L’esito del referendum di giugno, che ha bocciato la riforma del centro-destra, non esclude la possibilità di revisioni della Costituzione, purché ampiamente condivise e di portata limitata. Sarebbe necessario intervenire sulle regole istituzionali del federalismo fiscale, introdotte dalla riforma del Titolo V del 2001, la cui applicazione si è rivelata eccessivamente complessa. In questa direzione, una proposta che ripensa la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, le modalità di finanziamento dei governi locali, il ruolo delle Province e corregge il bicameralismo perfetto.
Finora, a fronte di nuove competenze mi sembra che le Regioni si siano limitate a trattenere ampia parte delle entrate, trasferendo invece l’esercizio delle funzioni in delega alle Province, che, ovviamente, per sostentarle non hanno potuto far altro che innescare un'ulteriore richiesta di risorse piuttosto che una diminuzione delle medesime. Nel frattempo, pur delegando le funzioni, lo Stato ha continuato a magiare risorse quanto prima, nonostante spesso si sia limitato ad attività sempre più di controllo e studio sugli altri comparti. Andrebbero limitati numero di consiglieri ed assessori, nomine nei CDA, ed aboliti aboliti organismi ormai anacronistici o inutili come Prefetture, Comunità Montane, uffici decentrati dello Stato, Ato, ecc, al fine di costituire un pacchetto di servizi utilmente erogati dalle Province. Le Regioni sono e rimangono dei carrozzoni troppo distanti dai cittadini. Ma la prima grande riforma sarebbe l'abolizione del bicameralismo perfetto!
Concorso con la proposta. Per quanto riguarda le Province, la necessità della loro abolizione dopo la nascita delle Regioni è apparsa chiara fin dai primi momenti e le proposte, anche di autorevoli esponenti politici, sono cominciate decenni fa. Nel tempo la richiesta è stata reiterata sempre più frequentemente in modo trasversale da più settori della società determinando di fatto un largo consenso. Incredibilmente fino ad oggi non vi è stata traccia di proposte concrete. In assenza di iniziative più qualificate di teorici preposti, per passare dalle parole ai fatti, dal lamento continuo alla proposta, un gruppo di semplici cittadini, notte dopo notte, con il contributo di specialisti e di amici che intendono metterci del proprio per cambiare le cose, ha messo a punto una proposta concreta, con un percorso preciso per arrivare alla Abolizione delle Province. A tal fine è stato pubblicato un blog (www.aboliamoleprovince.it) che Vi prego di visitare, sostenere, diffondere. Saluti. Lorenzo Furlan