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Commenti

Dal maxiemendamento alla mini Finanziaria

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, , Data 20.12.2006
Ha fatto bene il Presidente Napolitano a richiamare la necessità di trasformare la Finanziaria in una legge semplice e comprensibile, ponendo fine alla prassi del maxiemendamento dai mille e più commi. Occorre snellire la procedura e riequilibrare i poteri in materia di controllo e iniziativa di bilancio tra governo e Parlamento. Per farla diventare un vero e proprio bilancio dello Stato e della pubblica amministrazione. Una relazione tecnica dovrebbe garantire che le variazioni di spesa e di entrate previste abbiano effettivamente un fondamento economico e giuridico. I commenti di Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Legge finanziaria
    Nome: girolamo caianiello  Data: 13.01.2007
    Perdonate ad un bisbetico 77enne il pessimo gusto di ricordare una sua nota di poco successiva alla riforma del 1978 (nota intitolata sul Corriere della sera “la grande ammucchiata”), che fu tra le primissime voci a denunciare nella Legge Finanziaria da quella introdotta una trovata in fraudem constitutionis, strumento per quell’assalto alla carovana del bilancio che il terzo comma dell’art. 81 intende unicamente scongiurare, fuori di dogmi dottrinari, come ha lasciato scritto il grande Meuccio Ruini. Ancora prima la Corte dei conti, riguardo al progetto di riforma, aveva ammonito ad evitare un’indebita “supplenza” delle sedi legislative proprie. Ma la lettura esasperata dei limiti posti dall’art. 81 è stata l’alibi per travolgerli del tutto, annullando la distinzione saggiamente voluta dai costituenti fra politica dei fini e politica dei mezzi, con logiche e tempi diversi, malgrado Valerio Onida ci avesse insegnato come ben debba la Legge di bilancio avere poteri deliberativi per le esigenze della manovra annuale, ed entro lo spazio opportunamente lasciatole dalle altre leggi (oltre a legittimare i fondi speciali come accantonamenti per finanziare quelle future). Mi pare che Boeri e Garibaldi si muovano perciò nella giusta direzione, di “risanare” il rapporto del bilancio con la restante legislazione, prodotta o programmata, in conformità al criterio ispiratore del dettato costituzionale correttamente interpretato, che non ha voluto un bilancio piattamente recettivo, sconosciuto peraltro ai regimi anteriori. Certe proposte viceversa, che pure tornano ad affacciarsi, di abrogare il suddetto terzo comma, darebbero definitiva legittimità all’assalto temuto da M.Ruini, facendo della stessa Legge di bilancio quel pachiderma mostruoso che abbiamo ultimamente visto. Semmai, ove a meglio attuare il sistema suggerito fosse preferibile una diversa formulazione della norma, si potrebbe modificarla in termini ritenuti allo scopo più adeguati.
  • Legge finanziaria
    Nome: francesco piccione  Data: 10.01.2007
    A mio avviso il principale limite della legge finanziaria è rappresentato dalla durata annuale. ogni anno circa un terzo dell'attività del parlamento è monopolizzato dalla legge finanziaria. con i tanti problemi del paese che attendono risposte legislative è un lusso che non ci si può permettere. secondo me una soluzione potrebbe essere rappresentata da una "finanziaria di legislatura". il governo, come primo atto approva una legge finanziaria che è destinata a durare tutta la legislatura e - comunque - non oltre la durata del governo. il governo dovrebbe poi effettuare una nuova finanziaria ogni volta che, su base annua, si registra uno scollamento superiore ad un determinata percentuale (per ipotesi il 20%). se le differenze dei saldi sono inferiori alla percentuale stabilita si posso fare emendamenti sull'impianto originario della finanziaria. questo meccanismo premierebbe i governi seri che sarebbero incentivati a fare finanziarie credibili e punirebbe i governi meno seri che sono portati a fare previsioni non realistiche. il corpo elettorale avrebbe, inoltre, la possibilità di valutare - dal punto di vista politico - l'operato del governo: quello che ogni anno dovesse far approvare la finanziaria sarebbe poco affidabile, mentre quello che riuscisse ad attraversare l'intera elgislatutra con una sola finanziaria sarebbe particolarmente credibile. il rispetto dei saldi previsti dalla finanziaria potrebbe essere affidato a: corte dei conti, ragioneria generale dello stato e banca d'italia. mi sembra che non vi sia la necessità di creare altri organismi (abbiamo anche l'istat e la commissione europea). con una finanziaria di legislatura il parlamento si potrebbe concentrare sulla normale attività legislativa, nella speranza che possa così risultare migliore.
  • Bella proposta, ma
    Nome: Giancarlo Perasso  Data: 03.01.2007
    Va contro il metodo corrente della concertazione. Con la concertazione, la Finanziaria non è piu' il documento di indirizzo della politica economica del governo in carica ma la raccolta delle istanze e dei divieti delle singole corporazioni. In questo modo la responsabilita' e' di tutti e di nessuno allo stesso tempo, una situazione ideale per degli uomini (e donne) politici/he di basso profilo. Ci sono in Italia dei politici disposti a fare delle scelte chiare e ad assumersene le responsabilita'? Mi pare proprio di no, sia a destra che a sinistra.
  • Articolo 81...
    Nome: Luigi D. Sandon  Data: 28.12.2006
    Basterebbe applicare l'articolo 81 della Costituzione. Ma siccome nella sua saggezza Einaudi (se non sbaglio) volle imporre che con la Legge di Bilancio non si potessero introdurre nuovi tributi e nuove spese (lasciandoli giustamente a leggi separate - con la richiesta di copertura...), i governi seguenti hanno sempre fatto orecchie da mercante e inventato "la Finanziaria" che per quanto io sappia in realtà non è la legge di bilancio, perché altrimenti sarebbe automaticamente incostituzionale. Finché siamo il paese dei furbi...
  • Sono d'accordo, almeno ci si capirebbe qualcosa!
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 22.12.2006
    Da semplice cittadino senza competenze specifiche in materia economica, trovo la vostra proposta molto interessante perché mi consentirebbe di capire meglio cosa fanno e cosa decidono il mio governo e parlamento!
  • La mini Finanziaria
    Nome: maria carmela columbro  Data: 22.12.2006
    Sono d'accordo con la necessità e urgenza di rendere la Finanziaria un documento semplice e apprezzabile anche dai cittadini. Sarebbe il massimo se gli stanziamenti invece che essere suddivisi per aree di intervento fossero suddivisi per risultati così come descritto nel bel libro recentemente tradotto dal Formez "Il prezzo dell'amministrazione. Ottenere i risultati che vogliamo in un'epoca di crisi fiscale permanente". Libro del quale mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Complimenti per il vostro lavoro e felice anno nuovo