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Dove andrà il tfr maturando

di Riccardo Cesari, Categoria , Pensioni, Data 03.01.2007
Quanto andrà al Tesoro, quanto ai fondi pensione e quanto rimarrà alle (piccole) imprese del Tfr maturando? Le disposizioni introdotte dalla Finanziaria sono entrate in vigore da pochi giorni e si può fare una valida stima sulla destinazione che prenderanno i flussi di Tfr nei prossimi due anni. Ma molto dipende dalla campagna informativa a favore della previdenza complementare: se dovesse risultare particolarmente efficace (passaparola e canali sindacali), la quota intercettata dai fondi pensione potrebbe essere più elevata, soprattutto a scapito del Tesoro.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Fiducia e....ritardi
    Nome: grillo parlante  Data: 28.01.2007
    La fiducia è una cosa seria, diceva una pubblicità, anni addietro, e c'è del vero in tale affermazione ancorchè associata - allora - alla reclame di un prodotto e, quindi, di per sé opinabile. Sembra, ripeto sembra - mi è stato riferito -, che altri Fondi Pensione, già operanti e chiusi (vedi Fondo Pensione BNL) non sollecitino i versamenti di quote (lavoratori ed Aziende) alle Aziende madri le quali non provvedono a saldare i loro debiti in merito con regolarità mensile o annuale a seconda delle regole insiste nei Regolamenti vigenti, caso per caso. Quindi, le rate versate con ritardi, talvolta notevoli, non possono confluire negli investimenti per far fruttare interessi, quando rilevabili dalle singole gestioni. La CO.VI.P. cosa può dire e fare al riguardo? Le perdite - i mancati guadagni - sono a carico dei lavoratori ? La fiducia è una cosa seria che bisogna meritare.
    Risposta:
    I fondi pensione hanno difficoltà a controllare la correttezza dei versamenti mancando degli importi di reddito di riferimento (es. per un lavoratore la contribuzione potrebbe mancare per errore oppure perché in quel periodo non ha percepito salario - es. aspettativa non retribuita- o potrebbe essere inferiore o superiore al versamento precedente senza essere errata). E' bene che il lavoratore controlli le evidenze provenienti dall'azienda con i resoconti forniti dal suo fondo pensione. In caso di errori a svantaggio del lavoratore il fondo, una volta informato, si fa promotore dell'iniziativa risarcitoria e l'azienda è tenuta a integrare pienamente pagando anche interessi di mora e penali. Cordiali saluti.
  • Allodole e Pensioni
    Nome: luigi misuraca  Data: 25.01.2007
    Da giovane vidi uno specchietto sistemato poco distante da un cacciatore che se ne stava nascosto dietro un cespuglio; "fui curiusu e 'nci vosi spiari" a cosa servisse uno specchietto in aperta campagna. E' per le allodole, mi rispose, e continuò ad attenderle arrivare - attirate dal luccichìo dell'oggetto - per impallinarle. Traduzione odierna per il TFR : bastava che si garantisse il rendimento minimo, nei vari Fondi Pensione, eguale a quello finora assicurato alla Liquidazione e tutti i problemi, connessi ai dubbi dei lavoratori (allodole) sarebbero stati risolti sul nascere. Non si possono garantire i rendimenti minimi eguali a quanto praticato ex ante riforma attuale perchè si corrono dei rischi e non solo sugli interessi ma anche sul capitale.Rischi che, oltre i costi di gestione dei Fondi, ricadono interamente sui Partecipanti (lavoratori). La verità è semplice, io l'ho capita così anche per esperienze dirette in materia, ed attendo spiegazioni contrarie. Per quanto riguarda il silenzio-assenso non posso che ribadire l'illegittimità giuridica di tale formulazione poichè ogni contratto - e la destinazione del TFR altrove che non finora è un contratto tra due parti - richiede una manifestazione di volontà certa e non il silenzio dell' "interrogante". Tutto il resto sono "specchietti per le...........
    Risposta:
    I comparti dei Fondi pensione che accoglieranno il TFR dei silenti garantiscono almeno la conservazione del capitale e a volte un pavimento al rendimento. Inoltre in media i fondi pensione negli ultimi anni hanno reso più del TFR. Cordiali saluti. R.C.
