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Commenti

Il rapporto Stern tra allarmi e allarmismi

di Marzio Galeotti, e Alessandro Lanza, Categoria , Energia e Ambiente, Data 12.12.2006
Lanciare continui allarmi sui cambiamenti climatici può rivelarsi controproducente. Perché su fenomeni come questo il fattore incertezza regna sovrano. Anche il rapporto Stern fa dell'inutile allarmismo, quando parla di costi che possono arrivare fino al 20 per cento del Pil mondiale? Tre i punti critici: il tasso di sconto utilizzato vicino allo zero, la valutazione degli impatti e la conseguente stima del danno e l’impiego di un solo modello di valutazione integrata. E' un documento utile, ma lascia intatte le domande centrali della politica del clima.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Tecnologia e informazione
    Nome: antonio gasperi  Data: 19.12.2006
    Il dibattito epistemologico mostra oramai come anche nelle scienze sperimentali è indispensabile un'opera di divulgazione che ha esattamente lo scopo di aiutare gli scienziati ad esplicitare meglio le premesse delle loro teorie (il nucleo metafisico à la Laudan, si veda ad es. quanto dice Marcello Cini in Certezze ed incertezze nella scienza). questo vale tanto più nelle questioni ambientali per le quali come dice Pascal Acot la tecnologia senza l'informazione non serve a nulla. cordial saluti
  • Economia e ambiente
    Nome: antonio gasperi  Data: 17.12.2006
    Gli autori sono esperti di levatura internazionale per i problemi climatici, e per quello che posso capire conducono un analisi molto equilibrata di un rapporto che - passata una settimana - è già nel dimenticatoio. i due commenti seguiti a caldo sono di segno opposto, il che conferma la difficoltà da parte del pubblico di seguire dibattiti così specialistici. probabilmente Pascal Acot ha ragione quando afferma che per vincere la sfida del clima è necessaria maggior informazione, ovviamente corretta, riguardo ad un destino che ci riguarda tutti: solo in questo modo i cittadini potrebbero eleggere rappresentanti capaci di prendere reali misure a favore dell'ambiente controllandone l'efficacia. cordiali saluti Antonio Gasperi
  • Al lupo al lupo
    Nome: Alessandro Blasi  Data: 14.12.2006
    Il Rapporto Stern ha avuto una grande attenzione da parte dei media internazionali. Sostanzialmente per 3 motivi: la reputazione del suo autore, i risultati “apocalittici” e il coinvolgimento in prima persona del Premier inglese. La lucida analisi di Marzio Galeotti e Alessandro Lanza rafforza il sospetto che il rapporto Stern abbia più una natura politica che ambientalista, che abbia fini strumentali piuttosto che economici –scientifici. Ed è ancora più sospetto che lo stesso Blair, pochissimi giorni dopo questa presentazione, abbia annunciato un rilancio in grande stile del nucleare in Inghilterra. Tra allarme e allarmismo, il confine è sottile, ma le conseguenze no, specie nel lungo termine.
  • Conflitto di interessi?
    Nome: Francesco Rustichelli  Data: 13.12.2006
    Il maggior merito degli autori di questo articolo è la trasparenza. Non nascondono di essere di parte. Così i lettori valutano da sé l'imparzialità che possono avere su questo argomento esimi membri della Fondazione Eni Enrico Mattei.
    Risposta:
    Ci sembra che il nostro articolo contenga diverse opinioni, alcune forti, ma certamente non dettate da interessi diversi e poco trasparenti. Registriamo solo il fatto che nella letteratura scientifica si verifica convergenza su due fatti: che le conclusioni "forti" del rapporto Stern non sono in linea con quelle della maggioranza degli altri studi e che la ricetta prevalente è quella di suggerire di intervenire sui combiamenti climatici contenendo le emissioni ma in maniera molto più graduale di quanto suggerito dagli estensori del Rapporto. Tutti concordano sul fatto che i cambiamenti climatici sono un problema e un problema serio, e che è necessario intervenire senza indugi. P.S. I lettori facciano un tour nel sito della Fondazione Mattei (www.feem.it) per farsi un'idea delle sue attività (di ricerca) e deisuoi prodotti (di ricerca). A quel punto si saranno anche fattiun'opinione circa la serietà dei suoi collaboratori. Marzio Galeotti - Alessandro Lanza
  • Raffinata analisi per un bel suicidio collettivo
    Nome: Corrado Truffi  Data: 13.12.2006
    Complimenti per la raffinata analisi economica. Avrete certamente ragione, è probabile che il rapporto sovrastimi gli effetti economici. Resta che è letteralmente idiota rischiare il suicidio collettivo perchè non si vuole investire in sicurezza ambientale (banale principio di precauzione). Resta che la dipendenza dal petrolio è causa anche di grave instabilità politica, e quindi sarebbe meglio liberarcene comunque. Resta che il nostro modello di sviluppo inquina e ci fa morire gassati. Il rapporto Stern non sarà il vangelo, ma consolarci dicendo che non sta succedendo niente e che si può continuare così mi sembra ancora più pericoloso che esagerare i rischi.
    Risposta:
    Caro Truffi, ho riletto con attenzione il nostro pezzo e non mi pare sostenga che la migliore strategia sia "consolarci dicendo che non sta succedendo niente". Il nostro punto è un altro: il rapporto Stern è utile ed è (anche) figlio di una strategia politica e , sopratutto, mediatica su cui non abbiamo nulla da obiettare. Pubblicato due settimane prima di summit di Nairobi ha, per così dire, imposto la linea. Da parte di chi, da tempo, si occupa di questi temi risulta sempre un po' sorprendente come l'aspetto mediatico abbia superato, di più scavalcato, la riflessione - mi creda - seria e scientifica. Il rapporto - lo ripeto - è utile ma contiene delle assunzioni che sono cruciali per arrivare al risultato finale, assunzioni che, a detta di moltissimi studiosi, non sono spiegate con sufficiente chiarezza e certamente sfuggono alla lettura mediatica.