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Commenti

Un decreto al microscopio

di Angelo Baglioni, , Andrea Boitani, e Daniela Marchesi*, Categoria Conti Pubblici, / Concorrenza e Mercati, / Informazione, Data 03.07.2006
Analizziamo i punti principali del decreto Bersani. La norma sui rapporti tra banca e cliente introduce maggiore trasparenza e ha un positivo impatto sulla concorrenza. Potrebbe però irrigidire la gestione dei tassi d'interesse. Aumentare l'offerta di servizio taxi è il primo passo per eliminare una significativa anomalia italiana. Ma i comuni si avvarranno effettivamente delle possibilità loro concesse? Per le libere professioni sarebbero necessarie alcune integrazioni. Come la tariffa a forfait per i professionisti e la liberalizzazione delle licenze delle farmacie.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Prassi degli studi legali
    Nome: gianpaolo  Data: 01.08.2006
    Una premessa, anche se ho compiuto solo un semestre di pratica legale "effettiva", ho avuto la possibilità di rendermi conto del macchinoso meccanismo che regola, di fatto, la formulazione della parcella legale. Anche se l'ordine lo vieta espressamente, di fatto, gli studi legali, in particolare nelle cause civilistiche, già praticano parcelle legate al risultato processuale conseguito. Tale effetto è conseguito indicando, nell'onorario, prestazioni fino a concorrenza del 20% della somma risarcita. Di fatto, quindi, la disciplina degli ordini è ampiamente elusa! La ragione di tale sotterfugio risiede nella impossibilità dei legali, in particolare i meno affermati, di richiedere le tariffe stabilite dagli ordini. Questi ultimi, quindi, imponendo tariffe minime tendono ad ostacolare fenomeni competitivi a detrimento degli interessi dei maggiori studi. Eliminare le tariffe minime, collegandole al risultato, consentirebbe la legittimazione delle prassi operative consolidatesi nella maggior parte degli studi rimuovendo l'ipocrisia che regna nell'ordine dei legali!! Tuttavia, credo che la vera svolta pro-concorrenza, possa essere rappresentata eclusivamente dalla sottrazione della vigilanza sull'accesso agli ordini a favore di soggetti non in conflitto di interessi (come docenti universitari e magistrati)! A
  • Vittoria dei tassisti
    Nome: Luigi Cannella  Data: 18.07.2006
    A giudicare dalle dichiarazioni di giubilo rilasciate ieri dai tassisti, più che soddisfati per il risultato ottenuto, la riforma Bersani ha fatto il classico buco nell'acqua. Il ministro ha parlato improvvidamente di pareggio che, in questo ambito, vuol dire che nulla è cambiato. Come volevano i tassisti. Avanti il prossimo.
  • tariffe minime
    Nome: emilia  Data: 14.07.2006
    Da semplice utente-consumatore, plaudo in generale al decreto Bersani, che trovo comunque solo l'inizio di un percorso virtuoso che potrebbe portare il nostro paese a standard ormai comuni a quelli dei paesi con i quali amiamo confrontarci. Nel caso specifico dell'abolizione delle tariffe minime dei professionisti, vorrei che si valutasse un elemento del quale si parla poco ma che, per la mia esperienza, non è certo trascurabile. Le poche volte in cui ho dovuto avvalermi della consulenza di un avvocato, su un arco di tempo di circa 20 anni ( e non si trattava sempre dello stesso professionista), l'argomento tariffa minima è stato sempre usato come espediente per ottenere pagamenti in nero, con conseguente massiccia evasione fiscale. Tutte le volte, infatti, l'applicazione della tariffa minima prevista per la prestazione da me richiesta avrebbe prodotto, a detta del professionista, costi così alti da rendere più appetibile il pagamento di una cifra forfettaria, ovviamente in nero. Non credo di essere la sola a cui questo sia capitato e mi piacerebbe che, tra una protesta di lesa maestà e l'altra, i signori professionisti spendessero qualche parola anche su questo. emilia giorgetti
  • Pubblicità, concorrenza e tutela del consumatore
    Nome: nakirasan  Data: 10.07.2006
    Alcune personali riflessioni: la pubblicità è una tutela del consumatore solo se controllata (esempio per tutti la "par condicio" ricihesta e "rispettata" durante le campagne politiche); per tutelare il consumatore e per dare tutto in pasto ai soliti grandi operatori ritengo che sia un organo unico a dover fare l'informazione al consumatore, raccogliendo per tutti i preofessonisti del settore i prezzi praticati e le specializzazioni effettivamente possedute, questo organo deve pubblicizzare queste informazioni e deve sanzionari chi non rispetta le i prezzi comunicati. Concorrenza: si veda chi è il Colap e quali sono le associazioni che vi sono rappresentate; forse poi si potrebbe anche convenire che la concorrenza vera vuol dire fornire al consumatore servizi di qualità più o meno buona e non inflazionarlo ulteriormente di "patacche" (esempio il marchio di qualità sui prodotti che rispettano le norme europee non lascia spazio ai prodotti cinesi, a prezzi stracciati che arrivano senza aver rispettato le diverse normative), perchè nel lavoro professionale invece questi semplici concetti non si applicano?
