Logo stampa
 
 
 

Commenti

Un ticket per Milano

di Andrea Boitani, e Roberta Frisoni, Categoria Infrastrutture e Trasporti, , Data 21.08.2006

Dopo l’esperimento di ticket d’ingresso in centro avviato a Bologna nel mese di giugno, la nuova giunta milanese sta discutendo la possibilità di far pagare un pedaggio per l’utilizzo della macchina in città. Del ticket d'ingresso già si era discusso su queste colonne. La proposta, seppur apprezzabile per il coraggio di avvalersi di uno strumento impopolare come il road pricing, sembra tuttavia discriminatoria e destinata ad essere poco efficace.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Pollution charge
    Nome: Raffaele Medugno  Data: 07.12.2006
    L'introduzione di una pollution tax a Milano è pienamente condivisibile, come trovo del tutto condivisibile il metodo di introduzione proposto dal sindaco Moratti (discriminazione tra residenti e non). Ciò non perchè i residenti hanno un maggiore "diritto" ad inquinare la propria città: in Italia è radicato un immobilismo verso i problemi gravi del sistema sociale e una cultura contraria ad ogni tipo di riforma che obbliga la classe dirigente (quando non agisca a fini clientelari) di agire con la massima prudenza. E' naturale pensare che la pollution charge verrà estesa in un secondo momento anche ai residenti, spingendo di conseguenza i sindaci delle città della provincia ad adottare un provvedimento simile nei propri comuni, contribuendo migliorare in modo tangibile il problema della congestione e dell'inquinamento nell'interland milanese. Insomma in Italia è obbligatoria la politica dei piccoli passi che di coseguenza può solo essere sostenuta e non biasimata. Se il provvedimento fosse stato accompagnato da una finanziaria che avesse previsto un'effettiva progressività nel bollo auto, allora la classe politica avrebbe delineato una strategia forte e credibile di lotta all'inquinamento. Ma ad oggi questo non si può dire: l'ennesima occasione mancata.
  • Economia a rotoli
    Nome: SILVANA  Data: 02.11.2006
    Io abito nell'hinterland milanese e mi sposto a Milano solo per lavoro è ovvio che un ticket per l'ingresso nella città contribuirebbe a decurtare ulteriormente il mio stipendio di un tot mensile che si aggiungerebbe alle maggiorazioni già previste in finanziaria sul bollo, alle tasse indirette sul carburante, all'assicurazione auto oltre che alle spese di manutenzione dell'auto. dovrò pensare a ridurre altre cose, ad esempio i divertimenti e gli acquisti; la conseguenza è che i negozi a Milano saranno accuratamente evitati a favore dei negozi nell'hinterland, e anche qui le spese saranno magre. Insomma è un altro modo per far fallire l'economia del paese. ( ma poi io ho un'auto non inquinante acquistata un mese fa!
  • Bene
    Nome: Francesco Paoletti  Data: 03.10.2006
    Si può anche essere d'accordo con Marco. L'aria di Milano è a livelli di inquinamento insopportabili, e la respiriamo tutti. Quindi bisogna fare qualche cosa per limitare il traffico di residenti e non residenti. Il traffico diventa un bene limitato: può essere giusto far pagare una tassa. La mia modesta proposta è che sia versata al Comune di Milano da chi varca i cancelli elettronici in entrata; e alla Provincia da chi lo fa in uscita. La distinzione fra residenza e non a mio parere non può e non deve contare (è incostituzionale e contrasta con i principi di uno stato di diritto). Inoltre, credo che se si vuole davvero ridurre il traffico le risorse raccolte devono essere vincolati alla realizzazione di linee metropolitane (e alla ristrutturazione delle linee ferroviarie S, che ne hanno tanto bisogno per diventare davvero delle metropolitane).
    Risposta:
    L'idea del ticket in uscita e in entrata non è male, ma rimane il problema della congestione e dell'inquinamento generati da chi né entra né esce, ma semplicemente circola dentro Milano. Quanto ai livelli ormai insopportabili di inquinamento, bisogna essere più cauti. Se parliamo dei livelli "percepiti" lei può avere ragione; ma se parliamo dei livelli effettivi, bisogna distinguere tra CO2, polveri sottili, ozono, ecc. Per una parte significativa di questi inquinanti la situazione è oggi a Milano molto migliore che trenta o anche quaranta anni fa. Certo, rimane il problema del CO2, ma non è un problema locale, prurtroppo." (A.B.)
