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Le regole dell'indulto

di Gilberto Muraro, Categoria , Giustizia, Data 27.07.2006
Se indulto deve essere, che sia almeno il più equo possibile: applicato a tutti i reati e proporzionale alla pena già scontata in condizioni di sovraffollamento. Ma ci si dovrebbe chiedere come configurare il condono in modo da eliminare l'eccesso di popolazione carceraria nel periodo necessario per realizzare le politiche risolutive del problema: sostegno agli scarcerati per il loro reinserimento nell'attività lavorativa; ampliamento delle carceri e del personale di custodia, modifica dell'ordinamento, con depenalizzazione o riduzione delle pene.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • INDULTO
    Nome: Fausto Massari  Data: 06.08.2006
    Trovo l'articolo di Gilberto Muraro esemplare per lucidità e onestà intellettuale. Ma non credo che le argomentazioni da lui esposte abbiano avuto alcunché a che vedere con le motivazioni inconfessate, e inconfessabili, che hanno spinto i parlamentari a votare questa legge: infatti il dibattito è stato incentrato solo su peccati più o meno perdonabili, ed del resto i reati di mafia, terrorismo, pedofilia, ecc... sono rimasti esclusi. Ciò che mi stupisce è che Prodi abbia, se non concorso, almeno avallato un'operazione tanto amorale quanto autolesionista per lui che su una maggiore etica in politica aveva investito parecchio e con successo.
  • Indulto: due o tre cose che non so di Lui
    Nome: Michele  Data: 02.08.2006
    La prima. A elemento dirimente della scelta se farlo o meno, viene posto l'assunto: poichè per farlo occorrono i 2/3 dei parlamentari o si riteneva più urgente fare uscire i carcerati - stante la situazione delle carceri - o si lasciava perdere. Spiacente ma non ritengo corretto porre la situazione in questi termini: la necessità della maggioranza dei 2/3 indica solo che occorre una mediazione, non dice nulla sulla sua natura specifica. Di quel percorso di mediazione, avvenuto nel chiuso delle commissioni parlamentari e delle trattative sottotraccia, non sappiamo nulla, se non il fatto che, come nel film Il Padrino, "è stata fatta una offerta che non potevamo rifiutare". Perché, come, quando? Vero che siamo di fronte a un governo costretto a utilizzare sistematicamente la scorciatoia della fiducia in Parlamento, ma non vorrei lo facesse anche nei confronti dei suoi elettori: la perderebbe. La seconda. Nessuno conosce il numero esatto degli ammessi all'indulto, tra scarcerati e detenuti che transiteranno ad altre tipologie di rieducazione/detenzione (domiciliari, servizi socialmente utili ecc.) spesso insufficienti o inesistenti, tant'è che si parla indifferentemente di 12000 o 22000 persone. Non è una cosa seria e può esser fortemente controproducente, portando molti di essi all'abbandono e alla recidiva obbligata. Non è così che agisce un governo riformatore. Ieri infatti si sono visti in TV detenuti per clandestinità rilasciati avviarsi da soli non si sa dove, invece che esser accompagnati ai voli aerei per tornare in patria o ai CTP, finchè la legge vigente è così formulata. Quei detenuti "indultati", in altre parole, erano già di nuovo recidivi senza aver altra scelta. Comcludo. Io non credo che i differenti giudizi sull'indulto, soprattutto da parte degli elettori che sostengono questa maggioranza, siano da ricondursi esclusivamente alla dicotomia irrazionalità/razionalità. Vedo molta molta razionalità anche in chi è rimasto del tutto sconcertato.
