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Commenti

Il debito sopra Berlino

di Thiess Buttner, Categoria , Europa, Data 03.11.2006
La Corte costituzionale tedesca ha rigettato la richiesta di Berlino di 35 miliardi di finanziamenti federali per far fronte all'imponente deficit della capitale. Una sentenza apprezzata perché evita che tutti gli Stati tedeschi si sentano autorizzati a trasferire a livello federale le conseguenze dei loro disavanzi. Tuttavia, non muta l'orientamento di fondo: in caso di grave crisi fiscale, l'ultima ratio continua a essere l'intervento del governo centrale. Restano così intatti i disincentivi al perseguimento di politiche di bilancio rigorose.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Quale Stato Federale?
    Nome: Maurizio Di Bartolomeo  Data: 10.11.2006
    Complimenti per il contributo. Mi sembra che tuttavia si perda di vista il ruolo degli amministratori e la mancanza di trasparenza nella valutazione della loro performance. Di fatto qualsiasi patto di stabilità intena se sforato vede le conseguenze negative ricadere sui cittadini (tagli a servizi pubblici essenziali, aumento dei costi del servizio del debito ecc.). Come responsabilizzare gli amministratori? Quali meccanismi sanzionatori? Come distinguere tra chi ha fatto il suo dovere e chi ha sprecato i risanamenti altrui? Mi sembra che questo punto sia largamente assente nei dibattiti in materia. Grazie
    Risposta:
    Sono d’accodo sul ruolo spesso trascurato dell’amministrazione. Questo, sicuramente è molto importante nel caso di Berlino. In una prospettiva di assetto federale, enfatizzerei comunque l’importanza di implementate gli incentivi in modo corretto in modo tale che una crisi fiscale venga evitata. T.B
  • Riflessioni varie
    Nome: A. Battista  Data: 04.11.2006
    Interessanti gli spunti di questo caso, anche per l'Italia. Il tema é assolutamente generale: l'irresponsabilità di ogni centro di spesa che "non si guadagna " le sue entrate, sul mercato o almeno con la tassazione trasparente. Si narra di un politico americano candidato ad una elezione locale che, richiesto di spiegare quanto costassero i mirabolanti schemi proposti agli elettori, disse "Nothing, that'all federal money!". Il segnale della Corte tedesca é forse incoraggiante ma del tutto insufficiente: il fatto stesso che un ricorso del genere sia ammissibile lascia spazio a futuri comportamenti devianti. E del resto così la pensano le società di rating, che cambieranno idea quando ci sarà un default per mancanza di salvataggio: segnali come questa sentenza sono troppo deboli per incidere su comportamenti ed aspettative. Il coinvolgimento di un'autorità giudiziaria, sebbene ad alta valenza politica, lascia ovviamente molto perplessi: se "bail out" deve esserci, che almeno venga da un'autorità politica centrale che ne risponderà davanti ai cittadini, non da un ente che davanti agli elettori non si presenterà (per fortuna) mai. C'é da essere lieti che un simile ricorso non sarebbe proponibile nel nostro paese.
    Risposta:
    Solo su un punto avrei una visione leggermente diversa. Se un salvataggio finanziario dovesse essere deciso da una volontà politica temo che, almeno nel caso della Germania, la situazione peggiorerebbe. T.B.