Cresce il ricorso al mercato degli enti locali, anche per compensare i minori finanziamenti statali. Finora, le amministrazioni si sono avventurate sui mercati nazionali e internazionali in ordine sparso, ricavandone alti costi dei finanziamenti e pericoli da non sottovalutare. Si potrebbe invece costituire, sull'esempio della Consip, un'agenzia cui gli enti locali siano tenuti a chiedere consulenza e valutazione del rischio. Non è un ritorno alla centralizzazione. E' un modo per impedire focolai di sofferenza finanziaria nel settore pubblico.
L'idea del think thank nazionale non è da sottovalutare, ma dovrebbe essere in grado di seguire gli enti locali per tutta la durata dell'investimento, per esempio effettuando controlli periodici sul market2market o per validare la qualità delle operazioni operate con i fondi di ammortamento. Non dovrebbe noltre avere solo un valore consultivo, diversamente gli enti locali andrebbero avanti comunque per la loro strada. Potrebbe invece fornire linee guida ben precise non rispettando le quali l'ente locale non potrebbe procedere all'operazione. Infine, il problema vero si origina quanto gli enti affidano ai proprio advisor - senza gara alcuna - il compito di portare avanti operazioni finanziarie. In questo modo l'advisor si trasforma in dealer o arranger e si origina un pericoloso conflitto di interessi dove nessuno più controlla dove sta il vantaggio per l'ente stesso. Che certo non può far affidamento sulle proprie competenze interne...