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Rebus italico

di Massimo Bordignon, Categoria Istituzioni e Federalismo, , Data 26.02.2007
Le dimissioni del governo Prodi hanno riportato in primo piano il problema della governabilità del paese. E riproposto la vera questione: il bicamerilasismo perfetto. Tuttavia, se a parole tutti vogliono trasformare il Senato in una camera regionale con compiti limitati, non sembrano esserci né le condizioni politiche né i tempi per una riforma costituzionale di questa portata. Mentre si profila una revisione della legge elettorale incapace di incidere sui difetti fondamentali del sistema. Anche perché nessuno sembra volere un ritorno al maggioritario.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • w il referendum
    Nome: daniele v  Data: 11.03.2007
    Seppur marginale, credo ci sia un errore nell'articolo: se non sbaglio era stata l'incostituzionalita' rilevata dal presidente della repubblica ad aver prevenuto per il senato l'esistenza di un premio di maggioranza su base nazionale (invece che regionale). Riguardo il listone e la possibilta' per i partiti di riprendersi successivamente la propria liberta' di azione, io lo escluderei. Si potrebbe fare una analisi di teoria dei giochi per scoprire che i partiti piu' grandi avrebbero un incentivo enorme a non aderire al suddetto "listone". Inoltre, anche una coalizione temporanea richiede dei compromessi...se non altro sul simbolo da mettere sulla scheda elettorale; non e' poco. Personalmente sono a favore del referendum: e' l'unica via di uscita. Infine: perche' nessuno parla del fatto che con le liste elettorali bloccate abbiamo raggiunto un livello di partitocrazia forse ancora piu' forte che quella degli anni della dc? questo problema va risolto!!
  • Rebus italico
    Nome: Matteo Bardelli  Data: 11.03.2007
    Le osservazioni e gli spunti di riflessione del Prof. Bordignon sono ampiamente condivisibili ed apprezzabili; soprattutto, riguardo ad un richiamo al "realismo" nel valutare e nel fare la tanto evocata riforma elettorale. Nel mio piccolo, sono portato a riflettere "realisticamente" (sic!) che l'interessata difesa dell'interesse particolare dei partiti contrapposta alla rappresentatività della volontà dell'elettorato mina alla base ogni speranza di una riforma della legge elettorale autoimposta ed ampiamente condivisa che assicuri non solo la governabilità ma anche la rappresentatività dell'elettorato. Fatta questa premessa, penso che il dibattito tra "Maggioritario alla francese" e "Proporzionale alla tedesca" sia nel migliore dei casi sterile ai fini della definizione di una soluzione. Forse una soluzione "compromissoria" potrebbe essere una Camera eletta con un sistema maggioritario come quello applicato in Australia ed un Senato regionale, in cui ciascuna regione abbia lo stesso numero di rappresentanti delle altre e, che viene eletto con un sistema proporzionale (anche in questo caso l'esempio del Senato australiano potrebbe essere utile). Tra le altre cose, sarebbe bello che una nuova legge elettorale riportasse nuovamente la libertà per i cittadini di esprimere la propria preferenza senza dover accettare o rifiutare la lista di aspiranti eletti proposta dai partiti. Professore, sperando in una Sua ossservazione in merito, La saluto sinceramente. Matteo Bardelli
  • Rebus italico
    Nome:  Data: 09.03.2007
    Condivido diverse cose affermate dal Prof. Bordignon, ma su una sono assolutamente d'accordo : restare con i piedi per terra e valutare "il possibile" in funzione dei tempi e dei rapporti di forza. Provo ad esaminare un aspetto che mi pare condiviso da tutti: la governabilità. O, meglio, la prima condizione perchè di governabilità si possa parlare. Qualsiasi legge elettorale si voglia ( o si possa) adottare, allo stato attuale produrrà i suoi effetti basandosi su due diversi bacini di elettori, dei quali uno superiore all'altro di circa quattro milioni e mezzo di unità. Una bazzecola ! A tanto porta il voto ai venticinquenni ed oltre previsto dall'art. 58 della Costituzione. Nelle ultime consultazioni politiche la differenza dei votanti fra Camera dei Deputati e Senato è stata di oltre quattro milioni. Si