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Botta e risposta sulle liberalizzazioni

di Marco Ponti, e Mario Sebastiani, Categoria Concorrenza e Mercati, , / Pro e Contro, Data 04.12.2006
La fase due delle liberalizzazioni sembra avviata. In Parlamento sono in discussione i disegni di legge delega sui servizi pubblici locali e sull’energia. A metà novembre, il Vice-Presidente del Consiglio Francesco Rutelli ha presentato in Consiglio dei Ministri un suo “Manifesto delle liberalizzazioni”, che rappresenta il disegno più ambizioso finora tracciato per accelerare la liberalizzazione dei grandi servizi a rete e riformarne la regolazione. Lavoce.info ha chiesto a Mario Sebastiani e Marco Ponti una valutazione delle proposte del documento in tema di trasporti.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Liberalizzazioni e concorrenza
    Nome: Paolo Fornaciari  Data: 09.12.2006
    Leggo su “ Il Sole 24 Ore” di martedì 5 dicembre, nell’editoriale “Produttività, l’obiettivo di un nuovo patto sociale”, a firma Franco Locatelli, ciò che avrebbe detto, e resto allibito, il Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo al Workshop della Fondazione “Italianieuropei”, domenica 3.12 a Sesto San Giovanni. Riporto testualmente la dichiarazione del Presidente di Confindustria : “ Per quale strana maledizione il nostro Paese cresce meno dei suoi partner comunitari?”. E giù tutto un peana di proposte dal patto sulla produttività alla riforma del mercato del lavoro, dalla previdenza a ricerca e innovazione, dalle liberalizzazioni alla riduzione della pressione fiscale. Concetti tutti condivisi anche dal Vice Premier Massimo D’Alema, che ha affermato di condividere “pressoché del tutto” le proposte del leader degli imprenditori. Ma possibile che nessuno al Workshop si sia chiesto se la causa prima dei nostri problemi, non sia per caso il “caro energia” ? Non ci vuole Pico della Mirandola né Albert Einstein, per capirlo, lo capirebbe anche un bambino ! Titola sempre sulla stessa edizione de “Il Sole” a pagina 21 Jacopo Gilberto :”Energia, bolletta mai così cara”, spiegando che la bolletta energetica del nostro Paese sarà quest’anno di oltre 48 miliardi di Euro contro i 36 del 2005. Ed è inutile insistere con slogan del tipo“ lavorare di più a parità di salario”, quando la perdita di competitività è dovuta al fatto che le nostre bollette elettriche sono doppie di quelle francesi, triple di quelle svedesi e del 60% più elevate della media UE. In questa anomala situazione, particolarmente i settori a maggior impiego di energia elettrica, quali siderurgia, tessile, ceramica, vetro, plastica e chimica elettrolitica, ben difficilmente possono competere sui mercati internazionali. Più che un “patto per la produttività” il Paese ha bisogno di un “patto per l’energia”.