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Commenti

Toglietemi tutto, ma non il cuneo fiscale

di Matteo Richiardi, e Roberto Leombruni, Categoria Fisco, / Lavoro, , Data 16.06.2006
Il cuneo fiscale ha tre componenti. Una è relativa all'Irpef, e una sua riduzione non è all'ordine del giorno. Poi ci sono i contributi sociali, per i quali forse c'è spazio per una riduzione, ma certamente non consistente. Cosa rimane per il famoso taglio di 5 punti percentuali? I contributi previdenziali. Ma questi sono parte integrante della retribuzione del lavoratore. Se l'obiettivo è risolvere i problemi di competitività delle imprese italiane, la soluzione migliore non può essere quella di chiedere a tutti i cittadini di aiutare le aziende a pagare gli stipendi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • il salto
    Nome: Matteo Olivieri  Data: 23.06.2006
    gentili autori, come da voi sottolineato la decontribuzione favorirebbe un ricorso fittizio a mansioni di basso livello controproducente per un sistema che ha bisogno di innalzare il proprio livello di competenze. Tuttavia, rivolgendoVi questa considerazione come una domanda, non credete che la precarizzazione del lavoro abbia già  raggiunto questo nefasto obiettivo? Il cococo, per dirla in maniera semplice, sono la riprova di come, a fronte di una necessità delle imprese e dello stato (non dimentichiamoci mai i precari del pubblico) di competenze fresche e di alto livello, si sottopaghino persone che dovrebbero appartenere a ben altre fasce di reddito. Si puo' fare peggio di così? o forse sgravare i bassi livelli di reddito è il primo passo per riavvicinare il mondo del "consumabile preferibilmente entro" a quello dei dipendenti?
    Risposta:
    Capisco ed in parte condivido le sue preoccupazioni. I problemi del precariato sono sotto gli occhi di tutti ma richiedono una discussione approfondita, che non può prescindere da un'analisi complessiva del funzionamento del mercato del lavoro (lavoro regolare incluso). Una discussione che per altro LaVoce ospita e promuove, e a cui rimando. Grazie comunque e cordiali saluti. Matteo Richiardi
  • cuneo fiscale che fare?
    Nome: riccardo boero  Data: 20.06.2006
    Egr. professori, la vostra analisi e` implacabile: dimostrata l'intangibilita` di ciascuna delle 3 componenti del cuneo fiscale, la sola conclusione possibile e` il suo mantenimento. (Fatti salvi gli aggiustamenti legati al riordino delle aliquote, che non avrebbero necessariamente un saldo negativo, ad es. sopprimendo il contributo tubercolosi ma aggiungendone magari un altro per tumore cerebrale per uso continuato di telefono cellulare etc). Da chiedersi come fanno gli altri paesi dove il cuneo fiscale e` piu' ridotto. Tutti barbari neoliberisti? Una strada per ridurre drasticamente il cuneo fiscale potrebbe essere quella di aprire alla concorrenza la gestione dei contributi sociali e previdenziali. Il lavoratore potrebbe scegliere la cassa di suo gradimento, eliminando le inefficienze legate al monopolio INPS.
    Risposta:
    giustamente lei chiede come fanno gli altri paesi dove il cuneo fiscale è piu' ridotto. La risposta ovviamente non è semplice. Un primo punto da sottolineare però è che la componente propriamente fiscale in Italia, dopo la riforma del 1995, è molto più bassa che in altri paesi dove il sistema è di tipo retributivo (“defined benefits”) o misto (cfr. Disney R., “Are contributions to public pension programmes a tax on employment?”, Economic Policy, vol. 19, no.39, 2004, pp.269-311). Lei poi correttamente suggerisce una possibile via per la riduzione del cuneo: "liberalizzare" una quota dei contributi sociali, lasciando che sia il lavoratore a scegliere a quale gestore affidarli. Rimaniamo però un po’ scettici - e l’esperienza dei fondi pensione sembra confermarlo – da una parte sulla capacità dei lavoratori di scegliere razionalmente e dall’altra sulla capacità del mercato di offrire effettivamente “prodotti” finanziari più convenienti, a parità di rischio, di quanto offerto dallo Stato. C’è molto da discutere, ma in primo luogo occorre che ci sia chiarezza su a chi appartengono i soldi di cui si discute ! Grazie e cordiali saluti
  • giusto
    Nome: michele  Data: 16.06.2006
    complimenti, sono aspetti non certo di dettaglio che un presunto tecnicismo specialistico cerca di occultare. Già nel linguaggio, che esprime di per sè un "potere", come avrebbe scritto Focault