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Commenti

L'insostenibile leggerezza della ricarica

di Maria Rosa Battagion, , Nicoletta Corrocher, e Lorenzo Zirulia, Categoria , Concorrenza e Mercati, Data 11.12.2006
I rilievi dell'indagine promossa da Agcm e Agc sui servizi di telefonia mobile con ricarica del credito non sembrano avere fondamenti economici solidi. Se le imprese hanno potere di mercato, tariffe a due parti consentono di aumentare i profitti, ma sono compatibili con un equilibrio non collusivo. Da dimostrare che gli effetti della regressività gravino sulle categorie effettivamente deboli. Mentre sono le molteplici determinanti dei prezzi a limitarne la trasparenza. E la cancellazione del contributo potrebbe anche avere conseguenze controproducenti per i consumatori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ricariche=sopravvenienze in conto esercizio.
    Nome: antonio lemmi  Data: 26.01.2007
    Solo in Italia è stato possibile consentire ai gestori telefonici per un così lungo periodo, una rendita di tale portata.... cioè hanno stravolto il principio basilare della matematica finanziaria...oltre ad avere cospicui finanziamenti (esempio 100.000 ricariche per 5 euro... a settimana) gli interessi invece che essere passivi, cioè sostenere tali costi, i gestori hanno delle vere e proprie "sopravvenienze attive"! E' vergognoso.
  • forse non è collusione
    Nome: Jacopo Soranzo  Data: 11.01.2007
    Ipotizzo la non collusione. La compagnia telfonica wind inizilamente non applicava costi di ricarica su nessuna delle sue schede ricarica, apparentemente non è stata fortemente premiata dal mercato per questo comportamento concorrenziale, tanto che alla fine ha deciso di applicare tali costi sulle ricariche inferiori ai 50 € e probabilmente di spostare sulle tariffe al minuto la politica concorrenziale. Da questo si può ipotizzare che il problema reale sia nel mercato, poco attento alla costruzione del prezzo. Certo se fosse imposta governativamente maggiore semplicità tariffaria (no costi di ricarica no scatti alla risposta) sarebbe meglio, ma questo risultato non può essere frutto del meccanismo di mercato dato che apparentemente lo stesso non lo premia e quindi non crea il vantaggio per le aziende nel seguirlo.
  • Perchè fissarsi sul costo al minuto?
    Nome: Anonymous  Data: 18.12.2006
    Io ritengo che il costo di ricarica, per quanto fastidioso dal punto di vista del consumatore, abbia delle basi economiche sottostanti: a) remunera i costi di distribuzione b) anche la telefonia mobile, come quella fissa, tende ad avere una struttura di costi fissi. Ossia i costi sostenuti dagli operatori tendono a rimanere costanti al variare del "minutaggio" che passa sulle loro reti. Diverse offerte tariffarie presentate ultimamente riflettono questo approccio. c) Per quanto riguarda la collusione c'è da notare che gli operatori non dominanti (Wind e Tre) hanno delle offerte di ricarica che annullano la maggiorazione in questione. La mancata trasparenza va affrontata imponendo particolari obblighi nella comunicazione, non certo nella determinazione dei prezzi.
  • Il comportamento è collusivo
    Nome: Simeone Russo  Data: 15.12.2006
    Secondo il mio parere, modesto ed opinabile da chiunque, il comportamento collusivo c'è. Sono d'accordo più su una ipotesi di "costo unico di ricarica" se proprio dobbiamo sorbirci questo balzello. Mi spiego meglio, e molto banalmente. Se si va in posta a pagare un bollettino o in banca per fare un bonifico si paga una cifra x indipendente dal valore monetario che si va trasferendo. Ora io non credo che per fare una ricarica da 10 o da 150 euro ci siano costi differenti, e come consumatore sono pronto a pagare una cifra equa (che ne diciamo di 1 euro) per ogni operazione di ricarica indipendente dal traffico telefonico ricaricato. In questo modo a) il confronto sarebbe immediato; b) l'effetto regressivo esisterebbe comunque ma limiterebbe fortemente la capacità di rendita dei gestori e probabilmente spingerebbe anche i consumatori meno abbienti a ricaricare con un taglio più adeguato al consumio medio pro capite delle comunicazioni mobili. c) i gestori sarebbero stimolati ad una maggiore concorrenza sul traffico voce e/o traffico non voce. d) si tutela comunque la parte finale della catena di distribuzione a cui oggi si "addebitano" tali costi. Voglio ricordare tra l'altro che alla sua entrata sul mercato wind non faceva pagare nè le ricariche ne gli sms (un altro capitolo a parte, è questo il vero business da regolamentare). Grazie per l'attenzione.
