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Barriere che costano

di Fabiano Schivardi, e Eliana Viviano, Categoria , Concorrenza e Mercati, / Relazioni Industriali, Data 14.11.2006
Le barriere all'entrata avvantaggiano le imprese già operanti nel mercato, generando prezzi più alti per i consumatori, minor crescita della produttività e dell'occupazione, minor tasso di adozione di nuove tecnologie, strutture distributive più antiquate. Per la distribuzione commerciale lo mostra l’evidenza empirica post-decreto Bersani del 1998. Invece di demandare alle amministrazioni locali la possibilità di liberalizzare, si dovrebbero prevedere requisiti minimi per l'apertura dei mercati vincolanti per i governi regionali.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • barriere che costano
    Nome: roberto invernizzi  Data: 20.11.2006
    Sono bene messi in luce i risvolti economici delle perplessità che il d.lgs. 114/98 (riforma "Bersani" del commercio) desta sul piano giuridico. Presentare quel testo come normativa liberalizzatrice è stata una delle più riuscite operazioni di marketing istitituzionale degli ultimi anni. Nel sistema ex d.lgs. 114/98 è elevata a dismisura la discrezionalità dell'amministrazione per l'apertura di strutture medio grandi. Ne segue un grado di controllabilità giurisdizionale delle decisioni amministrative nettamente inferiore a quello assicurato dal previgente sistema ex l. 426/71. Scema quindi la prevedibilità dei comportamenti amministrativi indispensabili alla programmazione delle imprese del settore. E può aggiungersi che è nei settori che coniugano ad alti gradi di discrezionalità della p.a. elevati interessi in giuoco che allignano più spesso comportamenti illeciti. Sul piano costituzionale, sempre in assonanza con le evidenze economiche emergenti dall'articolo, non appare, anzitutto rispettato l'art. 117 comma e lett. e) Cost., che impegna lo Stato a garantire idonei ed identici livelli di concorrenza in tutto il territorio nazionale. Né appare rispettata la lett. m) dello stesso comma 2, che impegna lo Stato a garantire, entro ogni regione, un identico livello garanzia del godimento dei diritti civili, ai quali va ascritto il diritto di libera intrapresa, che si manifesta anche nell'apertura e nella gestione di strutture commerciali.
  • I negozi disegnano la città
    Nome: Giampaolo  Data: 15.11.2006
    Quando si analizza il commercio al dettaglio bisogna anche considerare che i negozi definiscono fortemente l'ambiente in una città. In qualsiasi villaggio sperduto in UK troverete nella "main street" invariabilmente allineati Tesco, Costa, Boots, H&M. In Francia invece troverete un café, la boulangerie, una boutique ecc. C'é una forte differenza di qualità della vita, e bisogna tenerne conto! Eppure i più grandi retailer d’Europa sono Francesi, segno che la liberalizzazione e un ambiente cittadino accogliente possono essere combinati.