tratta evidentemente di due corpi elettorali diversi che potranno con ogni probabilità creare maggioranze di segno opposto nei due rami del Parlamento. Tantopiù in una situazione di equilibrio fra due schieramenti. Affermo pertanto che la prima condizione per la stabilità del Governo è che possa contare su maggioranze omogenee elette da un unico corpo elettorale. Dovrà essere pertanto emendato il primo comma dell'art.58 della Costituzione che così dovrà dettare : " I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto da tutti gli elettori ". Si tratta ovviamente di una miniriforma costituzionale. I tempi ? Da sei mesi ad un anno, non di più. Poi venga adottata la legge elettorale che si potrà, meglio, ovviamente, se a largo consenso. Federico Guidi
  • Doppio turno e partitini
    Nome: Carlo  Data: 02.03.2007
    Il maggioritario a doppio turno ridimensionerebbe i partitini solo fino ad un certo punto: non ridurrebbe minimamente il potere di quei partitini che contano poco a livello nazionale ma molto in determinati collegi (Lega in certe zone del Nord, estremissima destra in certe zone del Lazio, ecc). Inoltre, con il maggioritario non c'e' differenza tra vincere col 50% +1 dei voti e vincere col, che so, 65%. E questo, sinceramente, non mi sembra un sistema che rispecchia in maniera fedele la volonta' degli elettori!
  • legge elettorale
    Nome: Aldo Ola Izquierda  Data: 02.03.2007
    Io ribalterei il Mattarellum ne ìl senso che attribuirei il 60-70% dei seggi con un sistema proporzionale secco a livello nazionale con uno sbarramento ai partiti al 3-4%, ciò favorirebbe l'aggregazione non in coalizioni puramente elettorali di forze sicure di superare lo sbarramento ma di quei piccoli partiti che dovrebbero fondersi per ottenere pochi seggi. Nessuna indicazione del Premier preelettorale così da superare l'attuale duello Berlusconi contro Prodi e viceversa. La restante quota la darei con un sistema maggioritario in grossi collegi che prevedano una soglia di almeno il 40% e il doppio turno solo tra i due contendenti che non superando tale quota hanno le maggiori preferenze. Infine nessun premio di maggioranza.
  • Qualcosa deve cambiare
    Nome: Nicola Pisciavino  Data: 01.03.2007
    La mia proposta pensavo fosse abbastanza strana, però leggendo questo articolo ho notato che si avvicina molto a quella di Massimo Bordignon, nonostante io sia un semplice studente di giurisprudenza alle prime armi, ma profondamente innamorato del diritto costituzionale. Arriviamo al dunque. Il bicameralismo perfetto non è mai stato di vitale importanza, tantomeno oggi vista la particolare e difficile situazione in cui versa la politica italiana, dalla destra alla sinistra passando per il centro. la mia proposta presenta 2 alternative: il monocameralismo oppure il bicameralismo imperfetto. Per quanto riguarda il monocameralismo, mi viene da pensare che sarebbe uno smacco troppo grosso nei confronti dei padri costituzionali, anche se potrebbe essere la miglir strada percorribile per rafforzare il Parlamento. quindi, l'alternativa è rappresentata dal bicameralismo imperfetto, con 2 camere che hanno diversi poteri e con la Camera dei deputati doata di un potere maggiore rispetto al senato. per quanto riguarda le funzioni, mi viene da pensare all'art.117 Cost. Per cui avremmo: le materie di competenza esclusiva della Camera, le materie in cui la competenza è concorrente, ed infine potremmo prevedere per il Senato materie di secondo piano(con la finalità di accelerare la produzione della camera dei deputati, che non dovrà più occuparsi di materie di scarsa importanza) ed anche materie che abbiano un legame con le regioni, quindi potrebbe essere utilizzato il senato per ridurre le distanze tra i due enti. (scusate se sul Senato non ho le idee abbastanza chiare). Per quanto riguarda il sistema elettorale non ho idee chiare, però vista la frammentarietà dei partiti politici mi viene da pensare a soluzioni eccessive. Nell'articolo di Bordignon ho letto un riferimento al sistema francese: sarebbe troppo bello se si acquisisse anche la soglia di sbarramento al 12,5% per quanto riguarda il primo turno!! forse molti problemi potrebbero risolversi.