  • Bene il road pricing
    Nome: marco  Data: 21.09.2006
    Non vorrei che la vostra analisi fosse dettata esclusivamente da appartenenze politiche. Non credo molto nella politica della Moratti, ma devo ammettere che l'idea del ticket sia ottima. A Londra il metodo ha funzionato, sebbene con logiche diverse, ma tutte le città che hanno dovuto affrontare il problema del congestionamento hanno usato tecniche di pricing. Un ottimo esempio ne è Oslo. So bene che la proposta del sindaco così com'è è perfettibile, ma bisogna appoggiare per adesso una proposta del genere, visto che la qualità dell'aria a Milano è la peggiore in Europa e il traffico contribuisce in maniera decisiva a questo avvelenamento. Intanto parta l'idea, poi si correggerà la rotta vedendo come funziona.
  • La legittimità delle tasse
    Nome: Francesco Paoletti  Data: 15.09.2006
    Non sono un esperto di teoria del diritto o di scienza delle finanze, ma credevo di aver capito che la legittimazione dell'Amministratore Pubblico alla funzione di imposizione fiscale derivasse dal controllo elettorale: i cittadini che considerassero illegittima una imposta a LORO applicata possono decidere in futuro di votare diversamente. La novità - che passa secondo me sotto eccessivo silenzio - della proposta Moratti (ex Albertini), così come della legge Soru in Sardegna e dsell'idea di tassare chi passa sui valichi alpini in Alto Adige (così siamo del tutto bipartisan, anzi tripartisan...) e nell'idea di chiedere ai propri elettori il mandato a tassarne ALTRI. Ovvio che i primi siano favorevoli, dato che intravedono per se dei vantaggi a costo zero, che possono arrivare addiritura a riduzioni fiscali in altri ambiti (ad esempio, con le entrate del ticket Moratti potrebbe alla fine finanziare la ventilata riduzione dell'ICI). Ma la questione è: si può considerare legittimo tutto ciò in uno Stato di Diritto?
  • Una precisazione
    Nome: Luciano Messori  Data: 08.09.2006
    Anche se probabilmente la pollution charge a Milano assumerà aspetti diversi da quelli che si supponevano quando l'articolo è stato scritto, vorrei precisare che in realtà fare pagare una pollution charge a Milano e non negli altri comuni della provincia ha una sua razionale economica. Questo in quanto il danno marginale generato da un autoveicolo circolante a Milano per via delle sue emissioni è maggiore di quello generato da un veicolo circolante in un diverso comune della provincia milanese. Infatti le funzioni di danno dell'inquinamento atmosferico sono del tipo "a gradini" ragion per cui ad una maggiore concentrazione delle emissioni corrisponde un danno marginale notevolmente maggiore, ed inoltre il danno stesso dipende dalla concentrazione dei ricettori, ed ambedue le concentrazioni sono notoriamente più alte a Milano rispetto agli altri comuni della provincia. Quindi la razionale in questione è quella di fare pagare chi con i suoi comportamenti genera un costo sociale maggiore. A parte questo particolare concordo pienamente con i contenuti dell'articolo, e spero che in futuro il road pricing sia sempre più considerato dalle ammin istrazioni pubbliche e dai cittadini uno strumento da utilizzare per risolvere i problemi del traffico, e non semplicemente un'altra tassa da applicare o un balzello di vago sapore medioevale.
  • Quale inquinamento?
    Nome: Paolo Pezzuoli  Data: 31.08.2006
