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Costituzione, dove cambiarla

di Bruno Dente, Categoria , Istituzioni e Federalismo, Data 20.06.2006
Le riforme utili e necessarie sono quelle che adeguano le istituzioni alle circostanze esterne, non quelle che cercano di forzare in una qualche direzione lo sviluppo della società politica e delle istituzioni. Il decentramento e il federalismo sono tendenze generalizzate in tutti i paesi occidentali. La trasformazione della pubblica amministrazione anche. L'Unione Europea pure. Ma con tutti questi temi, la riforma costituzionale non fa i conti. Come dimostrano le scelte pericolose e inefficaci su premierato e Senato federale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La Costituzione, dove cambiarla
    Nome: Vincenzo Barletta  Data: 16.05.2007
    Mi limito solo a dire che i paesi più avanzati della terra sono federali o confederali oppure a forte federalizzazione fiscale di fatto. Io non ci trovo nulla da ridere, è mortificante invece il chiacchiericcio di tutte quelle comari che perdono il loro tempo a farne un fatto soggettivo. Materie di così forte senso "sociale", non attengono a chi non ne ha neanche la più labile cognizione. Auguri a tutti.
  • federalismo/decentramento
    Nome: Michele Perbellini  Data: 27.07.2006
    Speriamo, ma ne dubito fortemente, che la discussione si apra, come dice Lei, ma che si chiuda prima ch'io vada in pensione!!Aggiungo che sono contrario a quanti sostengono la necessità di rivisitare l'art 137 Cost. in moda che le riforme costituzionali debbano tassativamente essere approvate con maggioranza=2/3.Grazie.
  • Federalismo
    Nome: Michele Perbellini  Data: 26.07.2006
    Ho avuto modo di studiare a fondo lo "stato federale" e la riforma del Tit V 2001 con la mia tesi di laurea. Concordo con chi solleva il problema della Corte Cost., ma volevo precisare che il nodo da sciogliere non riguarda la sua efficienza quanto piuttosto la sua composizione. Il Giudice chiamato a dirimere conflitti tra enti equiordinati ex art 114 Cost. non può certo non rappresentare anche questi ultimi..altrimenti le pronunce risultano a dir poco "sbilanciate". La mia personale opinione è che ora, dopo il prevalere del no, passerà molto tempo prima che si facciano concretamente riforme costituzionali. Grazie per l'attenzione.
  • una riflessione ed una domanda
    Nome: venturoli massimiliano  Data: 21.06.2006
    Sono perfettamente d' accordo con l' autore dell' articolo. Vorrei fare notare l' attegiamento da " furbetti del quartierino della nostra classe dirigente: il Centro-sinistra chiede ai cittadini di votare No, senza spiegare ai cittadini, quale ( concretamente ) disegno legge di Riforma Costituzionale, alternativo, proporanno in Parlamento; il centro-destra ( in piena schizzofrenia ) chiede di votare SI al Referendum, rassicurando nello stesso momento gli Italiani, ( al di là dell' esito referendario ) che proporranno in Parlamento una " seconda " Riforma Costituzionale, che modificherebbe la Riforma Costituzionale appena approvata. Straordinario " teatrino"!!! Una domanda all' autore dell' articolo: Secondo Lei, contestualmente ( se non prima ), non sarebbe meglio riformare la Corte Costituzionale, per renderla efficente, ed evitare conflitti d' attribuzione, con sentenze in " tempi brevi"? Dopo l' introduzzione di una " Nuova Costituzione", una Corte Costituzionale efficente, eviterebbe ( o limniterebbe ) vuoti di potere? Venturoli Massimiliano
    Risposta:
    La Corte Costituzionale, se non mi sbaglio, ha un arretrato di poco piu' di un anno che, per i tempi della giustizia italiana, sembra tutto sommato accettabile. Si puo' quindi concludere che essa funziona ragionevolmente bene. E' peraltro vero che la maggioranza del contenzioso che viene portato davanti alla Corte riguarda i rapporti Stato Regioni. Quindi per sveltire ulteriormente i processi occorre intervenire per ridurre questo contenzioso. Cio' puo' essere fatto in due modi. Il primo, che e' quello che ho indicato nell'articolo, consiste nell'inserire le Regioni nel procedimento legislativo attraverso la costituzione di un vero Senato federale (ben diverso quindi da quello che ci viene proposto nel referendum). Il secondo sarebbe quello di applicare da parte del Governo e delle Regioni un certo grado di self-restraint ed evitare un eccesso di ricorsi e cio' non dovrebbe essere terribilmente difficile. Altre riforme francamente non mi sembrano auspicabili.