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Non è ancora l'ora di brindare

di Francesco Daveri, Categoria Conti Pubblici, , Data 13.02.2007
Le stime sulla crescita del Pil nel quarto trimestre sono molto buone. E con l'economia italiana nel suo complesso è tornata ad andare bene anche l’industria. Ma non è il momento di accontentarsi dei risultati ottenuti. Altrimenti, se si esaurisse la congiuntura positiva in Germania, tra qualche mese potremmo trovarci con l'amara sorpresa di non avere fatto "i compiti a casa". In fatto di trasporti ed energia, per esempio. E di disincentivi all'accumulazione derivanti dall'attuale struttura della tassazione del risparmio e del reddito d'impresa.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Commento
    Nome: Alessandro  Data: 20.02.2007
    Concordo sull'articolo. Vedo un futuro molto cupo per l'Italia, la crescita per il 2007 sarà solo il 2% mentre il resto del mondo cresce mediamente al 5%. (non possiamo non considerare la sostenibilità del nostro immane debito pubblico)
  • DUBBIO
    Nome: Fabio Lottino  Data: 20.02.2007
    Gentili Autori complimenti per il sito.. nel mio essere dichiaratamente di destra voglio chiedervi una piccola spiegazione (che io personalmente già mi sono dato, ma vorrei capirci meglio nonostante Dott. in Economia) I risultati economici e finanziari a livello macroeconomico del 2006 e di questi giorni, oltre che essere merito della congiuntura internazionale e del "treno" fiat, sono merito delle politiche del passato? Personalmente sono tra i sostenitori di quella teoria per cui i risultati di una compagine governativa si vedono dopo 4/5 anni dalla approvazione. Grazie mille Fabio Lottino Potenza
    Risposta:
    E' vero: i tempi rapidi della politica a volte non sono quelli del buonsenso. Le politiche di un governo non hanno effetti istantanei, soprattutto le politiche fiscali. Quattro-cinque anni per valutarle però sono troppi. E' possibile dire qualcosa anche prima. E' probabile che una parte del boom delle entrate fiscali di quest'anno (e il relativo miglioramento del deficit pubblico) sia anche merito della finanziaria 2006 di tremonti che, al contrario delle previsioni della vigilia, non è stata una finanziaria elettorale. Un articolo di Tito Boeri sul nostro sito aveva però mostrato, dati alla mano, che gli aumenti dell'IVA sono stati straordinari se confrontati con il passato. E' sul lato della spesa che tremonti ha lasciato un'eredità più difficile. chiudendo i rubinetti della spesa senza modificarne le leggi non si riduce davvero la spesa ma si spostano semplicemente gli oneri della spesa al futuro (è il caso dell'anas e delle ferrovie di cui parla spesso il ministro Di Pietro). Infine è anche vero che la rapida crescita di oggi è soprattutto il riflesso della rapida crescita economica tedesca e della continuazione del boom americano. ma non mancano gli esempi di imprese italiane che stanno facendo meglio dei concorrenti. ciò, se può legittimamente alimentare un certo ottimismo, non è una buona ragione per abbandonare le riforme. Francesco Daveri
  • Investire il surplus
    Nome: Alberto  Data: 14.02.2007
    Si stima che nel 2006 ci siano circa 4milardi di Euro in più, come quasi sicuramente ce ne saranno nel 2007, per magior PIL e lotta all' evasione. Se si spedessero 4Mld x una tantum di defiscalizzazione a 25milioni di redditi + bassi. 3,5Mld di defiscalizzazione, per aziende che assumono a tempo indeterminato part-time 3500Euro/annoX900.000persone. 3Mld per defiscalizzare il lavoro per tutti i dipendenti assunti a oggi (vedi estensione cuneo fiscale-defiscalizzazione Irap per assunto). In questo modo si incrementerebbe il PIL in modo GRANDIOSO dando un' impulso DEFINITIVO all' economia come VOLANO duraturo. Con +1% di PIL nei prossimi 10 anni possiamo pagare tutti i debiti che vogliamo! Non facciamo morire il bambino per risparmiare sul latte! Alberto
    Risposta:
    io ci credo, ma non tutti gli analisti sono d'accordo nel ritenere che una riduzione di imposte sul lavoro farebbe aumentare di molto l'occupazione e quindi il PIL. inoltre, il problema non è far accelerare il PIL solo nel 2007 ma per utti gli annni a venire. e quindi occorre pensare a politiche sotenibili su un più lungo periodo di tempo.
