Quella che viviamo attualmente è una fase molto interessante per i macroeconomisti. La nuova parola chiave (ma secondo molti il nuovo spettro) si chiama deflazione .....
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
deflazione e trappola della liquidità
Nome: Paolo PracucciData: 04.12.2002
Anch'io esprimo i miei complimenti per la chiarezza con cui il Prof. Monacelli ha esposto il principale pericolo per l'Europa, e condivido pienamente il suo pensiero circa le prospettive economiche europee ed americane. Il mio dubbio è il seguente: come possiamo uscire da questo guado? Non sarebbe necessaria una politica economica riformista a livello europeo? A mio avviso, che sono uno studente universitario della facoltà di Bologna, CLEF economico, ritengo che fino a quando non vi sarà una politica economica coesa e guidata dall'alto fra i paesi dell'Euro, non vedremo mai una crescita economica solida ed indipendente dalle forze esterne.
Inoltre, le chiedo quali libri mi consiglia di leggere per approfondire il tema sulla deflazione e sulla trapppola della liquidità.
La ringrazio tanto augurandoLe buon lavoro.
Paolo Pracucci
Risposta:
Grazie innanzitutto per il tuo interesse.
Quando parliamo di politica economica e' bene distinguere tra monetaria e fiscale. Quella monetaria e' gia' centralizzata, con indubbi vantaggi ma anche rischi. Per esempio quello che la piu' grande economia dell'Unione navighi verso la deflazione in controntendenza con le altre. Questa "asimmetria" e' una sfida nuova per la BCE di cui poco si e' discusso finora.
Per cio' che riguarda la centralizzazione della politica fiscale il dibattito tra gli economisti e' acceso (vedi articoli sul Patto di Stabilita' su La Voce). L'idea prevalente e' invece che la decentralizzazione sia preferibile. Ma il cuore del problema e' capire fino che punto un certo grado di coordinamento (da un lato tra politiche fiscali dei diversi paesi, ma dall'altro anche tra politica monetaria unica e politiche fiscali regionali) sia desiderabile.
Per deflazione e trappola della liquidita' sono di grande interesse gli articoli di Paul Krugman. Vedi sotto http://www.wws.princeton.edu/~pkrugman/
Cordiali saluti
Tommaso Monacelli
deflazione
Nome: Fabio VecchiData: 30.11.2002
Ho appena finito di leggere l'articolo del Prof. Tommaso Monacelli in merito al rischio deflazionistico pubblicato il 21 Novembre 2002.
Sono pienamente d'accordo sul rischio deflazionistico della Germania e sulla difficoltà del ruolo della BCE (i tedeschi staranno rimpiangendo la loro vecchia Bundesbank?).
La mia curisosità, tuttavia, riguarda il rischio deflazionistico paventato dal Professore negli USA.
Ma veramente vede tale rischo? Non crede che in codesta situazione il primo effetto sarebbe una consistente svalutazione del Dollaro (gli Usa sono debitori del mondo al contrario del Giappone per cui non potrebbero richiamare la valuta come fanno sovente i giapponesi) e di conseguenza un aumento dell'inflazione importata?
Vorrei, infine, fare i complimenti per l'idea geniale del sito grazie al quale si può continuare ad imparare anche dopo la laurea.
Spero di non aver annoiato e di poter ricevere una risposta.
Risposta:
Il rischio per gli USA è certamente minore. Non a caso il pezzo si concentra su come la BCE potrebbe affrontare la deflazione in Germania quando altre economie dell'Unione danno invece segnali opposti. Cioe' su una fonte di inerzia che potrebbe essere strutturale per la Banca centrale di una Unione Monetaria.
Si noti pero' che probabilmente il rischio negli USA e' minore proprio perche' la Fed sta dimostrando quella reattività necessaria per allontanarsi in tempo dalla trappola deflazionistica. Questa reattivita' e' necessaria proprio per incidere in modo vigoroso sulle aspettative. Non a caso i tassi di interesse reali sono gia' fortemente negativi negli USA mentre in Europa rimangono ampiamente positivi.
Grazie per la sua attenzione
Tommaso Monacelli