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Commenti

Tfr o fondo pensione? Una scelta di convenienza

di Agar Brugiavini, Categoria Pensioni, , Data 25.01.2007
Benché le storie contributive dei lavoratori siano molto diverse tra loro, abbiamo tentato una valutazione di convenienza relativa delle alternative a disposizione di chi si trova di fronte alla scelta se lasciare il futuro Tfr in azienda oppure conferirlo a un fondo pensione. Il montante derivante da un fondo chiuso, a parità di contribuzione, è sempre preferibile al Tfr, particolarmente per orizzonti temporali lunghi. Per i fondi aperti, i risultati sono più incerti, perché si ha maggiore volatilità e maggiori costi di gestione. Gli effetti della diversa tassazione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La privatizzazione della previdenza.
    Nome: giuseppe chessa  Data: 31.01.2007
    E' possibile che non ci sia veramente alternativa alla "privatizzazione" progressiva del sistema previdenziale pubblico? Sulla base dell'attuale livello di adesione ai fondi pensione (aperti o chiusi che siano) sembra che - di fatto - la previdenza integrativa interessi ancora oggi pochissime persone, praticamente un elite, cioè più che altro coloro che dati gli alti redditi a disposizione possono permettersi di sostenere gli ulteriori costi contributivi necessari per accantonare i fondi pensione. Chiedo, quindi: è stata mai fatta una valutazione di sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale pubblico, partendo da una (questa sì vera) riforma dello stesso che preveda: 1) lo scorporo della previdenza dall'assistenza sociale 2) il finanziamento dell'assistenza sociale a carico della fiscalità generale, al fine di garantire una pensione pubblica dignitosa a tutti? Inoltre, è stato mai considerato che la progressiva privatizzazione della previdenza farà porre - prima o poi - una domanda: ha senso e/o è giusto mantenere l'obbligo di versamento dei contributi previdenziali all'INPS atteso che gli stessi non daranno più una pensione dignitosa? Se la scelta irreversibile è quella della privatizzazione, perchè non lasciare ai singoli lavoratori quel 33% circa della loro retribuzione lorda contrattuale (oggi destinata all'INPS, tra parte a carico del lavoratore e parte a carico del datore di lavoro) affinchè ciascuno sia libero di costruirsi la propria pensione futura (aderendo ai fondi pensione chiusi o aperti)?
  • Alcuni dubbi
    Nome: Andrea Mariani  Data: 28.01.2007
    Gentile Prof.ssa Brugiavini, ritenendo molto utile la simulazione da Lei proposta, dal momento che una decisione su una questione così rilevante non può prescindere da un tentativo di quantificare i diversi scenari futuri, Le sottopongo alcuni dubbi riguardo agli esiti dell'ultima tabella: 1. per il profilo 1976 l'applicazione della fiscalità al 15% su tutto il 50% non tiene conto che dopo 30 anni di permanenza l'aliquota fiscale dovrebbe essere soltanto del 10,5% e non dovrebbe interessare la parte dei rendimenti già tassati; 2. il coefficiente di conversione adottato sembra nettamente più sfavorevole di quelli già in uso dalle compagnie di assicurazioni (tavola IPS 55 proiettata). Considerando questi due aspetti, la rendita vitalizia certa per 10 anni e poi vitalizia dovrebbe essere significativamente superiore agli 824 euro annui indicati nella tabella per la generazione 1976. Cordiali saluti
  • Cometa
    Nome: Giuseppe  Data: 27.01.2007
    dopo 6 anni di lavoro e 10.000 euro accumulati su COMETA, non ho ancora capito quanto sarà la mia liquidazione/rendita alla pensione se continuo i versamenti.. E' mai possibile che non ci siano previsioni? Ti dicono solo di iscriverti ma non ho visto uno straccio di calcolo se non un grafico che solo un premio nobel potrebbe interpretare malgrado la mia cultura... E' cosi' difficile fare delle previsioni? Cometa investe in piu' settori, la mia futura pensione e i miei soldi sono in mano a qualche società di investimento.. Chi mi garantisce che per investimenti sbagliati non perdo sia gli interessi che il capitale? come fa uno stare tranquillo in questo modo! Giuseppe
  • Dubbi sulla convenienza
    Nome: Giuseppe  Data: 26.01.2007
    un lavoratore che incassa il tfr può facilmente sottoscrivere titoli di stato ottenendo rendimenti discreti,intaccare in parte il capitale in caso di necessità,lasciare agli eredi somme considerevoli. Un lavoratore che aderisce alla previdenza integrativa a fronte di una rendita tutta da dimostrare vantaggiosa nei confronti di BTP o CCT,perde il capitale. A mio avviso i fondi pensione oggi sono convenienti solo per chi, avendo redditi elevati,usufruisce di detrazioni fiscali su aliquote elevate, pagando alla fine meno tasse.
  • batosta per il tfr
    Nome: Luca G.  Data: 26.01.2007
    per me, classe 1951 con reddito annuale alto (nuova aliquota governo Prodi al 43%), il nuovo regime fiscale significa la perdita ulteriore di una bella fetta di Tfr in quanto all'atto della riscossione si applica la tassazione media degli ultimi 5 anni. Sempre un governo di sinistra (governo Amato) aveva innalzato l'aliquota sul montante del Tfr!
  • soncerto
    Nome: enrico  Data: 26.01.2007
    Sono un ragazzo di 25 anni da poco entrato ne mondo del lavoro. mi ritrovo quindi nell ultimo profilo indicato. Tra l altro ho aderito ad un fondo di pensone di categoria per il quale verso un contributo aggiuntivo volontario pari al 4% dello stipendio loro, e l azienda, a sua volta, aggiunge l 1.2% Mi chiedo però come posso pensare di sopravvivere nel 2042 con una rendita annua di 800 euro - o di poco superiore se nel tempo riuscissi ad ampliare la quota di risparmi indirizzati alla pensione integrativa-. Le prospettive di vita si allungano sempre di più, il capitale liquidato potrebbe andarsene per sopravvenienze inaspettate,e una rendita vitalizia immediata per dieci anni mi sembra una spada di damocle per un sessantenne più che una certezza. Poco tempo fa rimasi ingenuamente colpito da un articolo sul Mondo sui paesi esteri -ovviamente tutte nazioni in via di sviluppo - in cui trasferisi per vivere una vecchiaia con un buon tenore di vita...ora capisco le ragioni dell'articolo!
  • Io no
    Nome: Percey  Data: 26.01.2007
    Sono un giovane lavoratore dipendente, con la possibiltà reale di andare a lavorare all'estero a breve termine (con contratto straniero), di diverntare libero professionista o di lavorare in aziende con contratto diverso (industriale, commercio, professioni). Mi sembra che per me, allo stato attuale, il fondo pensione rappresenti più un orpello che un vantaggio.