Un buon tasso di crescita, un'inflazione stabile, una riduzione netta del tasso di povertà. E una ritrovata fiducia dei mercati finanziari internazionali. Sono questi i risultati positivi raggiunti dal Brasile sotto la presidenza di Lula. Ma le riforme strutturali, come quella fiscale o delle leggi sul lavoro, sono state solo timidamente avviate. Deludenti anche le politiche per istruzione e sanità. L'assetto istituzionale del Brasile non ha certo aiutato. E il ballottaggio dirà se il nuovo presidente avrà maggiori margini di manovra.