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Verso Caserta

di Carlo Scarpa, e Andrea Boitani, Categoria Concorrenza e Mercati, , / Istituzioni e Federalismo, Data 09.01.2007
La stella polare del "documento Rutelli" , dello scorso novembre, era costituita dall'ampliamento degli spazi di concorrenza nei servizi, nazionali e locali, e dalla riforma degli strumenti di regolazione, a cominciare dal potenziamento e dal riordino delle Autorità indipendenti. Dal vertice di Caserta ci si aspetta che il governo dica finalmente quante e quali di quelle proposte verranno trasformate in provvedimenti legislativi e in atti di indirizzo politico, indichi con chiarezza la "squadra" che dovrà lavorarci e gli incentivi che verranno messi in campo per favorire le liberalizzazioni.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Servizi ai cittadini
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 11.01.2007
    Molte resistenze da parte di certe categorie professionali alle liberalizzazioni credo vengano anche dal fatto che molti dei diritti acquisiti dai lavoratori non sono garantiti anche ai liberi professionisti. Se i portatori dei diritti diciamo del "Welfare State" diventassero i cittadini in quanto tali e non più i lavoratori questo non potrebbe rendere più semplici le liberalizzazioni? Faccio un esempio concreto: un' artigiana che voglia avere un figlio non avrà diritto ad alcun periodo di maternità retribuita mentre una lavoratrice dipendente con contrattoregolare l' avrà. Un altro argomento che i liberi professionisti sollevano contro chi cerca di toccare i loro privilegi è che essi pagano più tasse di tipo non proporzionale al reditto rispetto ai lavoratori dipendenti senza avere invece alcuna assicurazione contro malattia, infortuni, maternità e con una pensione statale irrisoria. Io non so se questa loro asserzione sia vera, ma di nuovo non sarebbe meglio avere un' unica tassa sul reddito graduata e abolire tutte quelle imposte su licenze, bolli, o certe bizzarrie come la tassa sulla cassetta degli attrezzi dell' idraulico o simili? Non sarebbe meglio che tutti pagassimo solo un' unica tassa proporzionale al nostro reddito e ricevessimo in cambio dallo Stato i medesimi servizi?