  • Differenze
    Nome: Antonio Nota  Data: 15.12.2006
    Premesso che potreste aver ragione nell`analisi che avete fatto io a questo punto mi chiedo come mai l`evidenza empirica di altri paesi e di uno in particolare ( UK) e` completamente diversa dalle vostre conclusioni. Non esistono costi di ricarica, e le tariffe sia in termini nominali che a parita` di poteri d`acquisto sono notevolmente piu` basse. A questo punto mi sorge il dubbio che le compagnie in questione abbiano avuto degli extra-profitti. Se la venisse tolta la parte fissa della tariffa, perche` mai dovrebbe aumentare la parte variabile? questo potrebbe succedere solo se le aziende colludono tra di loro. ma per evitare che succeda io credo che molto importante sia aumentare il numero di operatori ( in uk con popolazione equivalente esistono 7 operatori) sia punire le imprese per i comportamenti concludenti che di fatto limitano la concorrenza ma senza fare in modo che i consumatori ne soffrano. Una regola potrebbe essere quella per la quale ogni danno subito dal consumatore per ritardo e risarcito direttamente dalla nuova compagnia verso la quale il consumatore migra salvo poi per la compagnia agire di regresso verso la vecchia compagnia. Aumenterebbero i costi per la compagnia leader che sarebbero costretta a imitare i follower per essere piu` efficiente.
  • Resto del mio parere
    Nome: AC  Data: 15.12.2006
    Ringrazio per la risposta, anch'io, come voi e per lo stesso motivo, ho virgolettato la parola "innocenti", ma, dal tenore degli altri commenti, mi sembra di non essere l'unico a pensar male di questa pratica tutta italiana. Che poi non sia sanzionabile da parte dell'Antitrust in base alle norme vigenti non vuol affatto dire che non si possa, in qualche maniera, intervenire al riguardo, come potrebbe a breve fare l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Infine, rispetto pienamente il vostro parere, ma il mio resta questo: senza una componente fissa, è senza dubbio più facile (e quindi più trasparente) confrontare i costi variabili, ancorché tra la miriade di offerte oggi esistenti!
  • costo ricarica telefonini
    Nome: dino benetollo  Data: 14.12.2006
    in Austria alle poste quando prendo una scheda telefonica per tl.pubblici pago qualcosa meno dell'importo avuto poichè le poste mi riconoscono un anticipo di contante su una futura spesa.(posso anche perdere la scheda !) Per i cellulari tanto pago e tanto ho. Se fosse tolto la tassa sui contratti a fatturazione il problema poi sarebbe risolto.Bella Italia!!!
  • metafora
    Nome: paolo  Data: 14.12.2006
    pensate se andando a fare il pieno, il benzinaio vi dicesse che da oggi dovete pagare 5 euro ogni volta per "costo di rifornimento"...NO COMMENT! questo paragone chiarisce subito l'assurdità del costo della ricarica del cellulare. E' poi probabile che in seguito a cio' verranno aumenti i prezzi al minuto. Ebbene, che lo facciano, ma almeno ci sarà la trasparenza di sapere quanto paghiamo esattamente una telefonata al minuto. Ripeto, a me sembra un "offuscamento" del prezzo reale, quindi una specie di truffa. Sara' anche interessante, da un punto di vista intellettuale, studiare il modello economico sottostante se e cosa cambierebbe per il mercato, ma una truffa rimane sempre una truffa!
  • Un paio di precisazioni
    Nome: anymous coward  Data: 14.12.2006
    La prima per il prof Quadrelli della Cattolica: La tassa di concessione governativa non puo' essere identificata con i costi di ricarica, come Lei erroneamente fa. Il presupposto per l'applicazione di tale tassa e' il titolo abilitativo, che viene individuato dall'amministrazione finanziaria nel contratto di abbonamento, non nel contratto di vendita della ricarica o della prepagata. Se ve ne fosse il bisogno potrei entrare nei dettagli. Sulla TCG: la medesima amministrazione ha piu' volte affermato che le carte prepagate sono esenti per mancanza del presupposto. Resta comunque l'anomalia italiana della tcg (tassa non progressiva) su un titolo abilitativo assolutamente non necessario (non lo e' in quanto chi possiede una carta ricaricabile utilizza il sistema in maniera assolutamente legittima, se vi fosse necessita' del titolo abilitativo le ricaricabili sarebbero semplicemente illegali), che potrebbe essere dichiarato illegittimo se solo qualcuno volesse fare battaglie meno populiste anche se piu' complicate. A quel punto sarebbe il mercato stesso ad autoregolarsi, ma temo che siano di moda altre idee, ultimamente. Quello che preoccupa e' che non solo i singoli prediligono il populismo e la ricerca di facile visibilita', ma anche le istituzioni. Il continuo accenno alla regressivita' dei prezzi e' un indice di questo scadimento, che fa temere che in fondo vi sia il desiderio del ritorno alle tariffe amministrate quale elemento di "giustizia sociale"
  • Concessione governativa
    Nome: Riccardo  Data: 14.12.2006
    A nessuno viene in mente che il costo di ricarica sia legato ad una peculiarità del nostro mercato ? E cioè che sui contratti grava una canone di concessione governativa che negli altri Paesi non c'è. E questa è la ragione per cui nessun utente privato in Italia è titolare di abbonamento a differenza che altrove. Si abolisca questa tassa statale, e automaticamente i consumatori troveranno vantaggioso aprire contratti, così inducendo le compagnie ad eliminare i costi di ricarica sulle carte ricaricabili.