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Commenti

Una ricognizione fra il tecnico e il politico

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, , Data 07.06.2006
Tre i messaggi chiave del rapporto della Commissione Faini: la situazione dei nostri conti pubblici è molto difficile, e più grave di quella descritta nella Trimestrale di cassa; avrebbe potuto essere peggiore senza l'ombrello dell’euro; la Ragioneria generale dello Stato è un organismo troppo soggetto ai condizionamenti della politica. Bene, dunque, potenziare i servizi bilancio di Camera e Senato e dotarsi subito di strumenti per fare tagli selettivi della spesa delle amministrazioni pubbliche. Anche perché la manovra non deve essere solo sulle entrate. Discutibili, invece, la scelta della Commissione di valutare la fattibilità politica di alcuni interventi, e di formulare una forbice di valori per il tendenziale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Abolire le Province
    Nome: Gianni  Data: 05.09.2007
    Le province andrebbero decisamente abolite in quanto sono enti inutili e costosi. Ritengo che in quanto ad inutilità siano seconde solo alle Comunità Montane. Purtroppo però credo che non ci siano le condizioni politiche per attuare un simile provvedimento. Gianni Giavesoni
  • abolire le province
    Nome: paolo andreoli  Data: 08.09.2006
    Sono Consigliere Provinciale per il PRC, ho fatto il Sindaco per 21 anni. Sono convinto che le Province sono da sopprimere per le segunti ragioni: 1 - la loro funzione di coordinamento è solo un'attribuzione nominalistica utile a giustificarne solo teoricamente l'esistenza, ma priva di sostanza. 2 - Non è un costo da pagare alla democrazia, perché il 90% e oltre dei cittadini non sa nemmeno che esiste. 3 - ha una struttura di bilancio fragilissima: per la parte corrente regge per 3/4 sulle tasse derivate dal mercato degli autoveicoli, agli investimenti provvede vendendo patrimonio. 4 - le Province costano 20 md. di € l'anno: è ragionevole ritenere che, attribuendone le funzioni e il personale a Comuni e Regioni e bloccando il turnover, a riforma consolidata si risparmi circa il 30%, cioè circa 7md. di € annui. 5 - da ridiscutere lo status delle Province (e Regioni) autonome: una necessità all'alba della Repubblica, un anacronismo oggi. E le Prefetture a seguire o, meglio, insieme...
  • Piu' Qualita' Meno Spesa.
    Nome: marco baldassari  Data: 14.06.2006
    La stima del 4% con i delta dovuti ai rischi e' una impostazione chiara, se vengono spiegati meglio i meccanismi che determinano i maggiori costi, proprio per fornire un supporto decisionale chiaro per tutti, sulla base del quale orientare le scelte politiche. E' apprezzabile che il documento sia in italiano scorrevole e leggibile, come fortemente voluto da Padoa-Schioppa, molto importante per la trasparenza e la comprensione delle scelte politiche. Ho notato che le maggiori entrate, impreviste, coprono appena i maggiori costi della sanita', che gia' e' ridotta all'osso, con servizi ancora insoddisfacenti e personale molto scontento. Credo sia fondamentale, anche per la prospettive di medio termine, che la sanita' concentri gli sforzi sulla motivazione del personale a realizzare obiettivi di efficienza e qualita' del servizio, che porti alla riduzione della spesa. Si deve entrare nel merito dei processi e riorganizzarli in modo da ridurre i tempi di attesa dei pazienti e il tempo sprecato in lavori inutili da parte dei medici. Ospedali centri diagnostici e medici di base devono lavorare insieme in modo coordinato, per intervenire e indirizzare i pazienti prima di entrare in ospedale. Maggiore assistenza domiciliare e sostegno preventivo, possono ridurre la spesa farmaceutica, migliorando la qualita' totale del servizio percepito. Sopratutto l'informazione ai medici e ai pazienti deve sfruttare le nuove tecnologie, perche' sia disponibile e accessibile l'informazione che consente a ciascuno di compiere scelte di efficienza e riduzione dei costi. Un analogo lavoro di riorganizzazione dei processi deve coinvolgere la pubblica amministrazione nel suo complesso, partendo proprio dalla razionalizzazione delle province/comuni e grandi metropoli, in modo da avere strutture efficienti e omogenee. Prima di fare scelte politiche, si deve rendere lo stato efficiente, per dare ai politici e ai cittadini uno strumento utile, non un Leviatano.
