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Commenti

Cosa resta del Dpef nella Finanziaria

Categoria Conti Pubblici, , Data 20.12.2006
Il Dpef prevedeva interventi strutturali in quattro settori fondamentali: sanità, pubblico impiego, enti locali e pensioni. La Finanziaria appena approvata vede sì una riduzione degli stanziamenti complessivi per i quattro comparti, ma un incremento nelle uscite totali della pubblica amministrazione, dovuto a maggiori risorse destinate a ferrovie e strade. Inoltre, i risparmi si concentrano solo su enti locali e sanità, mentre aumentano i fondi per pubblico impiego. Per le pensioni aumentano le entrate.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • sui comuni
    Nome: angelo cristofanelli  Data: 03.01.2007
    Leggo un commento:ci si riscaglia verso i Comuni Perchè mentre tutto ciò che avviene a livello centrale viene analizzato,sezionato,portato sui media......i bilanci Comunali non li analizza nessuno. Ma ogniuno di noi vede nel proprio ambito gli sprechi e le allegre gestioni.La bella vita e l'arricchimento di "soggetti comunali" che vivono sui portoni dei municipi.Perchè poi non sono tanto i capitoli di spesa,che semmai la dicono lunga sulle "preferenze" di gestione. Le Delibere vanno lette per mappare il fiume carsico dove spariscono miliardi di euro. Gli incarichi esterni,le consulenze,gli importi erogati per ogni singola consulenza......i soggetti che forniscono le consulenze.Solo stando sul posto puoi vedere e capire come viene gestito il personale,le inefficienze e perchè no.....le capacità e la buona gestione quando c'è. Il comune di Taranto.....400 mln di buco......e già non se ne parla più. Affamare la bestia......per farla ragionare su come impiegare le risorse,i soldi del contribuente.
  • a difesa degli amministratori locali
    Nome: Roberto Mastrofini  Data: 02.01.2007
    Mi dispiace che ancora una volta ci sia qualcuno che si scaglia contri gli enti locali, nonostante tutti i dati economici ufficiali dimostrano che sono proprio i comuni gli enti pubblici maggiormente efficienti e dove si cercano soluzioni gestioanli innovative. basti pensare a molte delle riforme fatte in questi anni che nascono priprio dall'esperienza dei comuni italiani che tra l'altro sono importante soggetto per la creazione di investimenti. Mi pare assolutamente demagogico insistere su questo punto (anche se margini di miglioramento sono sicuramente possibili e sacche di sprechi e cattiva gestione ci sono ancora) invece di cercare i problemi della PA altrove.
  • l'isolotto della vittoria
    Nome: pasquale andreozzi  Data: 29.12.2006
    niente da dire sui numeri,ora come sempre i vs numeri sono ben circostanziati, difficilmente confutabili. ma che alternative ha un governo che si aggrappa ad un isolotto di circa 25milavoti? tutti volevamo sconfiggere berlusconi ma solo alcuni avevano ammesso, con imbarazzo visto ilclima preelettorale, che se la vittoria non fosse stata solida, i problemi si sarebbero riaperti all'interno della coalizione e soprattutto fra i piccoli che naturalmente non sperano né vogliono erodere voti alla destra. detto questo, oggi siamo alle solite, a parole tutti vogliono "cambiare passo", "produrre uno scarto" e "registrare una discontinuità", nei fatti nessuno rinuncia a niente, neppure alle parole: che volete? i partiti gestiscono potere. stupisce però la sinistra "con la testa" che, piegata sulle carte, illanguidisce ogni giorno di più. ho letto la premessa al DPEF ed ero stato preso da un sussulto, ma poi sono stati approvati 1536 commi ed io ingenuo che pensavo che non si potesse fare peggio di tremonti. lo vedono tutti che il bubbone principale è nella PA,non tanto nel numero di lavoratori,ma negli sprechi, le duplicazioni, l'ncapacità, ma come i riformisti di inizio 900, manca il coraggio alla classe dirigente.
  • Il vero conflitto di interessi
    Nome: Massimo Russo  Data: 27.12.2006
    Il vero conflitto di interessi è presente nella pubblica amministrazione locale ed è incarnato nei sindaci e asssessori degli enti locali. Loro sono i veri soggetti in pieno conflitto di interessi: spendendo e sprecando risorse pubbliche solo per mantenere il consenso elettorale. Conoscono bene il quadro economiso e finanziario degli enti che ammnistrano, le cause ed i mali ma non intervengono perchè si corre il rischio che si affievolisce il consenso. E' il cane che si morde la cosa.
  • L'avevo detto
    Nome: Rossi Mario  Data: 22.12.2006
    Tempo fa inviai un commento ad un articolo dove per la verità fui molto pesante nei confronti del ministro del tesoro e non fu pubblicato. Mi auguro che sia stato solo per questo e non per il totale dissenso circa i comportamenti di quest'uomo. Il DPEF era un ottimo programma per un finanziaria di rilancio e competitività, dissi che non se ne sarebbe fatto niente perchè mancavano gli "attributi". Coerenza vorrebbe che uil ministro del tesoro i dimettessse e non cantasse vittoria. Purtroppo per ovviare alla coerenza si dice che è stupido chi non cambia idea, io sostengo che è stupido chi non sostiene le proprie idee ed in caso contrariop non trate le coseguenze. Non mi dilungo perchè altrimente anche quetsa volta mi censurerete, ma la verità è la verità: questa finanziaria è di recessione mentre, ripeto, il DPEF era di rilancio. Qualcuno mi smentisca!