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Commenti

Un test per il preside

di Marco Leonardi, Categoria Scuola e Università, , Data 18.09.2006
L'unico modo per difendere l'istruzione pubblica è migliorarne la qualità. Ma anche nella scuola è l'organizzazione del lavoro che va modificata perché non dà ai dirigenti scolastici gli incentivi e gli strumenti necessari affinché possano migliorare i risultati didattici. Per questo va difeso il principio di un esercizio di valutazione per ogni scuola. Utilizzando i punteggi ottenuti dai singoli istituti per valutare l'operato dei presidi. Con l'obiettivo di migliorare rispetto a sé stessi, non genericamente rispetto al sistema scolastico nazionale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • presidi-dirigenti
    Nome: pietro monteleone  Data: 25.04.2007
    I presidi sono manager, pagati il doppio degli docenti, che non hanno però né gli incentivi né gli strumenti per migliorare i risultati degli istituti che dirigono. Forse bisognerebbe aggiungere che non corrono poi neanche tanti rischi: non essendoci alcuna forma di valutazione, rispondono in pratica solo a se stessi. Meno male che nessuno parla più di scuola-azienda!
  • Dirigenti incapaci
    Nome: GIANNA  Data: 27.02.2007
    Sono un Assi. Amm., che dopo tanti anni di lavoro svolto con diligenza, impegno e amore, è passata la voglia di continuare ci troviamo difronte a Dirigenti incapaci e nello stesso tempo non ci consentono di sentirci professionali, nonostante la costanza e l'impegno di sempre. E' stato un bene far diventare Dirigenti coloro che non sono all'altezza di farlo? In una scuola autonoma, non mi sento più nè appagata, nè riconosciuta nella professionalità, nè tanto meno tutelata nel mio lavoro. Che fare?
  • Dirigenti
    Nome: 16.02.2007  Data: 26.02.2007
    Non sono un Preside, non sono un docente, sono un semplice Assistente Amministrativo, quasi alla fine della carriera, ed onestamente se devo paragonare Dirienti quelli che oggi dirigono la scuola, preferivo i Presidi di una volta che effettivamente davano l'anima alla scuola. I dirigenti attuali dirigono la scuola come un'azienda loro, ma mal diretta, è un vero fallimento e senza vedere i veri problemi di tutta la gestione scolastica.
  • presidi...formali
    Nome: Cosimo  Data: 21.10.2006
    Concordo con quanto letto e aggiungo che è stato un errore far diventare DIRIGENTI coloro che non potevano mai esserlo o diventarlo.Il sistema li ha prodotti e ce li teniamo...fino a quando? La scuola la fanno gli insegnanti capaci motivati e responsabili e non i dirigenti che a mio avviso sono soltanto dei burocrati o dei teorici e non sempre sono di supporto all'azione didattica ed educativa degli insegnanti se non a ...parole.
  • cattiva scuola in cattiva società
    Nome: Claudio  Data: 28.09.2006
    Senza porre in discussione l’opportunità di introdurre parametri di valutazione, ritengo che la valutazione vera del lavoro scolastico la faccia la società nel suo complesso. In questo senso, mi chiedo se non esista un diretto rapporto tra la mediocrità degli studenti italiani nei test di valutazione internazionale e la mancanza di una qualsiasi correlazione tra formazione conseguita e prospettive di carriera. Uno studente belga, inglese o tedesco sa che se si prepara meglio potrà sperare in un avvenire migliore; per uno studente italiano questo non è vero (e lui lo sa bene). Già nell’ammissione alle università, ragazzi usciti con il massimo dei voti da licei seri vengono spesso scavalcati da chi ha magari preso il minimo in un diplomificio ma ha i contatti giusti (non parlo per sentito dire); non parliamo poi di quanto avviene nel mondo del lavoro. Quante possibilità ha un laureato con lode di entrare in uno studio professionale e quante ne ha di essere considerato un secchione e potenziale seccatore? Quante probabilità ha chi eccelle per merito di vincere un concorso pubblico rispetto all’amante o al figlioccio del funzionario? Non dubito che avvenga in tutto il mondo che il figlio dell’avvocato faccia l’avvocato e il figlio del medico il medico; ma dove c’è competizione, può almeno esserci una spinta ad assumere chi eccelle; dove “competizione” è una parolaccia, diventa una parolaccia anche “formazione seria”, con i relativi sacrifici richiesti. Meglio vivere tranquilli e fare “todos caballeros”: sono più contenti tutti, presidi, insegnanti, genitori e alunni. Quindi voler introdurre una seria valutazione del lavoro scolastico mi sembra auspicabile, ma mi chiedo se non sia un po’ come rifare il tetto mentre le fondamenta cedono.
  • chi sono e chi saranno.