  • Indulto ed ipocrisia
    Nome: LGiuliani  Data: 31.07.2006
    La questione dell’indulto ha devastato anche il mio animo di elettore diessino, socialdemocratico convinto. Ma non è stato il provvedimento a sconcertarmi, nè il fatto che ci sia illusi di risolvere così il problema (12-18 mesi e ci risaremo), ma i commenti degli elettori della mia parte politica, che si sono lanciati in un’allegra ondata di indignazione degna delle migliori anime candide! Il problema: le carceri scoppiano. Soluzioni: costruire più carceri (con quali soldi?) o buttare fuori un po’ di gente. Provvedimento possibile: Indulto, richiesta maggioranza dei 2/3. Ora, la Lega è contraria, perché i criminali in giro mai!!, A meno che non escano con la Ex Cirielli o con il Legittimo sospetto, allora sì!! AN, idem. Anzi se hanno spacciato droghe leggere fuciliamoli direttamente. Unica alleanza possibile: gli impresentabili Berluscones e l’UDC. Conditio Sine Qua Non: includere i reati che interessano a questi signori. Quindi, solo 2 alternative: 1. Non si includono quei reati, e si lascia tutto così com’è, alla faccia dei nostri bei principi umanitari (Guantanamo neanche per i terroristi, giustamente, ma PoggioReale va bene!!!). 2. Ci si tura il naso, si prende atto della situazione, e si ingoia l’amaro boccone dell’accordo. Il resto, sono chiacchiere da bar... LGiuliani
  • INDULTO
    Nome: ANDREA DE NARDIS  Data: 31.07.2006
    In questi giorni credo sia doveroso chiedersi il senso di un provvedimento come l'indulto cosi' come proposto e votato da gran parte del centro sinistra e del centro destra. Come elettore di sinistra e come soggetto impegnato nell'attività politica (sia pur con i limiti che la "palude milanese" concede) non posso non sentirmi tradito. La riforma, così come formulata, prevede che siano inseriti anche i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso, etc.), reati finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriamento indebito, aggiotaggio, etc.) e societari (fallimento etc.) : lo ritengo inammissibile per la credibilità della nostra coalizione. Se il problema è la questione del sovraffollamento delle carceri, non capisco perché a tutti i costi si debbano inserire tra le persone che godranno dell’indulto anche coloro che hanno commesso questi tipi di reato. Era poi questo il provvedimento sulla giustizia più urgente? (e bloccare la Castelli?) Per anni abbiamo criticato la perdita di senso della giustizia e di morale pubblica degli esponenti del centro destra (i.e. la legge sul legittimo sospetto, la ex-Cirielli, la depenalizzazione del falso in bilancio e la Pecorella); per anni abbiamo evidenziato come in un mondo che richiede più severità contro certe pene solo il governo berlusconi depenalizzava certi reati. E come segnale di svolta che si decide di fare?Ci si incammina allegramente con i nostri avversari politici lungo la stessa strada. Il rilancio del paese non può essere solo economico ma anche civile.Non si possono chiedere sacrifici, fare sermoni sulla legalità, la lotta all'evasione, la necessità si una riscossa morale, la voglia di far "alzare lazzaro" se poi gli esempi concreti di azione legislativa sono il frutto di inquietanti compromessi. Il paese cerca nuovi leader e nuovi programmi. Con queste scelte non si intravedono ancora.
  • meglio uccidere che evadere il fisco
    Nome: Federico  Data: 31.07.2006
    secondo i commenti che ho letto evadere il fisco dovrebbe esserepiù grave di un omicidio volontario.con questa legge se hai sequestrato e ucciso una persona, rientri nell'indulto, se solo l'hai sequestrata, no. un terzo dei carcerati sono tossicodipendenti (immagino non sia questo un mistero per chi ha a che fare con le prigioni). se si vuole impedire un riaffollamento bisogna agire tempestivamente sul temi come il proibizionismo delle droghe e della prostituzione
  • no all'indulto
    Nome: ettore  Data: 30.07.2006
    Sono contrario all'indulto perchè mina il principio della certezza della pena, incentiva la commissione dei reati, e non risolve il problema del sovraffollamento delle carceri. Se le carceri sono insufficienti, se la logica ha ancora un senso, la risposta più appropriata dovrebbe essere la costruzione di nuove carceri e non la rimessione il libertà dei detenuti!
  • indulto
    Nome: francesco  Data: 29.07.2006
    Appartengo a quel 93 % che secondo la repubblica è contrario all'indulto o meglio personalmente sono contrario a che l'indulto finisca per premiare comportamenti socialmente riprovevoli o abietti tra i quali i reati di speculazione e quelli come la corruzione che arrecano danni permanenti alla p.a. Non condivido l'indulto anche se in certi casi è necessario(carceri piene)perchè demotiva chi opera correttamente e incentiva alla recidiva chi ha commesso già reati... Occorrono misure alternative quali trasformare i due -tre anni condonati in servizi di utilità sociale(spazzare le strade,servire alle mense dei poveri e simili)con controllo su questo strumento alternativo da parte delle autorità pubbliche.
  • beati i ricchi!