  • PIL ??
    Nome: riccardo boero  Data: 14.02.2007
    Egregio professore, mi rendo conto che non le sia possibile dibattere in questa sede, ma 2 considerazioni si impongono: 1) il PIL in termini reali e` depurato dell'inflazione Core, non certo di quella monetaria che corrisponde all' aumento di M2/M3, attualmente del 10% e che certo non e`ininfluente nei considerevoli aumenti dei prezzi dell'immobiliare, dei metalli preziosi, dell'alimentazione, dell'energia, degli oggetti d'arte, della Borsa.. insomma di tutto tranne i panieri statistici. 2) non mi pare che un aumento del PIL corrisponda comunque ad un aumento della ricchezza di un paese: se io la pagassi per leggere i suoi commenti e lei mi ripagasse per leggere i miei, il PIL aumenterebbe ma non certo la ricchezza di alcuno di noi. L'unica cosa che aumenta veramente con il PIL sembrano essere le entrate fiscali e quindi il potere degli uomini politici. Sara` per questo che i governi si accaniscono cosi' per 1 punto in piu' o in meno? Grazie
    Risposta:
    1) il paniere dell'istat è la miglior approssimazione possibile ad una misura del costo della vita. delle sue distorioni abbiamo discusso a lungo sul sito ai tempi del passaggio all'euro. 2) sono in molti a pensare che la crescita del PIL non porti ad un vero aumento di ricchezza (tra cui il presidente Kennedy molti anni fa). la controbiezione consueta di noi economisti è che con un PIL più elevato diventa più facile permetterci anche quelle cose immateriali che migliorano la qualità della vita come aria ed acqua pulita, un miglior sistema sanitario e di istruzione e così via.
  • Le virtù terapeutiche dell'ottimismo
    Nome: Marco Solferini  Data: 14.02.2007
    L'ottimismo ha scritto pagine ingiallite di scellerata, quanto umana, passione per la follia, nel mondo dell'economia e ancor più della finanza. Il richiamo dell'Autore è giustissimo e sottoscritto prima ancora del suo essere reso noto, ma credo in tutta sincerità che elementi strutturali invitino anzi alla cautela estrema, proprio perchè c'è un effetto traino. Non dimentichiamo il gap infrastrutturale e altresì le innumerevoli manchevolezze in termini concorrenziali che sono pillole avvelenate per la crescita del nostro sistema. Qui ci vuole prudenza, meno spettacolarizzazione dei contenuti, audacia certo, come tutti i Moschettieri del Ré hanno sempre dimostrato, ma profondo senso del realismo. Sui mercati si utilizza un termine: wait and see approach.
  • PIB ??
    Nome: riccardo boero  Data: 14.02.2007
    Egr. prof. Daveri mi chiedo davvero che senso abbia tutto questo affannarsi su 1 o 2 punti percentuali di incremento del PIL, in termini di euro, moneta di cui si incrementa ogni anno la quantita` circolante del 10%. Guardiamo indietro di 5 anni: il PIB europeo e` aumentato forse di un 10%, mentre l'oro (moneta non manipolabile) ha quasi raddoppiato il suo valore. Allora che dire di una fattoria che in cinque anni "incrementa" il suo prodotto da 100 sacchi di patate da un chilo l'uno, a 110 sacchi di patate da mezzo chilo l'uno?. Le sarei grato di una risposta
    Risposta:
    Niente paura: il PIL è misurato in termini reali, cioè depurando dall'effetto dell'aumentato circolante sull'inflazione. E poi una differenza di 1 o 2 punti percentuali di crescita del PIL in più su un lungo periodo di tempo può fare una bella differenza. un paese il cui PIL cresce del 2% raddoppia il suo standard di vita in 35 anni. Con una crescita dell'1%, per ottenere lo stesso raddoppio di anni ce ne vogliono 70.