  • vendita dei farmaci
    Nome: erminia  Data: 09.07.2006
    La liberalizzazione del prezzo dei farmaci non poteva essere raggiunta atteaverso una diminuzione del prezzo imposto alla case farmaceutiche e di riflesso anche al famacista? Sono una farmacista di un piccolo paese di circa 1800 abitanti che svolge anche una funzione di presidio sanitario e vi chiedo : con la possibilità anche per i grossiti di medicinalidi aprire ovvero gestire farmacie le piccole farmacie non scompariranno? Sarà un bene soprattutto nei piccoli paesi distanti da latri centri diversi chilometri come nel mio caso? Ed infine , non sembri una divagazione perchè il Governo non si attiva presso la regione Campania per rendere puntuali i pagamenti delle asl nei confronti dei farmacisti che sono costretti a gestire in questo modo situazioni economiche difficili? In defintiva sembra che dalle norme del decreto tranne quelle sul trasferimento di farmcie che mi vede d'accordo, unitamente ai ritardi enormi nei pgamenti del dovuto ai farmacisti ci stai avviando verso una diminuzione delle farmacie operanti sul territorio e soprattutto nei piccoli centri piuttosto che sul loro aumento. Grazie dell''ospitalità Erminia
  • liberalizzazioni e professioni
    Nome: UGO  Data: 06.07.2006
    Mi sembra interessante far notare come le misure introdotte dal decreto Bersani stiano facendo emergere, accanto agli ovvi conflitti di carattere politico (destra/sinistra) e a quelli di carattere sociale o di categoria (libere professioni/lavoratori dipendenti/imprese), anche nuove fratture interne alle stesse libere professioni, soprattutto di carattere generazionale e di cui la stampa quotidiana non ha affatto parlato, ma che erano da tempo ben note agli studiosi di scienze sociali. Se si vanno ad intervistare professionisti appena abilitati e professionisti ben "avviati" si registreranno opinoni diverse, in particolar modo sui temi della tariffa minima e della libertà di pubblicità. Chi gode di una rendita di posizione non vuole rinunciarvi, mentre chi inizia da outsider è disposto a rischi più alti e mettersi maggiormente in gioco, salvo poi difendere la rendita di posizione una volta raggiunta. Del resto, se i professionisti affermati sono una tra le categorie che ha visto crescere maggiormente reddito e ruolo negli ultimi anni, come evidenzia l'ultima indagine sui redditi di Bankitalia, i professionisti in ingresso rappresentano una delle componenti più importanti della moderna precarietà e si connotano spesso come "lavoratori poveri", con redditi da lavoratori dipendenti, se non inferiori, e rischi da lavoratori autonomi. Saluti Ugo
  • taxi
    Nome: francesco  Data: 06.07.2006
    Il futuro disegnato da queste e altre novità mi atterrisce. Così come la liberalizzazione delle licenze commerciali ha causato la sostanziale morte del piccolo commercio, con tutte le conseguenze sociali, estetiche, urbanistiche, così dal tassista piccolo imprenditore e uomo libero si passerà al tassista dipendente e schiavo salariato di qualche grande gruppo. Sono timori irrazionali di un misoneista o si stanno avverando le previsioni di Massimo Fini?