    Nome: giuseppe caffo  Data: 29.07.2006
    Se fossi un ricco guardato a vista da guardie del corpo non sarei preoccupato del fatto che molti criminali tornano in libertà anzitempo grazie all'indulto. Se fossi un povero anziano esposto a scippi,rapine e borseggi,sarei molto preoccupato e spaventato. Se fossi un magistrato oberato di lavoro,sarei ben certo che molti di questi criminali possano commettere reati,aumentando l'ingorgo dei tribunali,la durata dei processi,e quindi il numero dei detenuti in attesa di giudizio (che è la vergogna della nostra giustizia).La Repubblica ha fatto un sondaggio:il 93% degli italiani è contraria all'indulto.La maggioranza dei politici è sempre più lontana dalla gente!
  • Indulto, ma non a tutti!
    Nome: Natale Ruggeri  Data: 29.07.2006
    Non capisco perchè l'indulto deve essere esteso a tutti, o quasi. E' vero che se fossero stati esclusi coloro che sono stati condannati per reati finanziari probabilmente, una volta usciti dal carcere, non avrebbero avuto ricadute sul piano penale, è anche vero che molto probabilmente coloro che invece hanno commesso reati poco rilevanti alle cronache, mi riferisco ai piccoli furti da parte dei tossicodipendenti e piccoli criminali, nel giro di un biennio si ritroveranno nuovamente tra le mure di un penitenziario, tuttavia, ritengo che questi tipi di provvedimenti oltre ad alleggerire le strutture carcerarie devono anche lanciare un messaggio positivo alla gente. Non si può non tenere in considerazione il fatto che, mentre un corruttore ha corrotto perchè avido di denaro e di potere e che probabilmente avrebbe potuto vivere tranquillamente anche senza commettere il reato, i piccoli criminali o tosscodipendenti invece, solitamente commettono dei piccoli reati per necessità, certe volte si trovano in questa situazione di disagio proprio a causa dell'avido corruttore o "furbo del quartierino" che, indirettamente o direttamente, evadendo le tasse, o altro, toglie, non solo risorse per il recupero di questi soggetti in difficoltà, ma anche risorse all'intera collettività. Non bisogna guardare solo agli aspetti "tecnici" ma anche all'impatto che questi provvedimenti possono avere sull'opinione pubblica in generale. Questo non significa essere moralisti ma essere equi.
  • indulto si, ma....
    Nome: luca  Data: 28.07.2006
    Un gesto di clemenza è indubbiamente necessario se non altro perchè, troppo spesso ultimamente promesso, ha creato delle aspettative che non possono essere ulteriormente frustrate. Non per fare del razzismo penale, ma il furto di un portafoglio o di un cellulare dovrebbe essere cosa ben diversa dalla truffa messa in atto da supergeni del male per fregare migliaia di consumatori o milioni di contribuenti. Cosi come ben diverso è corrompere un giudice,o un altro pubblico ufficiale dall'andare in una mensa universitaria e rifiutarsi di pagare per sensibilizzare l'opinione pubblica su costi totalmente insostenibili per uno studente universitario. O peggio ancora evadere il fisco,cioè lo Stato, cioè tutti noi e quindi indirettamente non dare finanziamenti a scuole, ospedali, e servizi pubblici in generale dovrebbe meritare maggior rigore rispetto a tanti altri reati cosiddetti bagattellari. O vogliamo proprio essere ipocriti oltre che disonesti e dire che dare una mazzetta da un milione di euro a un mafioso in cambio di 1000 voti equivale a scaricare da internet un cd musicale e venderlo a uno studente per 5 euro anziche privargli di fatto della possibilità di ascoltarlo perchè ne costa 20? Se tutto questo vi sembra la stessa cosa... io non credo che questi casi concreti debbano godere dello stesso provvedimento di clemenza perchè uguali non sono proprio. Da una parte c'è la necessità direi quasi lo stato di bisogno che spinge a compiere determinate azioni, dall'altra c'è solo l'avidità, la sete di potere, l'ingordigia e la malvagità che non possono in alcun modo giustificare uno sconto della pena. Tengo a precisare che questa non è ne demagogia, nè populismo, ma solo il parere di un onesto lavoratore che è stufo di vedere in carcere i poveri "cristi" e che qualche volta vorrebbe vedere anche qualche malfattore potente in carcere, ma in un carcere vero, non in una "suite" e per giunta solo per qualche giorno.