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Commenti

Un Dpef balneare?

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, , Data 29.08.2006
Doveva essere un Dpef di legislatura, ma rischia di passare alla storia come un Dpef balneare. I segnali di ripresa economica e l’imprevisto aumento degli introiti fiscali hanno convinto il Ministro dell’Economia e delle Finanze che l’aggiustamento di finanza pubblica richiesto dal Dpef approvato a luglio vada ridimensionato. E’ un errore, anche perché il nuovo patto di stabilità impone che l’aggiustamento sia piu’ marcato quando le cose vanno bene. Speriamo che almeno sulle intenzioni di intervenire su enti locali, sanità, pubblico impiego e previdenza il Dpef riesca a superare l’estate.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Domanda tecnica
    Nome: A.Costa  Data: 13.09.2006
    Vorrei spostare il punto di vista della discussione su un argomento che ritengo fortemente influente per l' accettabilità della manovra economica: questo pone l' accento non tanto sul peso dell' atto economico, quanto piuttosto sulla spartizione di tale peso sulle varie componenti sociali. Se si ritiene necessaria (come chi scrive) una manovra onerosa, non si potrà poi pretendere di farla pagare sopprattutto alla classe media e a quelle inferiori, poiché sarebbe questo il risultato dei tagli alla spesa sociale; in un paese civile (o che comunque ha votato un governo di sinistra), dovrebbero contribuire maggiormente al bene comune quelle classi che meno sentono il peso e le difficoltà delle gravose necessità di vita;perchè ciò non risulti una presa in giro dovrà essere evidente una diminuzione della forbice economica che separa le componenti sociali. Al di là dell' impossibilità politica (a meno di un' inverosimile campagna da parte dei maggiori media nazionali), quali sono le impossibilità tecnico-economiche?
  • Tecnica politica e cifre
    Nome: antonio gasperi  Data: 02.09.2006
    Giusto fare analisi tecniche senza preoccuparsi della fattibilità politica, è il ruolo degli economisti che non hanno responsabilità di governo. Ma allora, sapendo che la politica economica è fatta ormai soprattutto di annunci e smentite, e conoscendo il ruolo delle aspettative nei comportamenti economici, perchè non dare un consigio a questa maggioranza, e cioè di evitare i "balletti di cifre" alla ricerca del consenso di questa o quella fetta di elettorato. non credo che si possa ragionevolmente sperare di distinguersi dal precedente governo solo annunciando misure che poi non verranno rispettate, mentre alla fine dei conti la manovra sarà molto simile a quelle che l'hanno preceduta.
  • Ragione e sentimento
    Nome: Pie  Data: 01.09.2006
    Da un punto di vista logico, poco si può obiettare all'articolo, ma dal punto di vista pratico gli autori non possono non tenere conto della situazione politica. La maggioranza è risicata (anche per via della pessima legge elettorale voluta dal precedente governo) e un contentino alla sinistra radicale è inevitabile. Hanno trovato qualcosa in più e l'hanno scalato, tutto sommato non ci vedo niente di scandaloso (30 mld invece che 35 mlld).
  • economia da laboratorio
    Nome: Adriano  Data: 31.08.2006
    "Siamo ben consci che le nostre valutazioni non tengono conto della dimensione politica all'interno del governo". L'economia disgiunta dalle valutazioni non tanto politiche ma sociali non puo appassionare: semplicemente non esiste. Temo che l'obiezione di Matteo abbia qualche fondamento. Ho sempre condiviso la vostra voce perché spesso fuori dal coro: coraggio!
    Risposta:
    Cerchiamo sempre di mettere in luce le implicazioni distributive di certe scelte politiche. Trovera molti pezzi sul sito sulla poverta ad esempio. Ma la politica e'´un altra cosa. Abbiamo da tempo deciso di non preoccuparci delle implicazioni politiche di quello che scriviamo. Finiremmo per censurarci se lo facessimo. Noi diamo un parere tecnico. Ai politici il compito di mediare e poi decidere.