  • Contributo datoriale
    Nome: Alessandro Baravelli  Data: 17.01.2007
    Non mi è ancora chiaro il meccanismo di percezione del contributo datoriale. La norma indica che verrà versato dall'azienda nel caso dei fondi chiusi oppure nel caso di fondi aperti in cui vi è stato un preventivo accordo con l'azienda. Nel caso di versamento dell'intera quota TFR su fondo aperto senza accordo aziendale questa quota verrà persa. Per come è stata scritta, la norma si presta ad un altra interpretazione del tutto plausibile: Se si versa 1,2% nel fondo di categoria si ottiene il contributo datoriale lasciando il lavoratore libero di versare il restante 5,5% della retribuzione lorda in un fondo aperto. E' ancora presto per dire se sarà davvero possibile. Se cosi' non fosse è chiaro che perdendo 1,2% di contributo datoriale si perde un possibile 20%-30% di rendimento annuo creando un fortissimo disincentivo alla scelta di fondi aperti, di per se tra l'altro più costosi. La destinazione forzata dell'intero TFR al fondo chiuso per ottenere il contributo aziendale apparrebbe quanto meno poco liberale diminuendo l'accountability dei gestori dei fondi chiusi e il generale efficente funzionamento del sistema pensionistico complementare italiano. Quest ultimo essendo ancora ad uno stato quasi embrionale ne soffrirebbe ulteriormente a scapito di tutti i lavoratori dipendenti e del sistema paese.
  • Cometa
    Nome: robyberto  Data: 16.01.2007
    Se siete iscritti a cometa, controllate le operazioni di gennaio e aprile 2005... per molti di noi, tali operazioni sono slittate di un mese (con conseguente minor acquisto di quote) a causa di problemi software del service amministrativo che, nonostante per il 2004 abbia avuto un compenso di oltre tremilionitrecentomila euro, non rimborsa i suoi errori! Gli amministratori del fondo, nonostante la "promessa" di rimborso, a distanza di oltre un anno, non hanno fatto niente e non rispondono alle richieste. La COVIP che dovrebbe vigilare, non ha nessun potere sanzionatorio e l'onere di controllo sulla regolarità dei versamenti è ad esclusivo carico degli iscritti. Se per assurdo l'azienda non versasse i contributi al fondo, il fondo non farebbe assolutamente niente... neanche un sollecito! La previdenza complementare è un'esigenza seria ma come si fa a fidarsi a queste condizioni? N.B. Tutto quanto scritto è documentabile.
  • conferimento tfr
    Nome: sabrina  Data: 11.01.2007
    La decisione irrevocabile di aderire a una forma pensionistica complementare non potrebbe rivelarsi discriminatoria in futuro? Esempio 1. Una ragazza che lavora come commessa in un grande magazzino decide di aderire a una forma pensionistica complementare destinandovi il tfr. 2. Dopo qualche anno, dovendosi trasferire per motivi familiari, dà le dimissioni dal lavoro e rimane qualche anno inoccupata. 3. Ad un certo punto le si presenta l’opportunità di aprire un negozio in proprio, attività in cui può mettere a frutto l’esperienza maturata nel precedente lavoro, e conduce questa attività autonoma per diversi anni. 4. Con il trascorrere del tempo, valutandola non più remunerativa, cessa l’attività autonoma e si mette in cerca di un lavoro dipendente come commessa. Con l’inizio dell’attività autonoma, non è chiaro se questa persona (in virtù della scelta fatta come dipendente) sarà obbligata ad aderire a una forma previdenziale complementare. Sembra invece certo che, tornando a lavorare come dipendente, dovrà per forza aderire a un fondo pensione destinandovi il TFR, dal momento che, una volta devoluto il TFR alla previdenza complementare, questo dovrebbe valere per tutta la residua vita lavorativa. A questo punto supponiamo che la ragazza si presenti a una selezione per un posto di lavoro in un negozio (organico tipo: titolare più qualche addetto alle dipendenze); supponiamo anche che per lo stesso posto si presentino altri candidati con gli stessi requisiti professionali ma che non hanno mai aderito ad alcuna forma di previdenza complementare a cui destinare il TFR Secondo me non è assolutamente un’ipotesi marginale pensare che, ceteris paribus, il non aver aderito ad alcuna forma di previdenza complementare che preveda il conferimento del TFR (e quindi maggiori uscite per il datore di lavoro) potrebbe diventare titolo preferenziale di assunzione.
