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Alle infrastrutture serve un'Autorità

di Marco Ponti, Categoria Infrastrutture e Trasporti, , Data 09.11.2006
I lavori di manutenzione infiniti sulla Cisa e le linee ferroviarie dell'alta velocità: due casi problematici, ed emblematici, che ripropongono la questione del controllo dei costi delle infrastrutture di trasporto. E sembrano suggerire che l'impegno contenuto nel programma di governo di costituire un'autorità indipendente per la regolazione delle infrastrutture e dei trasporti in generale, per i comparti non esposti alla concorrenza, non sia davvero più procrastinabile. Anche al fine di "liberare" risorse pubbliche per gli interventi urgenti nel settore.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Commento
    Nome: Bruno Jaforte  Data: 20.12.2006
    Per quanto riguarda la rete delle autostrade, molti non sanno, altri hanno dimenticato e altri ancora fanno finta di avere dimenticato, che, con la sola esclusione della SA-RC e di due in Sicilia, essa è stata realizzata con il sistema delle "concessioni". Allora si disse che questo era necessario per non addossare allo stato il rilevante onere finanziario che ne sarebbe derivato se si fosse provveduto direttamente da parte dell'ANAS (ma la soc. Autostrade, era a capitale pubblico). La concessione aveva durata trentennale per consentire al concessionario l'ammortamento degli oneri di costruzione e manutenzione, dopo di che l'infrastruttura doveva essere consegnata all'ANAS che avrebbe provveduto a gestirla, senza pedaggio, nel rispetto del principio generale che le strade pubbliche sono un bene comune di tutti i cittadini. E' trascorso il primo trentennio, il secondo sta per concludersi e le concessioni, con vari pretesti, continuano ad essere rinnovate; la soc. Autostrade è stata ceduta a privati e si discute sulla istituzione di una Autorità per gestire al meglio la grande abbuffata. I cittadini italiani preferirebbero che le concessioni vengano al più presto chiuse e, nel rispetto del principio generale citato, si possa fruire gratuitamente di tutta la rete autostradale; o, quanto meno, se fosse utile mantenere un ben più modesto pedaggio, che questo venga effettivamente impiegato nella manutenzione e nel miglioramento della viabilità. Per quanto riguarda la rete ferroviaria, non si può fare a meno di rilevare che le linee cosiddette ad Alta Velocità, a parte il loro costo esorbitante, cominciano a dare segni inequivocabili di precoce obsolescenza. La tecnologia dei Transrapid, sviluppata in Germania e che ha già applicazione pratica in Cina, a Shanghai, apre infatti prospettive molto interessanti; occorrono verifiche, ma non sarebbe preferibile una pausa di riflessione per evitare di insistere in una scelta sbagliata ?
  • prima la Policy e poi l’Authority
    Nome: Alessandro Abati  Data: 12.11.2006
    Dalle autostrade… Il regolatore non può essere l’ANAS. E una vera Authority avrebbe un ruolo più idoneo al caso, ma soprattutto il pregio di dover essere super-partes e dunque di tutelare il soggetto pubblico dal privato e viceversa (vedi Anas). Tuttavia, prima di giungere “a chi regoli cosa e come”, occorrerebbe ripensare completamente il contenuto ed il tenore delle Convenzioni quali regolatrici, a monte, del rapporto contrattuale (“Oneri & Onori”) fra pubblico e privato. Affinché possano contenere da subito una esaustiva ed efficace analisi dei rischi, copertura e allocazione, da riassumersi in una matrice dei rischi che sia parte integrante, come quadro sinottico, della Convenzione stessa e da tradursi anche nel testo letterale del documento condiviso (stile “Assegno bancario”). Ancora meglio, come si usa in molti paesi stranieri, sarebbe interessante vedere adottati/inseriti meccanismi di (ri)pagamento dei gestori, che siano collegati/vincolati anche al livello di performance, parametri qualitativi e quantitativi, che il Concessionario è chiamato a raggiungere per tutta la durata del contratto per effetto della gestione/manutenzione (performance based contracts ?). …alle ferrovie Anche qui verrebbe da pensare che una Convenzione dal testo più rigoroso (con inclusa un risk-matrix) rinvierebbe gli overruns (extra costi) a rischi previamente coperti da specifici strumenti assicurativi, ovvero, al soggetto che meglio sopporti quel rischio. Sempre per le ferrovie/Alta velocità, da una analisi delle criticalities riscontrate per la TEN-T (Trans-European Network-Transport), sembrerebbe configurarsi un peccato originale fina dal livello di politica europea dei trasporti e che impone alcuni quesiti in termini di “Cost and Benefit Analysis”: (1) le opere che si è deciso di realizzare creano un vantaggio competitivo ? (2) quale è l’impatto positivo dell’alta velocità (HST) ? (3) rende di più spostare ad alta velocità persone o merci ?
    Risposta:
    Sono ovviamente d'accordo su tutto......e in particolare per la TAV ritengo che le questioni nominate non siano mai state poste seriamente dalla Commissione europea, che è stata molto ipocrita nel permettere, o promuovere, diffuse "pork barrel expenditures" per non scontentare i politici nazionali ansiosi di spendere il denaro pubblico a loro fini elettorali (o peggio). Si veda in particolare il rapporto Van Miert"
  • Autorità indipenti: poteri effettivi
    Nome: Michele Giardino  Data: 11.11.2006
    Osservazioni puntuali e penetranti. Chi si ricorda che circa quarant'anni fa fu fissata una data, tracorsa ormai da decenni, per il passagggio all'Anas e la fine dei pedaggi? Ma su ciò basta la nota in commento. C'è invece una domanda più generale che mi pongo da tempo: servono davvero nuove Autorità indipendenti, ma solo di nome, perché in effetti sin da principio concepite come dipendenti in tutto dai Governi e/o dal Parlamento? Per le nomine, mai vincolate rigidamente a requisiti precisi e doti pesonali reali,predeterminate e comprovate; per le risorse di ogni tipo, finanziarie, tecniche, umane, maliziosamene mai assegnate a priori su stime e valutazioni realistiche; per i poteri, sempre soggetti al sindacato di qualche Organo elettivo, che riporta il tutto al punto di partenza, in un micidiale gioco dell'oca, ecc, ecc. Servono davvero altri rifugi modello RAI per politici in pensione e amici fedeli a chi li nomina? Si sente davvero la voce delle Autorità che già esistono? O siamo ancora agli Anni 60: conta solo chi è eletto, non importa neppure come? A parte l'A.G., s'intende, ma questo è altro e più difficile discorso. Che c'entri qualcosa l'antiquariato dei partiti?
    Risposta:
    Le autorità indipendenti non sono certo la perfezione, che non è di questo mondo, ma sono state create nel contesto anglosassone con un obiettivo chiaro e specifico di tutela dell'utenza di servizi necessariamente monopolistici (i "monopoli naturali"), e nel complesso il loro operato viene valutato come molto più efficace a questo scopo dell'azione di organismi eletti, che tendono a cedere agli interessi dei soggetti regolati (concessionari privati, sindacati ecc.). Certo in Italia, al contrario che in altri paesi, le autorità sono ancora relativamente deboli, e il governo precedente non ha agito nella direzione di rafforzarle; tuttavia è nel programma dell'attuale governo una azione di segno opposto (e si veda in proposito il recente "documento Rutelli")" Truly MP