dopo la Cina Popolare (per non parlare del tracollo nel rating della libertà di espressione). in particolare l'esperienza di 13 anni ci segnala 3 fenomeni chiave. 1) in assenza di uno stato molto forte, con una forte legittimazione nell'intervento sociale (come quello francese, non certo quello italiano), il sistema maggioritario riduca drasticamente il livello di coesione sociale e ci allontani dal modello sociale europeo; 2) nei sistemi maggioritari prendono più facilmente piede processi di imbarbarimento del dibattito politico (si pensi al fenomeno dei giornali e delle Tv di Murdoch) e si formano nella destra blocchi di tipo fondamentalista del tipo la "moral majority" americana (oggi teo-com o teo-dem) , con forme diverse in ciascun paese; 3) in assenza di livelli elevati di civicness (almeno sulla media europea di Algon e Cahuc, 2006), il miglioramento della governabilità si può apprezzare all'interno della singola legislatura, mentre produce spinte di tipo "vendicativo" in caso di cambio di maggioranza (basti vedere temi chiave come scuola, mercato del lavoro e relazioni industriali) che frenano processi di modernizzazione competitiva di tipo infrastrutturale e regolativo, che per il loro carattere di lungo termine vanno oltre la durata della legislatura Nel caso italiano ho la sensazione che la restrizione della competizione politica legittimi forme di restrizione della competizione economica laddove la dimensione d'impresa è elevata: senza proporzionale, non avremo mai una seria legge (super partes) sul conflitto d'interessi.
    Risposta:
    Grazie. Condivido buona parte dei timori sul maggioritario, senza nascondere tuttavia che, se non cresce la cultura politica, nessun sistema elettorale ci metterà al riparo da imbarbarimenti della competizione politica.