  • Pensione complementare
    Nome: luigi misuraca  Data: 10.01.2007
    Ben vengano le iniziative atte a consentire ai lavoratori una scelta ragionata e ragionevole di destinazione della loro LIQUIDAZIONE e mai, in una Repubblica democratica fondata sul lavoro (?) sarebbe dovuta passata la regola del silenzio/assenso. E' stata una "porcata" della quale dovrà rendere conto la coscienza del "legislatore" sempre che ne abbia una. Plaudo, perciò. ad ogni iniziativa che potrà aiutare il "gregge" dei lavoratori a scegliere quale erba brucare. Non sono ottimista, però, anche se ciò non vuol dire abbassare la guardia davanti al "lupo" imprenditore, ancor di più se veste anche i panni del Sindacato. Per Arlecchino (lavoratore ) bastava un solo padrone ( il datore di lavoro ) e non anche il Sindacato. Due padroni sono troppi oltre le rappresentazioni burlesche. Un ex-sindacalista (di minoranza).
  • t.f.r.
    Nome: gianfri  Data: 09.01.2007
    Non mi e' molto chiaro il destino del t.f.r. dei lavoratori di un'azienda con meno di 50 dipendenti e che non ha un proprio fondo di categoria. L'unica soluzione e' lasciarlo in azienda? Oppure ci si può rivolgere anche ad un fondo aperto? E se si,' a chi e con quali modalità?Ho letto, in modo molto sommario, che ci si può rivolgere anche a fondi aperti, mentre in un primo momento sembrava fosse possibile solo ai fondi negoziali(ove ci fossero)o all'INPS, (questo ovviamente riguarderebbe anche le aziende con più di 50 dipendenti) ma mi mancano gli strumenti e soprattutto le notizie, visto che non nutro particolare fiducia nè verso i sindacati nè tanto meno sui nostri massmedia. Ho scoperto il vostro sito da poco, ma mi sono immediatamente accorto di avere uno strumento trasparente e soprattutto autonomo (pur ovviamente nelle diversità delle opinioni) approfitto quindi della Vostra competenza e Vi ringrazio dello spazio consentitomi.
    Risposta:
    E' possibile conferire il Tfr anche a un fondo aperto chiedendo alla società distributrice (es. banca) il regolamento del fondo e sottoscrivendo (una volta scelto) gli appositi moduli.
  • TFR
    Nome: ALCESTE  Data: 09.01.2007
    Se si pensa di far diventare il tfr una parte di pensione, allora occorre aumentare considerevolmente la durata e l'importo delle indennità di disoccupazione nonche' ripristinare l'istituto dell'indennità di disoccupazione anche per il caso di dimissioni volontarie. In caso contrario si privano i lavoratori (che prima di tutto sono cittadini liberi) della libertà di cercarsi o crearsi un nuovo lavoro e le imprese di liberarsi di lavoratori demotivati.
  • TFR nel mercato?
    Nome: MassimilianoB  Data: 08.01.2007
    Il TFR dovrebbe "aiutare" a rinforzare le magre pensioni che verranno erogate a noi, oggi, giovani lavoratori, PER QUANDO NON SAREMO PIU' IN GRADO DI LAVORARE! Quindi, cosi' come la pensione stessa, devono essere gestiti da organismi assolutamente sicuri come, malgrado tutto, l'INPS. Sottometterli al mercato significa sottometterli anche alle sue fluttuazioni che possono essere anche MOLTO negative: pensate cosa accadrebbe se a causa di una speculazione si perdessero tutti i soldi accumulati dopo 35 anni di versamenti. Non solo: gli investimenti sono aperti ai mercati internazionali. Questa mi pare pura follia: permettere che la ricchezza prodotta in Italia possa andare ad arricchire altri paesi stranieri, magari nostri concorrenti commerciali. E' triste: fino ad un po' di anni fa' l'Italia era famosa nel mondo per avere una eccezionale solidita' nel campo del risparmio.
  • Tfr maturando: Ma non dovrebbe tornare al lavoratore?
    Nome: Riccardo Bellocchio  Data: 08.01.2007
    Un'analisi Precisa. Mi domando però: Questo flusso che dalle azienda va all'Inps in realtà è Tfr che i lavoratori hanno lasciato in azienda. Quindi a loro disposizione come ora. Non dovrebbe a richiesta tornare indiero? Cioè in caso di cessazioni e anticipazioni concesse, (decise dal datore di lavoro o dal fondo Inps?), al dipendente questa parte del Tfr dovrebbe tornare indiero. La disponibilità di questo fondo dovrebbe in ogni caso essere sempre garantita come per l'azienda. Ma se, come si legge nella finanziaria, questi soldi, al netto delle anticipazioni vengono utilizzati per il finanziamento di opere statali, come ripristiniamo tale fondo?. Mi sembra che si sia creato un'altro fondo perennemente in defici che bisognerà ripianare prima o poi. A scapito di chi?