  • abolire le Province
    Nome: Luca  Data: 13.06.2006
    Concordo con altri commenti: abolire le Province. Ecco 6 ragioni per farlo. 1) Perche' abolendo le province possiamo risparmiare da subito almeno 2 miliardi di euro l'anno (vale a dire quasi l'1% di IVA) solo in stipendi di consiglieri, gestione assemblee, rimborsi elettorali etc.; senza contare i risparmi a lungo termine di funzioni duplicate, di immobili etc. 2) Perche' uno dei grandi problemi dell'Italia è cosituito dall'enorme personale politico elettivo: circa 300.000 persone tra parlamentari,consiglieri regionali, provinciali, comunali e municipali. Persone che vivono (spesso lussuosamente) di politica e che spesso hanno come primo vitale interesse quello di mantenere i loro privilegi e che allo scopo moltiplicano senza limite leggi, regolamenti, commissioni, enti, uffici, insomma burocrazia. Abolendo le Province mandiamo a casa circa 10.000 politici di professione (e forse qualcuno si mettera' a fare qualcosa di produttivo, chissa'). 3) Perche' l'Italia e' (credo) l'unico paese al mondo in cui ogni punto del territorio è sottoposto a ben sei camere elette : Parlamento Europeo, nazionale, regionale, provinciale, comunale e (nelle grandi citta') municipale (e fuori dalle citta' non manca mai una "Comunita' Montana"). Un carrozzone che è l'origine e l'archetipo di tutti gli altri. Sei legislazioni, sei centri di spesa, sei generatori di regolamentazione spesso superflua o conflittuale, sei campagne elettorali con relativi rimborsi gonfiati, sei tappezzamenti di faccioni elettorali, etc etc. 4) Perche' la funzione principale delle province e' rimediare uno scranno a qualche politico senza di meglio da fare. A trasferire le altre (poche, qualche fiera paesana e qualche inaugurazione fuori citta') a comuni e regioni si fa presto. 5) Perche' l'abolizione diminuirebbe i conflitti politici e di competenza tra comuni, province e regioni. 6) Per risparmiare almeno qualche spalmata di manifesti elettorali (a spese nostre).
  • Autority Fiscale, ma vera!
    Nome: Gheorghius  Data: 12.06.2006
    Dove può un governo (di centrosinistra) trovare la forza politica di riequilibrare le finanze pubbliche, dopo che il centro-destra nel 2001-2006 ha dimostrato che - quando è al governo - vuole e può ridistribuire agli "amici" i risparmi di bilancio faticosamente ottenuti dal governo precedente? Occorrono allora regole stabili, se possibile condivise, forse costituzionali; ed una “Authority sul Bilancio Pubblico” che lasci alla politica mano libera sulla composizione della spesa e delle entrate, ma non sui saldi del bilancio pubblico e sulle regole contabili. Altrimenti, nel migliore dei casi, resteremo per decenni in una situazione finanziaria precaria. Con tutti i rischi democratici connessi ad un problema distributivo di dimensione macroeconomica (questo è il problema politico) permanentemente irrisolto. Cari amici della "Voce", vi chiedo un po' più di coraggio e di fantasia in questa direzione.
  • Province
    Nome: Antonio Contis  Data: 11.06.2006
    Non capisco a cosa servono, visti i poteri di Regioni e Comuni. In Sardegna ne hanno istituito 4 nuove, per far cosa non si sa e per giunta non sanno nominarne il Capoluogo: Carbonia/Iglesias - Tempio/Olbia - Sanluri/Villacidro - Tortolì/Lanusei.E' tutto un gioco di poltrone ed il cittadino.....paga. Cordialità.
