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Nella salute la concorrenza non è tutto

di Elio Borgonovi, Categoria , Sanità, Data 24.11.2006
Tutti invocano maggiore qualità dei sistemi di tutela della salute e, insieme, il rispetto della compatibilità economica. Attraverso maggiore responsabilizzazione dei soggetti e maggiore competitività, sostengono. Utile chiedersi, allora, perché nel modello Usa, largamente privato e basato sulla competizione, i costi sono cresciuti rapidamente ed eccessivamente negli ultimi anni, l'accesso ai servizi è limitato e i pazienti sono insoddisfatti. Potrebbe servire a evitare, nel nostro paese, soluzioni semplicistiche e due errori di segno opposto.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • E se invece ci si confrontasse con l'Europa?
    Nome: Piersante Sestini  Data: 18.08.2007
    Mi sembra un'ennesima improbabile lezione che andrebbe appresa dal confronto fra realtà non confrontabili, come Italia e Stati Uniti. Oltretutto mi pare che l'articolista faccia una cattiva ed equivoca traduzione, da "assicurazione universale" a "copertura universale", che non sono necessariamente la stessa cosa. Il nostro problema non è l'amerca, è confrontarsi con i paesi vicini a noi, che hanno tutti sistemi diversi dagli USA: Germania, Svizzera, Francia, Olanda.... O per lo meno con gli altri paesi europei che hanno come noi un sistema di coprtura universale non assicurativo, come il Regno Unito o la Svezia.
  • L'analisi di Porter
    Nome: silvio marchini Brescia  Data: 27.11.2006
    Molto ineteressante l'analisi fatta da Porter in merito al problema dell'assistenza sanitaria. A mio modesto avviso, però, in Italia vi sono altri problemi di mala sanità che purtrooppo non verrebbero risolti adottando questo approccio: -il primo problema riguarda il medico di base, figura ormai svilita dalla convinzione nazionale che lo specialista, in campo medico, sia l'unico competente a diagnosticare eventuali patologie e loro cure; -il secondo problema, sempre a mio modesto avviso, riguarda la prestazione minima garantita, nei confronti dei cittadini, in quanto questa, la prestazione, oggi, con le nuove tecnologie a disposizone in campo medico, per essere garantita senza creare alcuna sorta di discriminazione, tra la popolazione, abbisogna piu' che di una diversa tipologia di concorrenza, semmai di una rivisitazione delle nostre strutture mediche, eliminando ospedali polifunzionali disloccati territorialmente a vantqaggio di ospedali, utilizzando concetti cari all'economia come sinergie e economie di scala, monofunzionali altamente specializzati. In questo modo ogni struttura sarà dotata di una sola funzione altamente qualificata e, ovviamente, di un pronto soccorso. questa dovrebbe essere la mission delle strutture pubbliche, lasciando al privato la vecchia gestione che svolge egregiamente, almeno in Lombardia nelle realtà che conosco.