    Concordo con l'articolo. Si parla sempre di inquinamento dell'aria, ma ritengo che in certe realtà, come Milano, l'inquinamento delle strade, inteso come eccessiva quantità di veicoli, fermi o in movimento, che limitano lo spazio fruibile, sia ben più grave. Demagogico quindi tariffare in base alla classe di inquinamento dei veicoli: sarebbe solo un ennesimo incentivo ad acquistare nuovi veicoli euro4. Viceversa, lo scopo é di ridurre il traffico privato nel centro: quindi, a parte i residenti nella zona interessata, tutti gli altri dovrebbero pagare. A Londra il controllo è effettuato mediante telecamere in grado di "leggere" le targhe e verificare se quel veicolo ha pagato il ticket, quindi l'emissione del ticket deve avvenire con un sistema on line che registri la targa: siamo in grado di fare altrettanto, e per giunta differenziando euro3, euro4, residenza ecc? Ho dei dubbi! Per cui è meglio semplificare al massimo: tariffa uguale per tutti, ed eventuale abbonamento mensile o annuale. Per contro si devono opportuinamente adeguare i servizi pubblici.
  • Due osservazioni
    Nome: Enrico Marchesi  Data: 29.08.2006
    Mi limito a fare due osservazioni. A Londra è presente una estesa rete metropolitana ed esistono quindi alternative all'utilizzo dell'auto. A Milano i mezzi pubblici sono meno efficienti e spesso i non residenti sono costretti a servirsi dell'auto per mancanza di soluzioni alternative. Di conseguenza la loro domanda di mobilità tramite auto è rigida. Introdurre un pedaggio per l'entrata in città in questo contesto è solo una gabella mediovale, perchè difficilmente si potrà determinare una reale riduzione del traffico. Tutto al più si potranno raccogliere risorse o far aumentare il valore delle case in città. Quando all'ipotesi di innalzare il pedaggio bisogna tenere conto che tre euro al giorno per alcune categorie di lavoratori è già una cifra rilevante (che tra l'altro si va ad aggiungere al costo di utilizzo della tangenziale). Stiamo parlando di circa 1000 euro all'anno. Per alcuni lavoratori equivale ad una mensilità. Non credo, in definitiva, che sia accettabile che i costi del sistema siano scaricati sempre e comunque sulle spalle dei più deboli.
  • Una follia
    Nome: cartacci  Data: 28.08.2006
    L'idea mi sembra una follia ! vi porto l'esempio di un mio caro amico, che per 15 anni ha usato i mezzi pubblici per entrare in Milano, con tutti i sacrifici del caso (ritardi, affollamento, caldo ai limiti del malore, sporcizia, e chi più ne ha più ne metta). Ebbene, ora utilizza l'auto, impiegando circa 25 minuti. Sapete quanto impiegava con i mezzi? un'ora circa! e anche di più in caso di ritardi o guasti. Con il pedaggio si penalizzerebbe ancora di più chi non ha molti mezzi economici (e non può passare ad un'altra auto, Euro4 o Euro100) a fronte di mezzi pubblici INDECENTI ! Vlad Cartacci
  • Come integrare la proposta
    Nome: Alessandro La Spada  Data: 25.08.2006
    L'analisi dell'articolo e' sicuramente condivisibile, vorrei aggiungere tre elementi che possono a mio avviso completarla: - Quando si definisce discriminatorio tassare un veicolo identico a seconda della residenza del proprietario dentro o fuori Milano: un'analisi economica non puo' tralasciare che il non residente versa le sue tasse locali altrove, per cui il discriminante non e' il veicolo, ma il costo per la collettivita'. Chi risiede a Milano pareggia pagando i tributi locali, gli altri no e devono sopperire con la tariffa. - Pero' e' giusto mediare il concetto: tra la periferia e il centro c'e' una oggettiva differenza, tale da giustificare l'esistenza di due tariffe (periferia e centro storico). Il non residente paghera' 1 per accedere alla periferia o 2 per il centro storico, il milanese paghera' 0 per la periferia o 2 per il centro storico. - Riguardo all'applicazione pratica della tariffa: l'ATM ha attivato un servizio ben congegnato, Sosta Milano sms, per pagare il parcheggio (strisce blu o corrispondenza) con il cellulare. Il comune dovrebbe incaricare rapidamente l'ATM di sviluppare una versione del sistema adatta alla gestione della tariffa d'ingresso. I risparmi sui controlli manuali sarebbero rilevanti, l'efficienza dei controlli stessi aumenterebbe, percio' una quota maggiore del gettito si potrebbe destinare davvero al trasporto pubblico, che sconta molti anni di disinteresse della precedente amministrazione.