  • Tariffe minime libere professioni
    Nome: Federico Ferro-Luzzi  Data: 06.07.2006
    Mi sembra che ormai si stia dimenticando che il Mercato ha due "capi", entrambi importanti: il contraente finale e il foritore del servizio e che la regolamentazione deve necessariamente tenere conto di entrambi (leggasi: si da molta importanza al contraente finale e poca al diritto del fornitore di entrare nel Mercato). Nel caso dell'abolizione delle tariffe minime non si tiene punto conto della circostanza che grossi studi possano offrire prestazioni gratuite a latere di quelle pagate (es: piccola causa per incidente stradale alla moglie dell'A.d. che tanto lavoro invia... e parlo per esperienza personale) che schiacciano la concorrenza (il piccolo, o neofita, avvocato); in altri termini (e per ovvie semplificazioni), si autorizza l'offerta "sottocosto" che esclude dal mercato i soggetti meno forti sullo stesso. Tra le altre cose la tariffa minima è ottimo punto di riferimento per il contraente finale, meglio, lo sarebbe stato qualora fosse stata adeguatamente pubblicizzata. A mio parere bisognerebbe, al contrario, eliminare la tariffa massima ed aumentare il controllo sull'effettiva applicazione della tariffa minima che consente anche al piccolo avvocato di far valere la preparazione senza doversi accaparrare il cliente con "offerte strabilianti" (salvo poi campare a pane e cipolla...e non nel senso dell'economista). Federico Ferro-Luzzi
  • I Piloti e gli Assistenti di volo??::
    Nome: biagio di lernia Trani(bat)  Data: 05.07.2006
    Oltre ai taxi,adesso comincia la stagione degli scioperi nel trasporto aereo. Cominciano gli assistenti di volo e poi il resto. Il fatto grave è leggere che gli assistenti di volo della compagnia Eurofly sciopereranno anch'essi. Il Titolo della compagnia aerea,appena quotato in borsa, perde il 53% del suo valore. I piccoli risparmiatori che hanno comprato la IPO è stato truffato. Adesso si aggiunge anche lo sciopero degli assistenti di volo, che affosseranno ulteriormente l'Azienda, che sarà costretta a portare i libri in tribunale. Un atteggiamento Italiano da combattere. Anche qui Prodi deve metterci una "pezza" biagio di lernia
  • tassisti
    Nome: g colitti  Data: 05.07.2006
    Due considerazioni sul problema delle licenze dei tassisti, la prima tecnica, la seconda politica. Vorrei che qualcuno mi spiegasse in che modo si pensa di introdurre una maggiore concorrenza limitandosi a ridurre le barriere all’entrata senza toccare le tariffe. L’effetto che si avrà è che avremo qualche tassista in più (e questo al consumatore interessa per la maggiore facilità di trovare il servizio) ma il costo della corsa, non avendo toccato le tariffe, rimarrà invariato. Pertanto al tassista che volesse accettare la sfida della concorrenza e volesse adottare una strategia competitiva quale consiglio potremmo dargli? Su quali leve dovrebbe costruire la propria strategia di business? Il prezzo: non può. Lavorare di più: non può per via dei turni rigidi prefissati. La seconda considerazione, politica, riguarda il fatto che il settore dei tassisti è rigidamente controllato dalla politica. Le Amministrazioni comunali fissano infatti le barriere all’entrata (licenze), stabiliscono i prezzi (tariffe) e definiscono i limiti di offerta (turni). Perché il Governo ha deciso di toccare uno solo di questi tre elementi? Mi sembra quantomeno un atteggiamento dilettantistico o velleitario a meno di non pensare maliziosamente che il Governo abbia voluto passare la patata bollente ai Sindaci delle grandi città (Milano; Roma, Napoli, forse Firenze e Bologna, Bari, in totale non più di 15.000 tassisti) i quali saranno poi coloro che dovranno prendere le decisioni.