    Nome: giuseppe moncada  Data: 21.09.2006
    Debbo riconoscere, da ex preside in pensionamento forzato a causa della bersani, che le valutazioni di Lotti sono perfettamente corrispondenti a quanto oggi esiste nella scuola italiana.La mia attività politica e amministrativa degli anni 80 mi hanno aiutato molto nel dirigere la scuola, oltre alla mia naturale tendenza ad operare nell'interesse dei giovani. La stessa procedura attuata per il concorso odierno non creerà affatto figure corrispondenti a ciò che si pretende da un dirigente scolastico. Non sono stati messi in atto quegli strumenti idonei a verificare la capacità di un preside nel saper coinvolgere i docenti nel lavoro scolastico. Con il concorso riservato aumenteranno i dirigenti poco capaci. Fino a quando non si capirà che l'inversione di tendenza deve avvenire dagli studi universitari, la nostra scuola sopravviverà solo grazie alle capacità, di non molti, sia docenti che dirigenti. Come viene ben detto nell'articolo, occorre una visione di sistema profondamnente diversa da quella che viene messa in atto oggi.Purtroppo in ciò i sindacati sono una palla al piede. Sono anche d'accordo con la ex collega Scardino
  • valutazione anche all'interno della stessa scuola!
    Nome: elena scardino  Data: 19.09.2006
    Sono stata insegnante e preside di scuola media negli ultimi 13 anni della mia carriera (fino al 92). Sono assolutamente d'accordo con quanto proposto dall'articolo, e in più vorrei aggiungere che le differenze di risultati si hanno spesso anche fra le classi di una stessa scuola. Avevo ideato e attuato un sistema di valutazione interno con prove oggettive da somministrare ogni quadrimestre, i cui risultati venivano poi analizzati in appositi incontri, e che funzionava anche da incentivo a una autovalutazione dei consigli di classe e a una forma di emulazione benefica. Negli anni il sistema dette buoni risultati.
  • cattiva scuola
    Nome: rob-carlo  Data: 18.09.2006
    Ma perché non si vuole la scuola dei "CONTENUTI"? Bisogna finirla con i progetti e l'offerta formativa: per la maggior parte dei casi è solo fumo per stupire! I presidi, per avere più finaziamenti, gratificano gli utenti con le promozioni facili, e gli insegnanti si adguano alle direttive del dirigente di turno.
  • Dirigenti scolastici concorsi
    Nome: Antonio Santoro  Data: 18.09.2006
    A coronamento di quanto detto nell'articolo è opportuno precisare che in questi giorni sono stati individuati i vincitori del corso concorso per Dirigenti scolastici che dovranno frequentare un corso di formazione. Nulla è previsto per gli idonei non vincitori di detto concorso che hanno comunque superato due prove scritte e due prove orali. Intanto, però, sta per essere emanato un decreto per l'assunzione di circa 1500 presidi incaricati che non hanno fatto alcun concorso e faranno un "concorso riservato" Ora pur riconoscendo le legittime aspettative dei presidi incaricati non è opportuno bilanciare la loro assunzione con quella degli idonei del concorso pubblico. L'efficienza e l'efficacia di una scuola è sicuramente legata alla preparazione iniziale del dirigente e alla sua capacita di motivare ed essere un leader per i docenti, gli allievi e per tutto il presonale della scuola. Assegnare maggiori poteri al dirigente nel campo delle risorse umane non equivale automaticamente a sviluppare una scuola di qualità, anzi può persino succedere il contrario incentivando il clientelismo. Una scuola efficace che premia la meritocrazia non può che partire dal riconoscimneto del merito nella selezione dei Dirigenti scolastici. In definitiva gli idonei non vincitori del concorso per Dirigenti scolastici hanno dato prova di saper gestire una scuola al passo con i tempi e aspettano un segnale positivo dal Ministro Fioroni.
  • ma chi sono i presidi...
    Nome: Emilio Lotti  Data: 18.09.2006
    Le cose scritte sono di buon senso ma non tutte aderenti alla realtà. La classe attuale dei dirigenti scolastici viene da un sistema "selettivo" (nessun bocciato e nessuno che si sia sentito inidoneo alle nuove funzioni) di corso concorso che ha trasformato, ope legis, dei presidi (ovvero degli esecutori di circolari) in "dirigenti". La verità è che chi era "manager" (ovvero dotato di propri ed adeguati skill "dirigenziali") ante concorso ha visto riconosciuto dallo Stato una qualifica corrispondente alle proprie capacità gli altri sono rimasti presidi con lo stipendio più elevato. Purtroppo come nella categoria degli insegnati anche in quella dei dirigenti c'è di tutto: dal vergosamente inadeguato all'incredibilmente bravo. Il vero problema che in italia è più la casualità di un mix quasi fortuito di persone motivate e capaci che fa la qualità e non un disegno ed un'azione di gestione delle risorse umane. Ed i sindacati, a mio modestissimo parere, non sono stati in questi anni di aiuto.