  • tecnica/politica
    Nome: michele  Data: 09.06.2006
    Sulla relazione di Faini, sono perplesso sia perchè mi pare alquanto affrettata la valutazione delle rendicontazioni esaminate sia perchè, come rileva Boeri ma evidenziano anche altri commenti, si ha l'impressione che operi una forzatura politica precipitosa allo stato delle cose. Quel che più mi lascia perplesso, però, ed è osservazione che riguarda Faini ma anche Boeri e LaVoce nel suo complesso, è il fatto che il rapporto tecnica/politica, chiamto di fatto in causa, non sia per niente chiarito. La connotazione "tecnica" del sito, insomma, è assunta quasi come un postulato: ma è ormai da tempo dimostrato, in campi del sapere anche apparentmente lontani tra loro (filosofia e fisica, ad esempio) che ad un ipotetico sapere tecnico che opera "disgiunto" dall'oggetto che analizza è di gran lunga preferibile (non tanto per scelta ideologica, quanto per correttezza...) un sapere che dichiari i suoi presupposti analitici, il suo punto di vista e via dicendo. La querelle è complessa e non può ssere liqidata in poche righe, trattandosi del problema di quanto l'osservatore "produca" l'evento mentre lo osserva o comunque interferisca con i suoi strumenti in quanto va verificando. Tuttavia, penso, sarebbe bene la si affrontasse. Testi o interventi che non esplicitano gli assunti significa che o li danno per scontati anche quando non sono chiari, o li incorporano in un concetto di tecnicità che, per voler esser asettico e iperconcreto, diventa invece sovente assai metafisico. Non si tratta, ovviamente, di rimettere in campo discussioni sul primato della tecnica o della politica, ma sugli intrecci genetici che derivano da entrambe e danno luogo a ibridi poco comprensibili e, anche, ripetitivi. cordiali saluti
  • Le provincie...
    Nome: Alessio Laguda  Data: 09.06.2006
    Vorrei lanciare una proposta alla "Voce" è possibile stimare quanto può risparmiare lo stato dall'abolizione delle provincie per poi confrontarlo con l'aumento di spesa che dovrebbero sostenere comuni o regioni per adempiere alle funzioni ora tenute dalle provicie??? E probabile che il saldo sia positivio e di tanto, inoltre ci sarebbe una semplificazione dello stato, ma secondo voi questo risultato sarebbe possibile in tempi brevi. 2 o tre anni almeno per attivare tutte le procedure necessarie???
  • Manovra aggiuntiva
    Nome: Domenico Napolitano  Data: 09.06.2006
    Che la Commissione Faini ( Vostro membro di redazione, in aspettativa, per impegni istituzionali) giunga a delle conclusioni, tutte da verificare a consuntivo, mi lascia perplesso perchè sospetto essere di parte. Non essendo un addetto ai lavori, non mi resta che aspettare le posizioni di organismi tecnici, indipendenti dal momdo politico. Il ministro Padoa-Shioppa, persona di altissimi meriti sul campo, ritiene e trova la Vostra adesione di Readzione, inevitabile la manovra aggiuntiva. Riconosce che le entrate 2006 non sono andate male e quindi, non responsabili del peggioramento dei conti pubblici. Bisognerà operare sulle uscite. Io, napoletano, sò quanto la sanità e non solo, contribuisce al peggiramento dei conti pubblici e in termini quantitativi e in quelli qualitativi, erogando, facendo salve alcune pregevoli situazioni locali, mediocri servizi. Quindi, mi viene spontaneo un sorriso amaro, sugli effetti che i provvedimenti necessari, produrranno sulla base elettorale del presente Governo di sinistra-centro. Poeticamente è sognabile la quadratura del cerchio, realisticamente è solo una aspirazione virtuale. Sarò curioso di registrare la posizione della Vostra Redazione, sulle prossime puntate, previste sull'argomento. Cordialmente Domenico (Mimmo) Napolitano
  • controlli sugli enti e soppressioni enti inutili
    Nome: francesco pavese  Data: 08.06.2006
    Il problema dei controlli e della soppressione di enti superflui involge tutta la p.a. Negli enti locali devono essere rafforzati i controlli esterni sulle politiche di gestione di bilancio e contemporaneamente ridotto l'asservimento della classe dirigente alla amministrazione di turno. E' chiaro che obiettivi ,come il contenimento delle spese e riduzione incarichi,presuppongono una classe dirigente libera di agire per perseguire obiettivi precisi ma questo è impossibile laddove questa classe dirigenziale sia nominata dalla classe politica perchè chiaramente per assicurare la sua conservazione perseguirà non l'obiettivo generale del contenimento dei costi e delle spese ma gli obiettivi della classe politica locale che lo ha nominato. Parimenti per l'eliminazione degli enti superflui ,essendo questi enti erogatori di spese e conseguentemente di consensi, appare difficile una loro soppressione mentre è auspicabile il trasferimento di funzioni ,come nel caso delle province,ai comuni o alle stesse regioni a seconda che si tratti di funzioni sovraprovinciali o subprovinciali.