  • poca lungimiranza
    Nome: giuseppe caffo  Data: 31.08.2006
    Ho molto apprezzato l'articolo. Purtroppo da troppi anni le classi dirigenti italiane sono concentrate su programmi di breve periodo. Ora tocca alla sinistra che deve rinforzare il debole consenso elettorale e mantenere la coesione. Un debito pubblico superiore al 100% del PIL con tassi crescenti e la condizione demografica italiana è insostenibile nel tempo. Ma se proprio avanzano soldi, non sarebbe molto più lungimirante fare forti investimenti nell'istruzione e nella ricerca scientifica?
  • Meglio prendere la rincorsa per un lungo salto
    Nome: Andrea  Data: 30.08.2006
    Condivido in pieno il pensiero espresso nell'articolo. Credo che il compito dell' economista (perchè chiamarli tecnocrati?!) sia di indirizzare in modo critico e lucido il cammino della politica economica e se possibile deve farlo in modo piuttosto severo, posto che l'evidenza dimostra che la politica, soprattutto in presenza di coalizioni variegate e fragili, si ferma sempre qualche passetto troppo presto. Se il ministro avvertiva estrema urgenza nelle finanze (a ragione) non vedo perchè allentare la manovra al primo segnale di maggiori entrate, anche se queste si rivelassero strutturali. Voci di spesa pubblica inutili ed esagerate lo rimangono anche in presenza di un avanzo primario strutturale.
  • L'errore tecnico del tecnocrate
    Nome: matteo  Data: 30.08.2006
    Mi sbaglierò ma il vostro articolo mi sembra sul sentiero "giavazziano", per una questione sia di forma sia di merito. Nella forma percepisco un lieve retrogusto di acredine o se vogliamo un eccesso di severità nei confronti di TPS, eccesso che non credo derivi da questioni personali ma può essere un legittimo segnale di sostegno a FG (collega e collaboratore de Lavoce) con riferimento alla recente querelle. Nel merito, è giavazziano laddove io ritengo si commetta lo stesso errore commesso da FG, che definirei "errore tecnico del tecnocrate", cioè quello di esprimere una valutazione attribuendo un'importanza eccessivamente ridotta alla dimensione politica della scelta tecnica. Detto questo, si può certo chiedere qualcosa al ministro su come si è deciso che l'aumento delle entrate è strutturale e dunque lo si può usare per ridurre l'entità della manovra non violando l'obbligo di fare i conti sul saldo primario corretto dal ciclo.
    Risposta:
    Siamo ben consci che le nostre valutazioni non tengono conto della dimensione politica all'interno del governo. Quello è il ruolo dei politici, non di noi redattori della voce.info
  • una domanda
    Nome: giorgio  Data: 30.08.2006
    La mia è più cha altro una domanda: Si è largamente sostenuto (anche dalle colonne de lavoce.info) che i limiti imposti dal trattato (e in particolare il tetto del 3%), nonostante la revisione del patto, non siano ragionevoli e in particolare non siano adatti a fuoriuscire da situazioni di stagnazione. Il governo italiano e il suo ministro dell'economia sono comunque tenuti a rispettarli, anche qualora pensassero che per la ripresa e per lo stato dell'economia italiana sarebbe meglio una manovra piu' leggera. Non è un caso infatti che il principale argomento che viene contrapposto agli "spalmatori" è la necessità di rispettare gli impegni internazionali. Ne seguirebbe allora (se assumiamo che nessuna proroga sia ammissibile o desiderabile) che la manovra più adatta è la più leggera fra quelle che consentono di "non sforare". Sembra questa la (ragionevole) propensione del ministro dell'economia. Dove sbaglio?
    Risposta:
    o il Governo ha sbagliato a luglio o sta sbagliando adesso. lo deve dire per una questione di trsparenza. e, se ritiene, che il miglioramento del gettito sia strutturale (e non ciclico o dovuto ad una tantum) deve spiegarci il perché.