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Commenti

I due Bernanke

di Tommaso Monacelli, Categoria Moneta e Inflazione, , Data 18.07.2006
Si dice che il nuovo governatore della Fed, Bernanke, abbia difetti di comunicazione e che sia poco sensibile all’ inflazione. Ma ad ogni cambio di regime di politica monetaria la reattività dei mercati aumenta fisiologicamente. Le reali “ambiguità” di Bernanke sono altre: La Fed transiterà ad un regime di inflation targeting? E come gestirà la Fed la fase critica di rallentamento del mercato immobiliare americano?
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • tassi e inflazione
    Nome: carlito  Data: 31.01.2007
    Buongiorno, ripropongo una domanda posta qualche giorno fa sul vostro sito riguardo al rialzo dei tassi di interesse. La BCE, dopo aver tenuto i tassi bassi per la scarsa crescita economica, ora li rialza continuamente per evitare ‘forti spinte inflazionistiche’. Io non sono un economista, ma un pragmatico ingegnere e sinceramente non colgo nei dati sull’inflazione dell’area euro queste forti spinte. L’inflazione da anni non si schioda dal 2%, qualcosina in più, qualcosina in meno, ma siamo sempre lì. Considerando che prima dell’euro le varie inflazioni dei paesi erano europei erano spesso anche il doppio di quelle attuali, non capisco davvero dove la BCE vede queste spinte. A mio parere chi spinge davvero sono le banche che, dopo aver venduto mutui a iosa, dato prestiti e finanziamenti alle indebitatissime famiglie e anche aziende europee, ora ne vogliono trarre tutti i vantaggi possibili, chiedendo alla BCE, che pur sempre è una banca, di far cassa. A me sembra ridicolo che un rialzo costante di 0,25 punti dei tassi blocchi l’inflazione (che come ripeto è tale e quale a quella di 18 mesi fa). Se davvero ci fossero queste ‘spinte’ bastava rialzare i tassi due volte di almeno lo 0,5% in modo da bloccare con una bella frustata ogni rialzo dell’inflazione. ULTIMO AGGIORNAMENTO EUROSTAT DEL 31.01.2007: inflazione area euro a gennaio ferma all'1,9%. I tassi a marzo saliranno di nuovo, a prescindere da questo dato, l'inflazione secondo me è solo un pretesto.
    Risposta:
    La BCE reagisce alle "spinte" inflazionistiche prima che queste si trasferiscano sui prezzi. E' questa aziobe anticipata che consente di controllare la doinamica dei prezzi. In buona parte e' grazie a questo che l'inflazione effettiva non si scosta, come lei dice, dal 2%, da quando la BCE persegue questa politica
  • un'osservazione
    Nome: emanuele canegrati  Data: 20.07.2006
    Premesso che non mi occupo di politica monetaria, ho comunque letto con molto interesse il suo articolo. Mi capita di leggere tutti i giorni il Wall Street Journal e seguo con particolare curiosità gli sviluppi della "paura" inflazionistica che si sta verificando negli USA. I mercati finanziari statunitensi sono impauriti dal rischio inflazione, Bernanke ha reagito più volte con dei rialzi dei tassi d'interesse a volte promettendo che sarebbe stata l'ultima. Lo situazione economica sembra stia entrando in una fase di rallentamento. In realtà credo che una variabile fondamentale da considerare sia il lag temporale con il quale un rialzo dei tassi d'interesse comincia ad avere effetti sull'economia reale. Negli USA è mediamente stimato in 7 mesi. Quindi vuol dire che l'economia che stiamo osservando oggi vive sugli effetti della politica monetaria attuata 7 mesi fa e che per vedere gli effetti di quella di oggi occorrerà aspettare altri 7 mesi. Il rischio è quello che la FED abbia alzato troppo i tassi d'interesse e si finisca in una situazione di overshooting. Vedremo fra poco se il rialzo dei tassi si risolverà solo in un rallentamento dell'economia (come successe negli anni 90) oppure come avvenne nel 2000 porterà ad una lieve fase recessiva. Rimane comunque impressionante il vedere come il dinamisco delle politiche monetarie attuate dalla FED segua (proprio a livello grafico) il trend del PIL e dell'inflazione; sembra invece che la stessa cosa non si possa dire della politica attuata dalla BCE, apparentemente molto più "ingessata" e sicurametne meno movimentata.
    Risposta:
    Grazie per il suo commento. Non credo che la Fed abbia alzato troppo i tassi di interesse. Il "livello" a cui arrivano i tassi spesso conta poco, quello che conta è come vi si è giunti. La Fed ci è arrivata tenendo a freno (finora) le aspettative di inflazione, proprio per la credibilità del sentiero seguito. La sfida ora è di ancorare le aspettative di inflazione in presenza di nuovi shock petroliferi.
  • E dove sta la BCE?
    Nome: Thomas Manfredi  Data: 18.07.2006
    Ho trovato molto stimolante il suo articolo. È vero, su molte di queste questioni la teoria economica non è ancora pervenuta a conclusioni incontrovertibili (qualora mai ne esistano). Semplicemente le vorrei segnalare la differenza esistente tra la FED e la nostra BCE. Mi pare che quantomeno gli USA dal passaggio da Greenspan a Bernanke abbiano "giocato" a somma zero, perdendo in carisma, ma guadagnando in conoscenza scientifica. Che dire dell'Europa? Parrebbe che a nessun economista serio sia mai pervenuto qualche lavoro rilevante da parte di Trichet, né che qualcuno lo possa lodare come un Napoleone delle moneta. Accademicamente scadente, di carisma incerto... Dovunque uno guardi, sognerebbe almeno un poco di vivere al di sotto dell'ombrello del dollaro.