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Variante italiana per la ricetta Zapatero

di Tommaso Nannicini, Categoria , Lavoro, Data 04.09.2006
Come importare il meglio dell'accordo concluso in Spagna tra governo e parti sociali sulla lotta alla precarietà? Si può fare attraverso una strategia di riforma in due mosse, che prima sfoltisca la selva di contratti atipici e individui due sole tipologie di lavoro temporaneo. E poi incentivi la conversione dei contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato con costi di licenziamento ridotti. Ma che preveda anche quello che gli spagnoli hanno "dimenticato": il monitoraggio degli strumenti adottati e l'estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori flessibili.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • proposta quasi buona
    Nome: Gianluca Cocco  Data: 14.09.2006
    La ricetta spagnola sarebbe un buon primo passo in termini di lotta alla precarietà italiana. L'unico punto che non avrebbe ragione di essere preso in considerazione è quello relativo ai costi di licenziamento, che, come ampiamente dimostrato, non costituiscono un ostacolo all'espansione occupazionale italiana. O meglio lo costituiscono solo dal momento in cui si fanno circolare informazioni false che trasformano le presunte rigidità teoriche in rigidità effettive. Saluti
  • Lavoro temporaneo
    Nome: Fabio  Data: 05.09.2006
    Penso che la ricetta enunciata nell'articolo rappresenti un deciso, primo passo importante verso una regolarizzazione del lavoro temporaneo attraverso una semplificazione delle diverse tipologie esistenti. In una situazione semplificata l'analisi dei pro, dei contro, della soluzioni sarebbe senza dubbio più facile permettendo nello stesso tempo un monitoraggio più veritiero e aderente alla realtà. Il lavoro precario in Italia per come è stato impostato fino ad ora, ha dato più l'impressione di essere più che una ricetta per la "piena occupazione", un meccanismo contorto creato ad hoc per coprire le voragine del sistema previdenziale.