  • Doppio turno bloccato
    Nome: Francesco Capraro  Data: 28.02.2007
    I piccoli partiti, a mio avviso, percepiscono il sistema maggioritario a doppio turno bloccato come la bestia nera. Un secondo turno "bloccato" tra i due candidati che hanno riportato, al primo turno, i maggiori suffragi, permetterebbe di ridimensionare in maniera efficace lo strapotere dei partiti marginali: o s'adeguano alle direttive del più forte (ma, come diceva qualcuno, la Democrazia è la tirannide della maggioranza!), oppure rimangono tagliati fuori, in soldoni. In effetti, con due soli candidati, per definizione uno dei due dovrà ottenere la maggioranza assoluta (eccezion fatta per il caso - altamente improbabile - di una perfetta ripartizione dei voti). I piccoli partiti [siano essi di "destra" piuttosto che di "sinistra"] potrebbero, dunque, "giocare" tre strategie, in sede di secondo turno: 1) Astensione (che non influirebbe sul risultato finale, sicché si sceglie tra due soli candidati) 2) Votare il candidato dello schieramento opposto [difficilmente ipotizzabile, però, che un piccolo partitino possa optare per questa scelta, specialmente se l'ideologia è "radicale"] 3) Votare il candidato dello schieramento affine, con la consapevolezza che il proprio "potere contrattuale" è molto ridotto, e che la reale alternativa è l'astensione.
  • Soglia e Referendum
    Nome: Carlo  Data: 28.02.2007
    1) il punto e' proprio la soglia: con uno sbarramento del 4-5% avremmo, credo, circa 7 partiti: Forza Italia, AN, forse Lega, forse UDC, DS, forse Rifondazione, Margherita. Dubito che tutti gli altri, pur coalizzandosi, riuscirebbero a superare lo sbarramento. I partitini non potrebbero piu' causare tutta l'instabilita' che hanno causato sinora. 2) in Italia il referendum e' solo abrogativo, non propositivo. Abroghiamo questa legge elettorale. Per sostituirla con cosa?
  • partitini e maggioritario
    Nome: Gaetano Criscenti  Data: 28.02.2007
    Per quanto attiene allo sbarramento cono proprio i partitini ad essere i primi a volerlo, ovviamento preferendo, ognuno di essi, soglie che sono alla portata delle capacità di attrattiva del partito! Sono sempre più convinto della necessità di andare al referendum, non ritengo, difatti, percorribile la strada della bicamerale: come sa bene D'Alema è una strada in salita e piena di trabocchetti e agguati, dove il potere ricattatorio dei vari partiti trova modo di allinearsi verso soluzioni di più basso livello. E questo quando sono in gioco, oltre che la legge elettorale, anche modifiche alla costituzione, è veramente pericoloso. Sinceramente Gaetano Criscenti
  • Abbasso il maggioritario
    Nome: Carlo  Data: 28.02.2007
    Non condivido che il maggioritario porti a ridurre la frammentazione. Al contrario, come osservato varie volte da Sartori, conferisce un forte potere di ricatto a tanti partitini e partitucoli ( se il partitione non da' x seggi al partitino, il partitino si candida ovunque e fa perdere voti preziosi al partitone..., ed inoltre non consente all'elettore di indirizzare l'orientamento politico delle coalizioni, che sono molto eterogenee: perche' un sostenitore della Margherita dovrebbe votare un candidato dei Verdi, ad esempio? Non sarebbe piu' logico poter scegliere, all'interno della coalizione, quale tra i tanti - diversi - partiti preferire? Questi problemi sarebbero invece eliminati da un proporzionale puro con sbarramento al 4-5%, che guarda caso i partitini non vogliono.